sabato 30 agosto 2014

San Giovanni Rotondo (FG), mercoledì 23 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE RACCONTATA DALLO PSICHIATRA LONDINESE DR. REX HAIGH, esponente al Royal College of Psychiatrists di Londra.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



PRIMA SETTIMANA
INTENSIVA INTERNAZIONALE.
SCRITTO DELLO PSICHIATRA LONDINESE REX HAIGH, ESPONENTE DEL ROYAL COLLEGE OF PSYCHIATRISTS. 
 
"Uno straordinario rituale
sciamanico italiano".



Stranamente, soprattutto per gli eventi italiani, quasi tutti, questa mattina, erano in orario per iniziare alle 9:30, direttamente dopo la colazione.

Ci siamo recati tutti alla sala conferenze al terzo piano (vedere la foto di avantieri) trovando l’entrata bloccata: non avevamo il permesso per entrare in massa nella sala in modo disordinato e irrispettoso, come eravamo soliti fare.

Invece, in questo caso, dovevamo toglierci le scarpe e lasciarle nell’anticamera, formando una fila ordinata e restando in silenzio.
 
Immaginate! A centotrenta persone, per lo più italiani, è stato chiesto di rispettare la fila e tacere

Una volta pronta la sala, un comitato d’accoglienza si era formato sull’altro lato della porta – ed avevamo il  permesso di entrare solo uno alla volta.

Uno dei conduttori più esperti ha abbracciato ognuno di noi e poi ci ha inoltrato con la mano verso il comitato, che consisteva in un gruppo di bambini, giusto all’ingresso. Uno dei fanciulli ha afferrato la nostra mano e ci ha guidati fino al posto destinatoci, a seguire, i bambini hanno accompagnato ognuno di noi. Poi il gruppetto ritornava alla base per portare il prossimo di turno dentro.
 
I nostri posti assegnati, alla fine, tendevano a formare un grande cerchio di persone, dove tutti si tenevano per mano, dondolando dolcemente a ritmo di un rilassante brano dei nativi del nord America. Tutte le sedie sono state messe ai confini della sala e, al centro di essa, c’era un piccolo tavolo con una bacinella d’acqua circondata da fogliame.

L’intero cerchio si è riempito in una mezzoretta: io penso fossimo 130 persone ed in perfetto silenzio per tutto questo tempo. Sono state utilizzate delle tecniche speciali per accogliere le persone che non capivano o che non tolleravano la situazione - una persona vicino a me, per esempio, ha avuto bisogno di essere rassicurato con un abbraccio, durante tutto il processo, da uno del gruppo dei conduttori.
 
Una volta che il gruppo fosse al completo, ci è stato chiesto di sederci o sdraiaci dove più ci piaceva, e ci è stata mostrata una piccola presentazione in powerpoint che ci spiegava lo sviluppo del rituale in 38 anni di Metodo.

Inizialmente effettuavano il rituale con un prete cattolico etiope, che  consisteva in un evento semi-cattolico con una forte struttura, allegoria e iconografia cristiana cattolica. Più tardi nella storia del gruppo (suppongo quando il prete etiope morì), è subentrata un’influenza buddista nel rituale (che segna  il punto di svolta della settimana intensiva) basato sulle dottrine buddiste.

Più recentemente, invece, il rituale è stato mutato nella struttura, prendendo spunto dalle tradizioni, contenuti e processi dei nativi d’America. Inoltre, siamo stati informati che con il termine “nativi d’America”, questa popolazione non veniva rispettata in modo esauriente, invece, il termine di Popolo delle Terre Danzanti è stato preferito perché conteneva nel nome una spiegazione basata sulla forma dei continenti americani: NORD America diviene il danzatore, il SUD America diventa la danzatrice in dolce attesa, e il centro America è il luogo in cui le loro mani si incrociano.

Nella descrizione del rituale che si stava per svolgere, sono stati citati i quattro elementi, che nella giornata ventosa erano stati riconosciuti, inoltre, noi tutti eravamo invitati ad intingere le nostre mani nella bacinella cerimoniale, colma di acqua fresca, e strofinarle sul viso. Io presumo che la terra fosse rappresentata dal duro pavimento sul quale sedevamo e con il fuoco si intendessero le estreme emozioni che stavano per venire fuori.
 


