martedì 31 marzo 2015

Troia (FG), domenica 15 febbraio 2015. Evento sui "SAPERI E SAPORI".




FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia




ASSOCIAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS




UNA GIORNATA DEDICATA A "SAPERI E SAPORI".



La giornata inizia lenta  alle 9,30 e la grande sala messa a nostra  disposizione a poco a poco si riempie di tutti noi! 
L'allegra canzone di Rita Pavone "Viva la Pappa" ci fa subito entrare nell'argomento. 
Alcuni di noi prendono la parola e raccontando cosa significhi mangiare sano oggi

E' emerso  che sebbene mangiare vegetariano, o vegano può' essere utile, comunque molti non riescono a mantenere questo tipo di alimentazione per tutta la vita, perché' mangiare non significa solo nutrire il nostro corpo, ma e' anche un momento di convivialità, di socialità che ci soddisfa emotivamente. 


 A volte e' difficile conciliare il "mangiare sano" con la nostra frenetica vita, fatta di orari ed impegni da rispettare. 
Per esempio, Michele ha risolto questo problema facendo per cinque giorni un'alimentazione controllata e vegetariana, per gli altri due giorni un'alimentazione più' libera. 

Anche l'essere vegano ha i suoi "problemi" : non sempre partecipa al banchetto nelle feste poichè il tipo di alimentazione che adotta è molto restrittiva. 
E’ emerso infine che l’alimentazione è molto correlata alla psiche, mangiare ci fa piacere, ci riporta alla nostra tradizione, perché l’alimentazione è moto legata a questa e non farlo ci rende tristi ed infelici.  

Poi la parola passa all'esperto: Pino Africano, autore di un libro scritto con molta leggerezza, divertente anche: "Vivere mi piace da morire".  
E’ partito da una ricerca che lui ha fatto sull'alimentazione: quando un alimento viene sperimentato in tutto il mondo alla stessa maniera e si raggiungono gli stessi risultati dappertutto, solo allora vuol dire che quel cibo funziona.


 Ci ha parlato di come a volte gli ospedali non stiano dalla parte del paziente: a questo proposito ha riportato uno dei cibi nel menù degli ospedali: la pastina. Questa viene direttamente ingerita, giustamente dice Pino Africano: "Provate a masticarla, la pastina!"; mentre proprio i carboidrati dovrebbero essere masticati a lungo, poichè vengono scissi dalla ptialina che si produce nella bocca con la masticazione, per essere meglio digeribili. 

Ci ha parlato inoltre di come siano importanti i semi nella nostra alimentazione, sia della frutta che di girasole o di lino ed andrebbero mangiati crudi, per non perdere la grossa azione che hanno come  inducenti il suicidio delle cellule tumorali.
Particolare è quello che ha detto sulla caseina contenuta nel latte e che solo il bambino fino a tre anni circa è in grado di digerire. 

Molte malattie della nostra epoca (diabete,ipertensione,obesità, artriti artrosi...) potrebbero essere curate anche con il cibo.


All’ora del pranzo, Alberto il nostro cuoco e Linda, principale attrice di quello che avremmo mangiato, ci hanno consigliato di iniziare il nostro pranzo dalle insalate crude per poi passare ai cibi cotti fatti con pasta integrale e pizze integrali  con lievito madre

Nel primo pomeriggio, così tanto per digerire meglio, molto piacevole e rilassante è stata la passeggiata fatta con Mariano: il  nostro cicerone per le strade di Troia
Passando per il corso, molto bello è stato notare come a sinistra (est) era facile osservare da ogni traversa i monti del sub-appennino e come nel paese sia stato ancora possibile osservare lo stretto contatto che c’è tra uomo e natura, cosa non possibile  ormai nelle grandi città. 
Caratteristico ed anche molto speciale per la sua grandezza, il rosone della cattedrale.


 Al ritorno in sala ci aspettavano dei dolcetti molto buoni e naturali fatti con fichi secchi, mandorle e cioccolata fondente. Il pomeriggio è iniziato a piedi scalzi, per un contatto più vicino con la terra, con Donatella, insegnante di biodanza



Abbiamo camminato, con sottofondo una musica rilassante, prima da soli poi a coppia e, nel momento in cui dovevamo lasciare il nostro compagno di passeggiata, questo doveva essere fatto con dolcezza, sguardi, strette di mano o abbracci. 
La relazione tra individui è una cosa importantissima perché non si può vivere da soli. 

Anche altri esercizi o giochi che ci ha suggerito di fare avevano sempre come collante la relazione tra le persone ed il con-tatto con le mani, lo sguardo, la carezza: un saluto non dovrebbe mai avvenire senza con-tatto.