Una volta che tutti hanno immerso le loro mani nell’acqua, la parte principale del rito ha avuto inizio. C’è stato chiesto di chiudere i nostri occhi ed in modo gentile, di muoverci attorno la stanza, al ritmo della musica dei “Popoli danzanti”. Urtare contro le persone era parte del rito e noi dovevamo ringraziare con una carezza o contatto e quindi poi andare via. Questa fase sarà durata una dieci o quindici minuti prima che ci venisse chiesto di rimanere in contatto con chi avevamo urtato contro per ultimo (o continuare per scegliere un'altra persona se non contenti del nostro primo contatto) e iniziare con un profondo intenso lungo abbraccio. Tutto questo ancora con gli occhi chiusi. Poi c’è stato chiesto, seguendo una routine (insieme di istruzioni N.d.T.), di esplorare lentamente e accarezzare tutto il corpo dell’altra persona, iniziando con la testa e le spalle, poi le braccia e la schiena o poi indietro da capo. Siamo stati portati al petto e c’è stato chiesto di ignorare il significato sessuale di questo, e continuare la stessa procedura (lo stesso processo) di apprezzamento e cura del corpo dell’altra persona attraverso il contatto e le carezze, spesso in maniera piuttosto intensa, come anche gentilmente. Poi incoraggiati a passare al fondoschiena, gambe e piedi e infine all’intera persona, prima che ci fosse chiesto di muoverci di nuovo, con i nostri occhi chiusi tutto il tempo. Non so chi lei fosse e mai lo saprò.
 
Una volta che tutti hanno ripreso a muoversi, abbiamo attraversato diversi stadi di un intenso crescendo - sempre con gli occhi chiusi (anche se nelle fasi successive sarebbe stato impossibile)! Per prima cosa ci è stato chiesto di camminare in piccoli cerchi, e poi di scegliere una direzione e mantenerla con determinazione con chiunque avremmo incontrato perché quella “era la nostra direzione”. Poi  di cambiare direzione e ripetere così via.
 
Nel frattempo la delicata musica è svanita e hanno iniziato a suonare le percussioni. Gradualmente la musica si è fatta più veloce e molto più incalzante, mentre i nostri corpi diventavano più pieni di forza e decisi. L’ultima istruzione è quella di danzare come se nessuno stesse guardando (e sicuramente, se tutti seguivano le istruzioni da loro date, nessuno stava guardando!) e sentirsi liberi di fare tutti i movimenti che si voleva.
 
Quando ho iniziato a pensare che le percussioni non potessero suonare più forte, ecco che lo diventavano. Ancora e ancora. Quindi ci è stato chiesto di vocalizzare prima i nostri nomi che presto sono diventati sempre più primitivi, rumorosi ed elementali. Io ho perso il senso del tempo, e sono stato limitato solo dal mio sistema “cardio-respiratorio” di mezz’età e dalla mia scarsa forma fisica, ma dopo non so quanto, tutto si è fermato. E tutti sono collassati sul pavimento in mucchi grondanti di sudore per lo più in contatto più o meno esteso con agli altri, più o meno sudati, con in sottofondo i canti e la musica dei “Popoli Danzanti”. Dopo un po’ di tempo, non ben determinato, la musica è scemata e lentamente ci siamo fatti persuasi di essere di mercoledì mattina, in un sala conferenze al terzo piano, da qualche parte in Italia.

Il rito era il preludio alle “transizioni - dove persone che erano state scelte, giudicate pronte dal gruppo di conduttori - venivano poi invitati a sottoporsi al “processo di transizione”. Aiutati intimamente dal gruppo dei conduttori e molti altri, sono stati condotti ad uno stato emozionale estremo, e poi dopo la regressione, fasciati e lentamente sostenuti per tornare a un livello normale di coscienza. Ci sono state due transizioni durante la nostra esperienza - entrambe estremante commoventi e dolorosa da assistere - ma sarebbe poco rispettoso da parte mia descriverle con più dettagli  qui. Basti sapere che sono state molto speciali.
Poi un altro meraviglioso pranzo (in italiano nel testo N.d.T.) 

Dr. Rex Haigh
tradotto da
Serena Grattagliano e Ivan Grazioso

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giovedì 28 agosto 2014

San GIovanni Rotondo (FG), martedì 22 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE RACCONTATA DALLO PSICHIATRA LONDINESE DR. REX HAIGH, esponente al Royal College of Psychiatrists.

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Prefettura di Foggia





PRIMA SETTIMANA
INTENSIVA INTERNAZIONALE.
SCRITTO DELLO PSICHIATRA LONDINESE REX HAIGH, ESPONENTE DEL ROYAL COLLEGE OF PSYCHIATRISTS. 
 
RIFLESSIONI SCIENTIFICHE.
"Gli Ingredienti di una Turbo
Comunità terapeutica".



Più mi addentro in questa settimana, più il suo magico mistero mi sorprende. Ed essendo un "vecchio scontroso" psichiatra che di solito pensa di aver visto tutto ciò che era da vedere a proposito di Comunità terapeutiche, credevo perciò di essere abbastanza immune a sorprese nei gruppi terapeutici.

Ci vorrebbe un libro o un Dottorato di Ricerca in antropologia per catturare tutto questo evento
, allora cercherò di seguito di fare una lista di alcuni temi e dei punti più significativi.

a) In comune con altre terapie:

  • TC (Comunità Terapeutiche) - gerarchia molto piatta, tolleranza dei disturbi estremi, tutto si svolge nei gruppi, gruppi con diversa programmazione e pianificazione, cambiamenti repentini dell’umore del gruppo, pranzi e socialità inclusi, coesione dello staff, enfasi sulle responsabilità personale, forte importanza data al senso di appartenenza, sostegno alla pari aldilà dei gruppi, rituali di gruppo poderosi ma flessibili. Divertimento e giocosità deliberati. Tutti i membri appartenenti allo staff hanno svolto essi stessi un percorso (‘programma’) all’interno della comunità;
  • Psicodramma - protagonista, ruolo dei conduttori (tre alla volta), warm-up, azione, condivisione. Spesso con preparazione e programmazione di quelli che saranno i protagonisti. Divertimento e giocosità deliberati;
  • Primal Scream* (ndr Terapia del ‘Grido Primario’) - produce profondi stadi di regressione, rilascio catartico e successivo contenimento fisico  (col corpo);
  • Analisi di Gruppo - matrice, risonanza, processo a gruppi estesi (sebbene non esplicito);
  • Analisi Transizionale (TA) / Cathexis Model - riparare con importante presa/tenere col corpo;
  • Gestalt - empty chair work (letteralmente ‘lavoro della sedia vuota’);
  • Rechian/body* - primato della relazione mente/corpo, toccarsi +++;
  • Danza* - molto tempo è utilizzato per ballare, dal semplice e lieve oscillare all’ondeggiare in cerchio tenendosi le mani, alle danze folk fino al selvaggio pogare. Nessuno viene forzato a partecipare, ma la maggior parte lo fa;
  • Musica* - spesso utilizzata nelle fasi di warm-up e frequentemente scelta ad hoc per rappresentare il materiale emerso dalle dinamiche e per adeguare l’umore del gruppo: musica di ogni genere dalle ninna nanne a canzoni ambientali/spirituali all’heavy rock, al punk. Anche canto, chitarristi e musicisti di accordion, utilizzo di cinque percussioni africane per i momenti di particolare intensità;
  • Esistenziale - positiva incondizionata stima, genuinità, apertura a qualsiasi cosa emerga;
  • Psicoanalisi freudiana/neo-freudiana - dinamiche edipiche (sebbene non esplicito);
  • Kleinian (Psicoanalisi secondo Klein) - stati primitivi infantili (sebbene non esplicito);
  • Jung (Psicoanalisi secondo Jung) - archetipi, inconscio collettivo, codici umani primordiali, rituali, spiritualità, numinosità, misticismo;
  • Bion - "terrore senza nome" e contenimento di stati emozionali primitivi e primordiali (sebbene non esplicito);
  • Winnicott - tenere col corpo, abbastanza buona genitorialità, limiti infantili, giocosità;
  • Kohut ed eco-psicologia - relazione con sé;
  • Costellazioni familiari (Milano) - tutta la famiglia coinvolta, tutte le età, reframing, di solito guarda "all’index problem" come condiviso, lunghi periodi tra le sessioni;
  • Costellazioni familiari (Minuchin) - ingiunzioni paradossali, raccomandazioni su cambiamenti familiari strutturali, lunghi periodi tra le sessioni, giocosità e divertimento deliberati;
  • Brief Focal Therapy (Davanloo) - interventi forzati mirati a produrre forti reazioni emotive;
  • Cathartic* - espressioni profonde emozionali incoraggiate ed apprezzate;
  • Positive Environment (ambiente positivo) - estremamente caldo ed accogliente, relazioni non legate al giudizio ed aperte a tutto;
  • Open Dialogue (Dialogo aperto) - tutta la famiglia insieme, rete di supporto, nessun segreto ed estrema apertura;
  • Soteria* (ndr esperienza simile alle domus/progetti tipo Homelife) - approccio a supporto condiviso per la diagnosi e la terapia;
  • Hearing Voices Network ("Rete delle voci che si sentono") - Normalizzazione dell’esperienza psicotica;
  • Oriente  / Tao / Cina - equilibrio; far emergere i blocchi e riprendere il flusso; dare valore al negativo come al positivo;
  • DBT - attitudine Zen; assenza di giudizio;
  • MBT - riflessioni e risposte agli stati emotivi degli altri nel gruppo;
  • CBT - molto poco!* Indicano approcci in cui ho poca esperienza diretta o preparazione teorica – per cui le mie osservazioni vanno considerate molto speculative.