L’introduzione alla teoria viene fatta molto simpaticamente da Adriana, una ragazzotta ormai attempata, spinta dalla madre a seguire la giornata: Adriana non  ha ancora capito bene a cosa… serve e se… serve.

 
Grazia e  Francesca cercano di farle capire, con parole semplici, la relazione che c’è tra codice razionale, codice del corpo e codice delle emozioni.

Questi tre codici vengono applicati alla giornata con l’unità didattica del "Graal". Il Graal ha la forma di un calice e, se noi riuscissimo a viverlo nella sua interezza, potremmo stare meglio nella nostra vita.

Nella mattinata è proprio il codice simbolico, quello della razionalità che si è espresso. E’ il più recente della nostra storia, ci dà informazioni, che possono essere utili, ma restano un po’ in superficie, risentono della nostra cultura. 

Queste informazioni stabiliscono ciò che è bene e ciò che è male per la nostra alimentazione, si servono della parola per esprimere concetti e questi condizionano anche il nostro corpo. Oggi noi ci esprimiamo soprattutto con la razionalità, la tecnologia, con l’ultimo dei codici. 
Dovrebbe essere il contrario, cioè dovremmo partire da solo quello che noi siamo e poi arrivare ai simboli, alla comunicazione. 

Oggi invece succede il contrario: sono i simboli, i mezzi di comunicazione che condizionano solo quello che noi siamo: c’è un simbolico esterno che mi dice ciò che è buono fare e ciò che è cattivo.

La biodanza invece è una disciplina che lavora meglio con le nostre profondità. Attraverso il contatto, attraverso il movimento riesco ad entrare meglio in rapporto con ciò che sta dentro. 
Se però noi ci fermiamo al con-tatto rimane comunque una tecnica parziale. Con la biodanza si può arrivare all’emozione, come i giovani ci arrivano con la musica, ma queste emozioni è buono poi spiegarle e capirle con la teoria che significa: "vedere, osservare, contemplare" per farci sentire interi.

Infine Mariano si riaggancia  a ciò che è stato detto nella giornata, con l’unità didattica del quadrangolare


L’alimentazione ci riporta al nostro "angolo alfa", al passato, a ciò che ci hanno trasmesso ed ha un valore. 
Il cambiamento non è solo l’"angolo beta", cioè l’ascolto, e noi abbiamo ascoltato ciò che Pino ha detto stamane sull’alimentazione; ma il cambiamento è il passaggio "beta-gamma" e non basta la paura per farci cambiare alimentazione, ma e’ necessario un accompagnamento

Sradicare abitudini di vita e quindi anche di alimentazione non è così facile, non basta la conoscenza: l’uso dell’alcol, per esempio, è legato nella tradizione alle feste e dire non bisogna bere diventa difficile, è come togliere la festa. 
Così anche  dire non bisogna più bere il latte vaccino: per molti significherebbe togliere la madre che è la prima che ce lo ha donato. Per questo ogni cambiamento, anche alimentare, ha bisogno di un accompagnamento per essere efficace.



Mariella Sacco

domenica 29 marzo 2015

Cassano delle Murge (BA), sabato 28 febbraio 2015. PROGETTO "EVVIVA". Terzo giorno.


FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



BILANCIO I^ SCIALUPPA



E’ stato bello per me essere stato scelto per una scialuppa: i coordinatori Cristiano e Raffaele hanno scelto come miei accompagnatori Gaetano, Davide, Luca A. e i quattro dinamici adolescenti Moise Giancarlo Marco e Paolo. Mi sono emozionato quando Raffaele ha spiegato le motivazioni di questa scelta ed anche la canzone che mi hanno dedicato “Strada facendo” è stato coinvolgente ballarlo avvolto dagli abbracci dei miei giovani e meno giovani accompagnatori.


Dopo un breve consulto, abbiamo deciso di andare a fare questa dinamica nella mia città adottiva, Casamassima e, grazie alla generosità di Diego, partiamo tutti nella stessa macchina, appunto quella di Diego che ha sette posti. 
Durante il viaggio, ognuno dei miei accompagnatori spiega perché ci vuole stare e come ed anche io spiego il perché mi piace il gruppo che è stato scelto.