b) Non presenti in altri approcci (quelli che ho conosciuto):
 
  • grande quantità di abbracci. Toccarsi, tenersi, accarezzarsi, scuotere, tenersi la mano, stare distesi in compagnia davanti a tutti;
  • nessuno dello staff viene pagato;
  • si accede alla partecipazione dei gruppi senza pagare (le donazioni sono ben accette);
  • estesa incorporazione/utilizzo di musica e danza;
  • rituali shamani;
  • struttura teorica: "codici", "albero della vita", "cum-munitometro", "quadrangolare", "piramide";
  • sequenza cliniche delle [quattro] fasi: "pensieri", "comunicazioni", "immersioni", "fondo comune";
  • tutto in favore di ‘agognate transizioni’ (desiderate) (che sembrano qualcosa di molto vicino ai ‘transformative change’ (cambio trasformativo).
 
c) In accordo con la critica contemporanea ai servizi psichiatrici tradizionali:
  • utilizzo di diagnosi completamente escluso;
  • volontà di ridurre la terapia farmacologica, specialmente neurolettici a lungo termine;
  • nessun stigma/etichetta;
  • centralità di FIDUCIA e SPERANZA;
  • ‘non’ superficiale;
  • qualità chiaramente a carattere spirituale, numinoso e trascendentale;
  • basato sui racconti personali.

d) Probabilmente non accettabili dai moderni servizi psichiatrici:
  • rischi (ho bisogno di vedere di più);
  • impossibile probabilmente ottenere un consenso informato (nessuno potrebbe spiegare l’esperienza sufficientemente per preparare chi sta per viverla);
  • confini non chiari;
  • mancanza di professionalizzazione e di supporto istituzionale;
  • modello economico;
  • non standardizzabile;
  • estrema spontaneità nei gruppi;
  • processi necessariamente caotici/complessi/urgenti (incluso lo sviluppo del metodo stesso);
  • mancanza del giusto tipo di evidenza.

Abbastanza per oggi! Rito domani!
 
Dr. Rex Haigh,
tradotto da
Enzo Bellomo
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martedì 26 agosto 2014

San Giovanni Rotondo (FG), domenica 20 e lunedì 21 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE RACCONTATA DALLO PSICHIATRA LONDINESE DR. REX HAIGH, esponente del Royal College of Psychiatrists.

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Prefettura di Foggia




PRIMA SETTIMANA
INTENSIVA INTERNAZIONALE.
SCRITTO DELLO PSICHIATRA
LONDINESE REX HAIGH,
ESPONENTE DEL
ROYAL COLLEGE OF PSYCHIATRISTS.

LE SUE PRIME IMPRESSIONI.
"La maratona delle maratone".




Quando ho iniziato la formazione come analista di gruppo, occasionalmente abbiamo fatto gruppi “maratona”, che erano generalmente della durata di tre ore - anche se credo che alcune delle più bizzarre terapie di gruppo californiane degli anni '60 (molto prima del mio tempo) potrebbero essere durate più a lungo.

Qui parliamo di gruppi di terapia che durano quattro ore ciascuno e il programma intensivo comprende due di loro ogni giorno per una settimana - un totale di dieci gruppi da quattro ore (più l’introduzione di due ore e mezza). Ora, questa è quella che io chiamo una maratona!

La disposizione.
  • Un confortevole albergo di medie dimensioni a San Giovanni Rotondo, Puglia (2 ore di auto dall'aeroporto di Bari).
  • Una grande sala conferenze con aria condizionata al piano superiore.
  • Sedie disposte in sei file a ferro di cavallo, con quattro o cinque sedie di fronte rivolte verso il gruppo. 
  • Un proiettore e sistema audio potente collegato a musica e video on-line su pc, alcuni semplici strumenti musicali - tra cui cinque tamburi africani, una chitarra e una fisarmonica. 
  • Un grande tappeto a trama blu e oro disposto tra le sedie rivolte verso il gruppo e le sedie disposte in fila di fronte dove si siedono i partecipanti.
 

Chi c'è?
1. ~ 130 utenti del servizio con le loro famiglie, per lo più genitori e figli - ma anche alcune coppie.
2. Molti bambini piccoli, in giro a giocare e sdraiati sul tappeto.
3. Sebbene nessuna diagnosi venga fatta o discussa, è chiaro che il gruppo comprende persone con:
  • Psicosi cronica e talvolta grave;
  • Oppiacei e alcool dipendenze;
  • Lutto;
  • Rapporti familiari e disarmonia coniugale;
  • Bambini in difficoltà - probabilmente diagnosticabili con disturbo da deficit di attenzione e iperattività;
  • Disturbo dello spettro autistico (autismo anche grave);
  • Sindrome di Down;
  • Complessi disturbi emotivi / della personalità;
  • Depressione e ansia;
  • Ossessioni e rituali;
  • Reazioni di stress e di adeguamento;
  • La diagnosi complessiva è "DISAGIO DIFFUSO".
Sono anche presenti:
4. circa sei persone dello staff che conducono i gruppi e molti collaboratori attivi che sono passati loro stessi attraverso il processo;
5. io e altri ospiti britannici;
6. un interprete simultaneo (seduto in mezzo a noi - con Wi-Fi e sistema di cuffie).


Cosa succede?

Due grandi gruppi al giorno, ciascuna della durata di quattro ore (o più). Come di solito accade in Italia, la concezione del tempo è piuttosto flessibile: la musica inizia a suonare prima dell’orario prefissato finché la maggior parte dei membri si allontana e i conduttori del gruppo iniziano a richiamare tutti all'ordine per circa un quarto d'ora dopo l'orario ufficiale.

Alcune persone si avvicinano volontariamente o sono chiamati, una per volta, a essere la persona centrale al microfono rivolta verso il gruppo - più “centro dell’attenzione” che “protagonista” (come nello psicodramma).

La discussione tra loro è strettamente condotta da alcuni o da tutti e tre i conduttori, a volte con altri collaboratori e occasionalmente con altri dei partecipanti. E' tutto fatto con microfoni a mano, attraverso un (piuttosto forte) sistema audio.


Questo momento in cui ci si rivolge al gruppo, dura di solito circa 10-30 minuti per ciascuno. C’è una progressione di ciò di cui si è parlato per tutta la giornata, un po’ sulla base dei tre "codici":
  • il racconto dei fatti di storie biografiche (~ codice razionale-simbolico);
  • seguiti da quelli più emozionali (~ codice analogico);
  • poi, prima di pranzo, l’"immersione";
  • dopo pranzo, le reazioni delle persone riguardo a ciò che hanno sentito nella mattinata, per esplorare il "fondo comune";
  • poi la raccolta dei temi di quelli che scelgono di contribuire, sulla base di storie ed emozioni del mattino;
  • scelta del tema predominante del giorno;
  • riflessioni di chi vuole riguardo a questo tema;
  • terminando con la "teoria" - per lo più i tre conduttori - in base al tema scelto, alle narrazioni e ai sentimenti discussi durante la giornata, apertura sulle proprie storie, e utilizzo dei diagrammi del  "Metodo".