Come prima tappa andiamo in un posto che io  frequento con difficoltà, ovvero in  negozi in cui scegliere vestiti che piacciono a me, visto che, non avendo molta cura del mio corpo, tendo a svalutarmi anche nel vestire, a dare poco valore all’aspetto fisico

Ringrazio la Fondazione Nuova Specie per avermi donato, in nome dei miei accompagnatori, i soldi per comprare i vestiti. Il secondo regalo è un telefonino di nuova generazione, che mi ha donato Gaetano a nome dei maschi dell’Alsa Bari presenti, anche per avere accesso ad internet. 
Può sembrare superficiale ma per me, che non sono abituato ad avere regali, piuttosto a farli senza ricevere molto in cambio, è una dinamica importante sentirmi che posso esistere senza necessariamente dare qualcosa.


La dinamica continua a casa mia dove, prima di entrare, comunico il mio negativo legato a questa casa in cui, fondamentalmente, mi sono ritrovato da solo (per embriogenesi mie) ad accompagnare un ragazzo con disturbi ossessivi, rispetto magari ad aspettative mie più di rete, ma giustamente non era un progetto dell’Associazione alla salute Bari, ma mio ed è giusto che mi prendi le mie responsabilità, anche di modificare il percorso, per rispetto del mio viaggio.

Nella casa è stata eccezionale la devozione, minuziosità e cura che i ragazzi hanno avuto nel dedicarsi al mio corpo. Hanno iniziato Moise Marco e Giancarlo a farmi barba, capelli ed unghie, poi Luca e Paolo mi hanno accompagnato durante la doccia; Moise mi ha fatto una maschera di argilla per il viso ed infine Gaetano e Davide hanno delicatamente e con amore massaggiato il mio corpo con un olio.


E' stato anche molto bello che durante tutta la giornata, ognuno di noi anche partendo dalle mie delusioni adolescenziali legate alle donne, abbia parlato un po’ delle sue difficoltà ma anche delle competenze legate alle donne ed alla sessualità.  
Per me è comunque importante almeno parlare con altri maschi di questa parte importante per il nostro sentirci maschi, con un territorio, con un valore.

Quindi come fondo comune c’è stato il fatto che questa svalutazione nel corpo, a partire dal prendersi cura di sè, al vestirsi e valorizzarsi,  al non sentirsi un maschile verso le donne, sono il frutto di tagli per cui il nostro corpo non è stato visto né da un femminile con delicatezza, né tantomeno valorizzato da un maschile per capacità maschili. 
Nel mio caso è stato messo a servizio di dinamiche esterne a me e che mi hanno allontanato dai miei bisogni, per cui ho fatto un angolo beta rispetto ad un angolo alfa che mi ha intrappolato, e l'angolo gamma è tutto da sperimentare! 


Un applauso di incoraggiamento ;-) 

E' stato bello sentirmi alla pari con altri adolescenti, anche nelle mie difficoltà, nonché essere gratuitamente accudito e curato.

Filippo



BILANCIO II^ SCIALUPPA.

  
Oggi, sabato 28 febbraio,dopo la giornata passata di ieri ricca di coinvolgimenti, i due conduttori Cristiano e Raffaele si apprestano a presentare come proseguire questa sperimentazione di Maschi con un Femminile di Nuova Specie.  


Ci dicono che sono state individuate delle persone, embrioni, dove  intorno a loro verranno costruite delle scialuppe, ovvero un insieme di maschi che aiutino l’embrione.  
La scialuppa è quella di Ivan, un ragazzo proveniente dalla Sardegna e con lui ci sono: Giuseppe, Giovanni, Luca, Cristiano, Raffaele, Paride, Gioele e Rino.
Oltre alla scialuppa di Silvio, partito in solitario,vengono formate altre due scialuppe e ognuno va per la sua strada.


Cristiano e Raffaele decidono di rimanere nella sede Scout e attrezzano una stanza con materassi. Ci sistemiamo su di essi in cerchio e così Ivan comincia a raccontarsi in maniera molto dettagliata. Nel suo racconto descrive il suo rapporto con il padre,le enormi difficoltà nel voler creare quel rapporto tra padre e figlio a cui Ivan  teneva tantissimo. 
Però suo mal grado è sempre stato deluso da lui a tal punto da sentirselo estraneo. Neanche il grave ricovero di Ivan in ospedale, ha portato il padre ad avvicinarsi. Ci ha descritto come si è vissuta l’operazione,come un’intrusione nel suo corpo già provato. Così dopo essersi sdraiato e levandosi gli indumenti, si è lasciato accarezzare fino a trovare un po’ di pace e addormentarsi senza paura
Abbiamo continuato questa fase cospargendoci di olio e rilassandoci un po’ tutti. 
E durante questa fase è emerso l’aver vissuto in maniera negativa la circoncisione: come il non essere stati accompagnati in questa situazione, abbia anche influito negativamente nella crescita della sessualità e quanto  il “confronto-differenza” a noi maschi ci condizioni e influisca nel processo di crescita.