Prima del processo di "immersione", lo schema generale è lo stesso per ogni partecipante: dire - sentire - toccare. Nella parte del "dire" c’è la narrazione, con domande da parte dei conduttori, tra cui una notevole quantità di strette di mano, carezze per dare supporto fisico (~ codice bio-organico).
L'obiettivo è di arrivare ai sentimenti della persona – "sentire" (a volte le domande e le azioni fisiche per arrivarci possono sembrare abbastanza dure).

I sentimenti stessi vengono esplorati in quantità variabile, ma il finale è sempre un crescendo di "toccare" - spesso i conduttori chiamano altri partecipanti per abbracciare (individualmente o in gruppo), coccolarsi, distendersi, accarezzarsi, sedersi in grembo o altro contatto fisico continuo, di solito sul tappeto - con i bambini, aiutanti, altri partecipanti che si sentono vulnerabili e, talvolta, i conduttori stessi.

Spesso viene scelta una musica adatta e tutti sono invitati a ballare. La musica include ninna-nanne, ballate italiane, pop e rock ad alto volume, e la canzone “Vaffanculo - che era molto popolare! Questo processo spesso innesca una reazione emotiva negli altri (esattamente ciò che gli analisti di gruppo chiamano "risonanza"), che sono poi invitati a sedersi di fronte al gruppo per passare attraverso lo stesso processo o che sono silenziosamente sostenuti da persone vicine che accorrono dall'altra parte della stanza, quando vedono il bisogno di aiuto. I conduttori stessi del gruppo, sono solo coinvolti occasionalmente nella dinamica.

C'è movimento di persone per quasi tutto il tempo, tra andare e venire. L'intero evento è continuamente fotografato, videoregistrato e audio-registrato per l'archivio.
Ad eccezione della fase delle "immersioni" durante la quale diverse persone, che hanno già narrato un episodio della loro vita, scelgono di esplorare le emozioni in modo più approfondito.
E' spesso descritta dalla gente come una parte importante della loro "transizione". Per questo, le luci si abbassano e tutti sono tenuti a rispettare la situazione spegnendo i telefoni e stando in silenzio.

Le mie prime domande.

1. La leadership carismatica di Mariano Loiacono trasmette un transfert positivo incessante: può il Metodo alla Salute funzionare senza di lui o senza il suo carisma?

Questa domanda ha avuto in qualche modo risposta durante i Gruppi di quattro ore dei due giorni successivi, che sono stati condotti da tre donne il lunedì (Cindy, Graziana e Dina) e due donne e un uomo (Sandra, Michela e Silvio) il martedì, senza che lui ci sia stato affatto.

2. L'etica di un così esteso contatto fisico: si poteva ben notare nel workshop che gli italiani del sud sono molto più a proprio agio con il contatto fisico rispetto a quelli del nord - ma questo è ancora più estremo rispetto al nord dell’Europa. Anche se nella parte introduttiva, Mariano ha sottolineato che il contatto è non-sessuale agli occhi del nord Europa, non sembra sempre così!

3. Questa è una grande terapia di gruppo (che dà chiaramente un certo sollievo immediato ed è una catarsi per l’afflizione delle persone) - ma se i suoi benefici la rendono utile e attendibile, dovranno essere dimostrati miglioramenti a lungo termine. Diversi studi del caso e singole voci hanno dato testimonianza di questo, anche se non è chiaro se il consiglio di Bob Johnson riguardo all’uso sistematico del Questionario sul Benessere Generale (GHQ), quattro anni fa, è stato poi accolto e portato avanti (vedi http://www.truthtrustconsent.com/public_html/psychiatry/il-methodo-loiacono). 