Quasi tutti ci siamo espressi nel raccontarci fino a sdrammatizzare la situazione e ridendoci un po’ sopra. Infine, ci siamo messi in cerchio abbracciati, come una squadra pronta per iniziare una sfida. La sfida per essere maschi con un femminile di Nuova Specie.

Rino



III^ SCIALUPPA.

Il terzo embrione della giornata sono io, Fabio, che inizio la sua scialuppa insieme ad altri 7 uomini sulle note della canzone Sogna ragazzo sogna di Roberto Vecchioni. Dopo una fase preparatoria nella quale gli accompagnatori pensano a come far immergere l’embrione ed il resto dell’equipaggio, Martino cerca di avvicinarsi a me col corpo e colle parole. Dopo, io vengo accompagnato in una delle stanze con la luce spenta ed una benda sugli occhi, per permettermi di oscurare il mio codice simbolico e di farmi immergere di più nel suo bio-organico. In questa fase, tre componenti dell’equipaggio fanno un’immersione e raccontano il loro dolore rispetto a figure maschili delle loro famiglie. Io inizio a raccontare di mio fratello e di mio padre e della mio grande rabbia verso queste due persone. Non riuscendo la scialuppa a scendere maggiormente in profondità nella mia storia, io seleziono il bisogno di confrontarsi fisicamente con dei maschi perché ciò che ha sempre sentito nella mia famiglia era il dover rimanere sempre sottomesso ed il non poter esprimere il mio negativo.
 
A questo punto, l’equipaggio decide di portarmi in un bosco e di iniziare un confronto fisico per permettere a me d’esprimere la mia rabbia. A turno si scatenano dinamiche tra me e gli altri componenti della scialuppa ma neanche in questo caso si riesce ad andare veramente in profondità, dato che tutto si limita ad un puro scontro fisico. Successivamente a questo, tutti i componenti della mia scialuppa mi accolgono. Mariano poi teorizzando sulla scialuppa, afferma la necessità per me di confrontarmi con le persone reali della mia storia, infatti in questo modo io potrei avere la possibilità di far emergere il mio negativo e di liberare di conseguenza le mie parti ancora bloccate e le mie emozioni al positivo.
 
Mariano ha anche evidenziato come la mia parte storica ha necessità di avere un’idea reale della mia potenza rispetto a mio padre e mio fratello, per conoscere meglio la mia parte più vera ma anche i miei limiti e distinguere ciò che desidero da quello che mi ha contaminato degli altri. Mio padre è stato molto assente nella mia infanzia e non solo, l’ho sempre sentito molto rabbioso, cosa che mi faceva osservarlo da lontano, così ho accettato che mio fratello divenisse un padre putativo, che però mi ha allontanato da me ancora di più. 

Questa storia di assenza mi ha lasciato molta sfiducia nei maschi e un grande desiderio che chi si mette vicino a me lo faccia con amore, continuità, gratuità e senza desiderio di essere riconosciuto. Mi sono irrigidito in varie occasioni durante la dinamica, perché con l’equipaggio non siamo riusciti ad andare gradualmente in profondità. E poi, durante la dinamica fisica ho sentito tanti strappi, essendo stata condotta in modo più che altro maschile, senza un vero accompagnamento al femminile, che mi ha fatto provare emozioni simili a quelle mie storiche.

Fabio
 

TEORIA DEL POMERIGGIO.


Nel pomeriggio Mariano ci accompagna nella teoria in seguito alle dinamiche della mattina; partiamo con dei pensieri che Diego ci legge da un progetto che l’Associazione alla salute Lombardia sta facendo attorno a Marcello che sta comunicando le sue sensazioni; una frase che ci legge Diego da parte di Amerigo è che Marcello ha detto “Marcello è felice” e Mariano ci spiega che un cosidetto "schizofrenico" non fidandosi ancora dell’esterno e delle sue emozioni parla di sé in terza persona, però è  tanto che Marcello inizia ad esprimersi con le parole.


Il pomeriggio continua con la scelta del titolo definitivo per questo progetto rivolto ai maschi ed ognuno dei proponenti dei tre titoli arrivati in finale, ovvero Gioele con “progetto Enea”, Luca A. con “progetto Ulisse” e Mariano con Progetto “Evviva”, espone le sue motivazioni per cui scegliere il proprio.
Vince il titolo di Mariano con Progetto “Evviva” che sta per :

“Esperienze di Vicinanza Virile
per Incrementare Virtù Adulte”.
 