Una domanda qualitativa più interessante – fissa nella mia mente – è: cos’è che ha in comune con gli approcci analitici di gruppo (una matrice di gruppo super accelerata?), con le comunità terapeutiche (gerarchia totalmente appiattita e forte esperienza di contenimento emotivo), e con gli ambienti positivi più in generale (progettati, pianificati ed eseguiti in maniera relazionale; informalità - come i bambini che corrono, musica e altre funzionalità per arricchire lo spazio)?

Continua…
Dr. Rex Haigh,
tradotto da
Linda Di Filippo
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sabato 23 agosto 2014

Al mare (FG), mercoledì 11 giugno 2014. UN GRUPPO ALLA SALUTE MARITTIMO.

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iscritta ai sensi della l.r. n. 11 del 16 marzo 1994
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8/A - 71100 - Foggia



UN GRUPPO ALLA SALUTE
MARITTIMO,
FINALMENTE!



N. B. I Blogger chiedono scusa per il ritardo nella pubblicazione! Buona lettura!

Dopo tanta pioggia e freddo finalmente il sole e il caldo ma... troppo caldo improvvisamente!

Come affrontare l’impegno del gruppo senza sentirci “bolliti”? Idea di Dina, la referente della Domus: “Domani si farà il gruppo al mare” è approvata  all’unanimità e con entusiasmo.

 
La pineta ci accoglie con la sua frescura, stendiamo i teli, ci sediamo in cerchio e iniziamo ad esprimere i Pensieri antenati.  L’ambiente ci stimola, respiriamo i suoi profumi, il canto degli uccelli  accompagna il fluire dei pensieri.

Terminata la fase dei Pensieri passiamo a quella delle Comunicazioni, introdotta da Dina. Facciamoci accogliere dall’ambiente aria, terra, alberi, mare, sentendoci parte del tutto, raccontandoci.


Ognuno comunica il suo stato quiete mentre l’accompagnamento  devoto del gruppo  aiuta a transitare verso il passo successivo.

Ora è il tempo delle Immersioni, entriamo nella profondità.
Inizia L. raccontando un episodio della sua infanzia; di seguito T. ricorda come da un gioco derivò un incidente che la obbligò ad un ricovero ospedaliero in una stanza di cui ricorda il buio e il senso di morte che l’opprimeva.

G. l’abbraccia e ne condivide il  pianto; dalla condivisione prende inizio l’immersione di G. che cerca di esprimere tutto il suo dolore al ricordo del rapporto negativo con il padre.

Infine V. emotivamente coinvolta dalla sua immersione, racconta il senso di vergogna  provato in un’occasione che da festa si mutò in disastro  a causa di un comportamento  del marito  e come questo sentimento avesse dolorosamente coinvolto il figlio ancora bambino.


Le emozioni sono state forti e tutti siamo provati. E’ ora di passare alla teoria: vedere, osservare, contemplare per ampliare il punto di vista.

La teoria ci fa risalire, ci mette in movimento e ci porta al cambiamento se comprendiamo  da quale meccanismo  ci siamo fatti travolgere.

Ciò che accomuna oggi le immersioni è l’immobilità di fronte alle provocazioni, alle offese.

Abbiamo trovato il sentimento della vergogna che soffoca anche i momenti più importanti e fa sentire colpevoli.
L’innocenza dei bimbi che viene violata in molti modi dall’incoscienza degli adulti.

R. ha parlato di “amputazioni”, qualcosa ci è stato tagliato, non possiamo più muoverci, mi volevo allontanare ma non ho potuto, volevo piangere ma non ho pianto, urlare ma non ho urlato; ci troviamo ad essere adulti bloccati nell’infanzia.


Questo Metodo ci aiuta a riconoscere, a visitare queste amputazioni e ci dà gli strumenti per riprendercele e, attraversando il dolore, ritrovarci interi come alla nascita.

Così termina il Gruppo alla Salute. Il mare ci attende con il suo abbraccio liquido ristoratore; lasciamoci accogliere dall’antenato acqua fluttuando come nell’utero materno.

Valeria e Paola

lunedì 18 agosto 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), domenica 13 luglio 2014. IV° SEMINARIO "L.A. M.U.S.I.C.A." (2).