Inoltre c’è un confronto tra Atman ed il gruppo su possibili altre esperienze di tipo orientale che possono andare in profondità ed aiutare le persone a cambiare.



Partiamo con i bilanci delle scialuppe e Gioele sceglie la nostra per iniziare;  mi dedica la canzone “Il mio corpo che cambia” perché in effetti nelle mani dei miei estetisti stilisti e massaggiatori il mio corpo è piacevolmente cambiato. 
Ognuno esprime come si è vissuto la mattinata e cosa mi ha dato e Mariano dice innanzitutto che per me è stato un angolo beta su dove potrei andare, poichè avendo vissuto un codice biorganico più come "discarica" per gli altri che per me. 
Ancora organizzo il mio codice analogico e simbolico in funzione di questo e che potrei tornare indietro in questo percorso per riprendermi con continuità il miei codici in maniera diversa. 
La mancanza di aggressività e sessualità più maschile, nonché la poca cura  del mio corpo, sono espressione di questo biorganico che si sente ancora una "discarica" degli altri.


Si continua con la scialuppa di Fabio ed i rispettivi accompagnatori: ognuno esprime la difficoltà che hanno avuto nell’accompagnare Fabio a scendere e fidarsi del gruppo, che Fabio con il suo simbolico sembrava avere le soluzioni già pronte e che ha portato il gruppo verso qualcosa che a lui non serviva perché essenzialmente in lui non c’è stato un passaggio profondo
C’è stata una forte invasione del gruppo per farlo scendere, ma Mariano dice che essenzialmente Fabio cerca un confronto con il padre, per capire chi comanda a casa e se può in qualche modo gestire lui la madre per le cose che vuole; dice che ormai non ha rabbia per il fratello perché lo sente già schiavo della madre, ma è col padre che può riprendersi e definire il suo territorio. Un applauso di incoraggiamento!


Ci concediamo una pausa cena e si riprende con la scialuppa di Silviaggio "Waka Tanka": essenzialmente comunica che ha scelto di fare la sua scialuppa chiamando ed incontrandosi con Barbara a Triggiano; è stato per lui positivo stare con Barbara perché è una persona che ascolta e lo ha riconosciuto nelle sue cose belle, ed anche Barbara ha avuto modo di confrontarsi ed esprimere le sue difficoltà e superamenti legate al corso di Epistemologia globale.  
Mariano dice che chi si sente svalutato o discarica è difficile che venga fuori con le sue cose, non ci crede, preferisce restare nel suo "cesso", pur volendo esprimere in qualche modo il suo potenziale metastorico. Spesso serve un aiuto, qualcuno che ci veda e ci spinge ad uscire nell’analogico e simbolico per  quello che siamo.
Per Silvio è stato buono avere uno specchio biorganico riconoscente in Barbara, ma adesso le sue cose se le deve riconoscere nel suo codice metastorico, non più mediato dall’esterno.

 
Ultima scialuppa, ma non ultima per importanza, quella di Ivan che racconta quanto si sia sentito coccolato nel corpo dagli altri maschi. 
Ha potuto raccontare la storia col padre e si è rilassato molto durante la dinamica. 
Tuttavia Mariano dice che ancora Ivan fa difficoltà a venire fuori per quello che è; è ancora vittima del suo analogico che considera malato.


Gioele ha anche raccontato che si è commosso nell’accogliere Ivan e Mariano raccoglie dicendo che Gioele si rivede in Ivan sempre per questo analogico che se Ivan sente ammalato e quindi che non può esprimersi, Gioele sente assente, perché entrambi hanno vissuto assenze, poca presenza maschile; per cui non sentendoci un territorio, facilmente per piccole cose entriamo in confusione
Viene coinvolto anche Cristiano, il cui analogico è invece contratto, per cui poco delle sue emozioni riesce a passare, nonché Rino il cui analogico è gregario, per cui si adatta alle cose degli altri e quello che lui è non viene fuori.






La giornata termina quasi così, sennonchè gli adolescenti risvegliano un po’ il nostro analogico con dinamiche di lotta corporea.
Siamo stanchi però, domani coi bilanci vedremo un po’ dove vogliamo andare, sia come progetto che nelle storie personali, per ora buonanotte. 

Filippo

 

giovedì 26 marzo 2015

Troia (FG), giovedì 26 marzo 2015. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. VI° Progetto "Rainbow".

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia





COMUNICATO STAMPA
DEL 26 MARZO 2015.

AL VIA LA SESTA EDIZIONE
DEL PROGETTO “RAINBOW”:
UNA CONVIVENZA INTENSIVA
PER COSIDDETTI PSICOTICI
E PER LE NOSTRE PARTI
“PSICOTICHE”.