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"L.A. M.U.S.I.C.A."
Laboratorio Arte Musicale Universale
Struttura Intima Conoscenza Archetipica 
Logo di Michela Garbati

 
 
IV° CORSO "L.A. M.U.S.I.C.A.".
Ultimo step della Tregiorni.
 
 

Si conclude qui il Corso "L.A. M.U.S.I.C.A." (Laboratorio Artistico Musicale Universale Struttura Intima Conoscenza Archetipica)... ma il confine diviene subito soglia. Infatti Mariano già intravedere il prossimo passo da compiere per il G. A. G. (Gruppo Artistico Globale), che ora deve avventurarsi e spingersi verso una nuova fase di sperimentazione. Si prevede di organizzare dei weekend che introdurrà e concluderà Mariano, ma il Laboratorio in quanto tale lo dovranno tenere i partecipanti, i referenti delle diverse Arti e il preside del Corso: Enzo Bellomo. Durante il Laboratorio, tutti cercheranno di intrecciare le diversi Arti per creare uno spettacolo sempre più vicino a Realtea.

La giornata incomincia evidenziando le zone tenebrose e luminose dello spettacolo della sera precedente e facendone il Blow up.

Grazie a tutto il percorso del "Corsaggio" e del corso "L.A. M.U.S.I.C.A." siamo tutti un po' "invecchiati", ossia diventati più saggi. Questo è proprio l'appannaggio dell'Utero devoto: far fare in poco tempo un viaggio molto più lungo e importante. 

Anche oggi Mariano ci introduce degli importanti spunti teorici, riprendendo ad esempio l'Unità didattica "L'esistenza come crocevia - Storia e Metastoria". Tutte le Arti, dice, sono racchiuse in ciò che è il Viaggio della Vita. Le Arti sono la Vita con le sue emozioni, paure, pesantezze ed alleggerimento. Qual è il senso della Storia? L'esistenza, che senso ha? Tutti gli artisti si pongono queste domande e cercano delle risposte attraverso le loro opere. 
 
Mariano ci spinge a ritornare nelle nostre realtà associative cercando di individuare un gruppetto di musicisti ed artisti da coinvolgere per portare avanti il Progetto e la raccolta fondi della Fondazione Nuova Specie. In questa fase è importante che anche la Fondazione passi ad una fase fetogenetica, ossia una fase più organica e più improntata al crossingover. Dobbiamo diventare più flessibili e spostarci da un territorio all'altro; possiamo offrire possibilità di intreccio in leggerezza... non perdendo di vista il Globale massimo che deve essere la F. N. S. 

Mariano dedica tempo alla situazione di R. che si è arenato negli ultimi tempi; gli affianca due accompagnatori degni di questo nome: F. e G. Auspica a M. G. e ad E. di accompagnarsi l'una l'altra e portare alti i colori dell'Associazione alla Salute Veneto.
 
Il corso si conclude con un'ultima applicazione del Blow up al rapporto tra padre e figlio di P. e A., riprendendo il contributo che ognuno di loro ha scritto sulla propria arte di predilezione. Mariano ci ricorda che per fare una corretta applicazione del Blow up, bisogna essere: L. I. D. I. A., ossia lento - incerto - dubbioso - inedito - aperto. Occorre quindi tracciare percorsi β-γ (beta-gamma) rimanendo cauti e circospetti per raggiungere infine l'angolo π (pi greco) dell'apertura [vedi Unità didattica "Quadrangolare"]. Non può ovviamente mancare l'angolo α (alfa), in quanto bisogna procedere per ordine e partire dall'inizio del testo che si analizza. 
Che dire sull'applicazione di Mariano, sennonché è caratterizzata - come di consuetudine - da un forte spirito creatore? Quello spirito che egli riesce a mettere a servizio delle persone che accompagna. Lo spirito che permette di riprendere le fila ed intrecciarle in modo inedito, ricucire o scucire ciò che già da tempo si era sfilacciato.  

Grazie ancora, Mariano, per la bellissima teoria con cui ci hai fatto viaggiare sabato e domenica. Non vedo l'ora di riprenderla attraverso la deregistrazione degli atti. Buon proseguimento e buon "salto discendente" a tutti noi!

Cindy,
con la collaborazione di Gioele