Dal 29 marzo al 12 aprile 2015 a Sasso di Castalda (PZ) si svolgerà la sesta edizione del progetto “Rainbow”, una sperimentazione avanzata nel campo del trattamento del disagio psichico e non, con la partecipazione di persone provenienti da tutto il territorio nazionale.

 
Da oltre 40 anni il Metodo alla Salute e il Progetto Nuova Specie, di cui la Fondazione Nuova Specie onlus è rappresentante, hanno messo a punto e collaudato una primizia nel campo del cosiddetto "disagio psicotico": un trattamento che non prevede l’utilizzo di psicofarmaci e sostanze sostituive, ma si avvale di dinamiche di gruppi e metastoriche che coinvolgono anche il corpo e le emozioni.

Nell’ambito della sperimentazione Oltre le colonne d’Ercole, sono stati messi a punto una serie di progetti sperimentali di crescita per cosiddetti "psicotici" (“Ti ricovero a casa mia”, “Faama”, “Rainbow”) che partono dalla convinzione, appunto, che sia possibile andareoltre le Colonne d’Ercole” convenzionalmente fissate dalla psichiatria dominante. L’interpretazione e il trattamento adottati dalla psichiatria farmacologica risultano essere, infatti, una specie di “Colonne d’Ercole” oltre le quali non è possibile intravedere nessun’altra terra o punto di vista, inquadrando queste forme di disagio in prospettive croniche e senza possibilità di cambiamento.


Alla sua sesta edizione, il progetto “Rainbow” rappresenta una interessante sperimentazione intensiva sul campo, della durata di due settimane, in cui convivono situazioni cosiddette "psicotiche" e situazioni asintomatiche, in quanto ogni individuo, anche se non presenta un sintomo evidente, ha dentro di sé parti “psicotiche” che vanno elaborate e messe in dinamica, anche grazie al confronto-scambio con gli altri partecipanti, coinvolgendo tutti e tre i codici della vita personali.

Il Progetto, che quest’anno si svolgerà nei giorni delle festività pasquali, ha come TEMA: “Dalla Pasqua tradizionale ad una Pèsach di nuova specie”, poiché si intende sperimentare una forma di attualizzazione delle letture e ritualità pasquali alla luce del disagio e dei percorsi individuali dei partecipanti.

Tali innovative metodologie si avvalgono del nuovo punto di vista messo a punto dal Dr. Mariano Loiacono (la Epistemologia globale e il Quadrimensionalismo) che fornisce griglie di analisi e di supervisione delle dinamiche in atto per la durata di tutto il progetto. Sono previsti inoltre, durante la convivenza, incontri di bilancio periodici condotti dal Dr. Loiacono. 

Il Progetto si svolgerà in Basilicata, a Sasso di Castalda (“U Sàsse” in dialetto lucano), uno dei comuni più incontaminati della Basilicata, caratterizzato da montagne, corsi d’acqua, ricca vegetazione, variegata quantità di animali e aria salubre.

La struttura, sede della iniziativa, è una ex-caserma della forestale gestita da Lega Ambiente e situata all’interno del CEA (Centro di Educazione Ambientale) denominato Il vecchio faggio, all’interno del giovane Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il nome deriva da un “faggio” antichissimo che è presente nella “Costara di San Michele” del paese: un albero secolare, la cui età è stimata tra i 300-400 anni, che prende il nome dalla vicina Cappella dedicata al Santo.

A conclusione del progetto, sabato 11 aprile, presso la sala teatro del paese, alle ore 9:30 si terrà una conferenza-bilancio sul progetto svolto, aperta alla cittadinanza e condotta dal Dr. Mariano Loiacono.

L’evento è co-organizzato dall’Associazione “Alla Salute” Basilicata che promuove il “Metodo alla Salute” nel territorio lucano.

Il progetto avrà inizio ufficiale alle ore 16:30 di lunedì 30 marzo. 

Per info:
347-5377143
(Giuseppina)


lunedì 23 marzo 2015

Cassano delle Murge (BA), venerdì 27 febbraio 2015. PROGETTO EVVIVA. Secondo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia




PROGETTO "EVVIVA".
IL MASCHILE DI NUOVA SPECIE.



La tribù si risveglia con gli antenati che in qualche modo ci indicano la via, in quanto fuori piove e la corrente improvvisamente va via, per cui l’unica luce e fonte di calore attorno a cui riunirci è il camino.


Partiamo comunque un po’ spaesati perché l’idea del giorno prima era fare un rito fuori e l’assenza di corrente ci impedisce di utilizzare la tecnologia, ed in qualche modo è un colpo al nostro codice simbolico organizzato in un certo modo...

Comunque, da bravi maschi, partiamo...  


Iniziamo con dei pensieri su come stiamo e subito un pensiero di Giuseppe, che comunica di sentirsi commosso perché si è riconosciuto nelle storie di ognuno e vorrebbe abbracciarci tutti, ci porta a fare un abbraccio molto profondo attorno a Giuseppe al ritmo dei tamburi magistralmente suonati da Moise con le nostre voci che ci cullavano seguendo un ritmo di musica sacra.. è da qui che parte la nostra dinamica, creata sul campo dai conduttori, con la lettura della preghiera di Silvio a Waka Tanka, il Grande Spirito, e quindi un rito di fronte al camino, incentrato sul nostro maschile, ovvero il “me ne frego”, perché è vero che il nostro obiettivo è diventare “maschi con un femminile di nuova specie”, ma la prima parola è maschi, per cui se non ci sentiamo un territorio da dove partire, un “me ne frego”, come possiamo arrivare ad un femminile di nuova specie? Per cui il primo passaggio è questo, perché molti di noi hanno dovuto svendere il proprio territorio ai nemici, si sono dovuti adattare ad un modello di vita esterno a noi, e riprenderci il nostro territorio, da guerrieri, è sacro...

Infatti il rito si rivela essere molto sacro, ognuno di noi, con le sue difficoltà, riesce a dire il suo “me ne frego”, sono un guerriero, ho un nome, ed è la cenere a benedire il nostro corpo per questo passaggio che vogliamo fare... La mattinata termina con un abbraccio molto dolce, femminile tra noi maschi, in cui ci tocchiamo a vicenda il nostro tabernacolo, perché come dice Raffaele, quello è il nostro sacrario che facciamo difficoltà a valorizzare, anche durante il rito non lo abbiamo toccato con la cenere, ed è giusto dargli valore, nonché dare valore ai nostri corpi con femminilità, perché la nostra parte femminile è fondamentale se vogliamo essere interi, anzi forse in noi è la parte predominante ed è giusto esprimerla...

La fame, dopo questa intensa mattinata, si fa sentire, per cui, ci ristoriamo prima della teoria pomeridiana di Mariano...


Dopo aver pranzato e dopo esserci stato un intermezzo di un ora e mezzo, il tempo necessario per ognuno una prima elaborazione di quanto avvenuto nella mattinata guerriera del gruppo, Mariano si fa avanti nel fare luce ed aiutarci ad andare oltre quello che ci eravamo vissuti, per entrare da un livello di storia a quello di metastoria.
 
Mariano ci stuzzica di frequente, ci vede stremati e stanchi da quello che ci eravamo vissuti, ma ci invita a sforzarci di individuare ogni cosa anche la più banale per noi, che ci ha attraversato in tutti i momenti della mattinata e a condividere con il gruppo.


I primi contributi riguardo all’esperienza della mattinata rivelano una tendenza sulla difficoltà di lasciare l’ordinario di ognuno di noi fuori dalle nostri menti e di entrare con tutto il  corpo e l’anima nel progetto qui a Cassano. Emerge forte in ognuno di noi la sacralità, vicinanza, commozione, senso di appartenenza, gioia, armonia, pace, una scoperta e un bombardamento al positivo nel rapportarsi verso se stessi e altri, ad un nuovo livello Maschile, che sa anche ascoltare ed essere affettuoso, senza i soliti confronti-differenza, è il maschio dell’Insieme Femminile-Maschile. Le immersioni di ognuno mettono in evidenza l’accompagnamento della metastoria che però si è sporcata in maniera condivisa dalla tribù guerriera davanti agli antenati del fuoco e nello sporcarsi dalla cenere, che è simbolo della terra delle radici. Viene dato valore anche alla metastoria che ci ha accompagnati con la sua pioggia dirompente e con la mancanza dell’energia elettrica che ci hanno portati a svolgere una danza con il fuoco e con le nostre voci guerriere.


Mariano da priorità nell’ascoltare i tre adolescenti di via Arpi, Giancarlo, Moise e Marco che contrariamente alla loro tenera età si sono immersi alla pari nel gruppo anche in maniera adulta e secondo le loro specificità.


Mariano dà valore a Silvio e chiede cosa ha vissuto durante il rito. Silvio si racconta si immerge anche in relazione ad una confessione-verità fatta da Giancarlo verso di lui e al desiderio del giorno seguente di non fare la scialuppa con il gruppo, ma di fare una scialuppa con se stesso, con il suo insieme.
 
Nel sentire Raffaele a fine serata, gli viene data e si dà importanza a fine rito, di aver avuto l’intuizione di andare oltre alcuni tabù presenti tra maschi di vecchia specie ed arrivare ad un maschio più globale e meno pieno di pregiudizi, infondati e sterili.
 

A fine serata tutti stanchi fisicamente ma con tanta teoria ed emozioni da elaborare nei giorni seguenti, prendiamo posto nelle nostre camerate.
 
Chiudo con un pensiero maschile ricorrente e univoco uscito nel rito… Vengo prima io, vengo prima io, vengo prima io… E me ne fregoooooo.

Filippo & Luca A.

venerdì 20 marzo 2015

Cassano delle Murge (BA), giovedì 26 febbraio 2015. PROGETTO "EVVIVA". Accoglienza.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



PROGETTO "EVVIVA".
IL MASCHILE DI NUOVA SPECIE.


Ci siamo ritrovati al mercato della frutta di Triggiano per partire alla volta della Base Scout Agesci. Il viaggio attraverso l’aspra campagna pugliese tra ulivi e vigneti, non è bastato a mitigare l’emozione di iniziare questa esperienza inedita di soli maschi. Al nostro arrivo il resto del gruppo ci stava già aspettando mentre gli adolescenti recitavano a squarcia gola alcuni passi del Corano. Dopo aver preso confidenza con la struttura, l’indigeno Filippo ci ha illustrato le origini del circostante bosco di Mercadante, e descritto il territorio da un punto di vista storico-paesaggistico.

Questa esperienza si propone come una pionieristica sperimentazione per un nuovo progetto delle CONV.INTE (CONVivenze INTEnsive), un progetto volto a mettere a punto le linee guida per le future convivenze intensive di Maschi di Nuova Specie.



Nel salone principale della casa un timido fuoco ci ha accompagnato a sondare lo stato quiete di ognuno di noi e man mano che le fiamme aumentavano la propria intensità si cominciava a creare il calore di un utero devoto. Ognuno ha esposto le motivazioni che lo hanno spinto a partecipare al progetto, manifestando anche i nodi più significativi legati al rapporto col maschile. 


I protagonisti delle storie raccontate sono padri assenti, il desiderio misto a paura nel ricercare esperienze con la figura maschile, le mamme sirene che oltre ad impantanare i propri figli nei nodi storici hanno impedito le relazioni con padri bambini privi di maschile sano, e la virtualizzazione della sessualità espressa attraverso i sensi di colpa e il rapporto controverso con la masturbazione.

Ognuno di noi si è presentato attraverso le emozioni, le paure, le incertezze e le aspettative durante tutta la mattina ed il pomeriggio; le ore sono corse via velocemente in quanto ad ogni passo, ad ogni storia era forte il fondo comune che legava molti di noi. Un tiepido raggio di sole ci ha anche permesso di rilassarci durante la pausa pranzo nella corte antistante la casa mentre all’interno il focolare iniziava a diventare nostro amico.    


Così procedendo, attraverso la chiarezza della teoria di Mariano, andavano definendosi le caratteristiche del maschile di Nuova Specie: una figura non più incentrata sul confronto differenza ma capace, attraverso il riconoscimento di un proprio territorio, di essere (al pari di un femminile), utero devoto per i processi di crescita a cielo aperto; fare rete alla pari, un maschile che non cerca più alleanze per definire il proprio territorio ma in grado di procedere in gruppo alternandosi come in una treccia di Berenice per un Globale Massimo comune; la capacità maschile di creare strategie e organizzare un angolo alfa necessari per “stimolare” le contrazioni uterine indispensabili nei processi di crescita.
 
Tutta questa teoria, a trenta uomini... necessitava sicuramente anche di un momento di sano sfogo “tribale” che ci siamo concessi al suono di djambé, padelle, piatti, mestoli, coperchi e qualsiasi altra cosa facesse rumore mentre aspettavamo per la pizza.
 
Dopo cena abbiamo iniziato a scegliere il nome del progetto e discusso su come impiegare i giorni che verranno. Saranno sperimentazioni che dovranno fungere da grimaldello per portarci verso le nostre profondità, cercando di abbattere le barriere che ci tengono lontani dal Codice Ontologico.

E’ stato bello leggere tutti insieme la preghiera di Wakan Tanka, un testo scritto da Silvio che ci ha accompagnato a chiudere i lavori di questa prima intensa ed importante giornata.


Un doveroso ringraziamento va agli organizzatori e ideatori Cristiano, Raffaele e Mariano che hanno reso possibile l’inizio di questa avventura.
Maschiamente,

Davide & Luca