mercoledì 19 novembre 2014

Troia (FG), martedì 18 novembre 2014. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. L'Insieme Madre-Neonato ovvero l'Insieme Femminile-Maschile.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia 



COMUNICATO  STAMPA
DEL 18 NOVEMBRE 2014.

DAL 25 AL 30 NOVEMBRE
L'INSIEME MADRE-NEONATO
OVVERO
L'INSIEME FEMMINILE-MASCHILE”.

 

Si chiama Tre corsi per un percorso metastorico nel terzo millennio ed è la trilogia di corsi formativi che, partendo da una profonda osservazione socio-epistemologica dei tempi attuali, ipotizza nuove prospettive di crescita.

Il primo seminario “Dall’economia del baratto ed economia finanziaria all’economia globale” ha tracciato lo stato attuale dell’economia evidenziandone la sua struttura psicotica e la sua correlazione con il "disagio diffuso".
 
Nel secondo, denominato: “Teoria globale sul viaggio della gravidanza, tenutosi nel mese di ottobre, prendendo brillantemente spunto dal processo di gravidanza che ogni essere umano è tenuto ad attraversare, il Dr. Loiacono ne ha abilmente messo in luce le varie fasi interpretandole come meccanismi che ognuno di noi continua a vivere nell’ordinario, essendo immerso in una gravidanza più grande, a “cielo aperto”. Questo basandosi sul concetto che la gravidanza costituisce il sapere più antico e si rivela essere l’elemento più appropriato di ispirazione-collegamento con l’ontologico.

Il terzo corso, che si terrà dal 25 al 30 novembre presso l’Aula didattica globale “Gianna Stellabotte” c/o Ospedale D’Avanzo in Viale degli Aviatori a Foggia, s’intitola:
In questo ultimo seminario, prendendo spunto dal rapporto che intercorre tra madre e neonato, verranno meglio evidenziate le prospettive concrete e di crescita verso cui questo particolare periodo storico ci sta spingendo.

Molte delle informazioni sono reperibili sul Blog:

Per info: 349-518738

Fondazione Nuova Specie ONLUS

71029 Troia (FG)
C.F. 94084660714 
E-mail: fondazione@nuovaspecie.com
 

martedì 18 novembre 2014

Troia (FG), sabato 1° novembre 2014. I^ FESTA DELLA SEMINA ALLA MASSERIA DEL PRO.NU.S.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



PRIMA FESTA DELLA SEMINA
ALLA MASSERIA DEL PRO.NU.S.



La giornata del I° novembre appena trascorsa è stata una nuova occasione di scambio per i presenti, e per il nostro gruppo che si è occupato dell'organizzazione della giornata nei terreni della masseria che hanno visto la loro prima semina.

Grazie al lavoro di Filippo Marroccoli, abbiamo avuto a disposizione diverse qualità di semi: farro, grani antichi  e leguminose, oltre alla sapienza e buone pratiche di agricoltore/ agronomo, che generosamente ha messo a disposizione. 

Ognuno di noi ha seminato per sé qualcosa che avrebbe voluto lasciare e/o far nascere, in questa giornata di passaggio tra vita e morte,  secondo l'antica tradizione legata ai ritmi della terra.

E' il secondo appuntamento in masseria, che nasce dalla valorizzazione delle risorse che ognuno di noi è per gli altri: la presenza di Lara e le sue capacità di fare gruppo, di ascolto e disponibilità; Gioele che si è adoperato con gli altri ospiti della “Casa Madre” a preparare conserve, Grazia con il suo sostegno pratico, Gaetano che ha messo in rete le conoscenze acquisite attraverso il Gruppo di Acquisto Solidale, garantendoci prodotti di panificazione e agricoli che sono poi stati lavorati dalle donne del territorio foggiano.

In particolare il mio ringraziamento va a Dina Q.  e Giovanna V. che generosamente hanno lavorato alla realizzazione del pranzo della giornata.

Secondo me è stato una buona sperimentazione di risorse in rete, in cui noi organizzatori siamo stati attivamente supportati dalle donne foggiane e da tanti che in quella giornata si sono sentiti parte del tutto.

I ritmi sono stati lenti, abbiamo iniziato a seminare verso mezzoggiorno, dopo una presentazione della giornata e la preparazione di un pancotto fatta direttamente in masseria, con parte di erbe (rucola, cicorielle) raccolte proprio nel campo.

Abbiamo ascoltato chi tra i presenti ha sentito di seminare un negativo da cui far nascere altro; Patrizia ha iniziato e Gioele ha letto una lettera indirizzata a suo padre, in cui tanti dei presenti  si sono rivisti

Prima dell'inizio della vera e propria semina, abbiamo avuto l'occasione di danzare a ritmo delle tammurriate campane, grazie alla presenza di una mia amica di infanzia e due suoi amici. I suoni di questa musica tradizionale sono strettamente legati ai cicli della terra e della festa. 

Purtroppo essendo stata la loro prima occasione legata ad una iniziativa della Fondazione Nuova Specie, hanno sentito che l'aria di festa non potesse essere intaccata da vissuti profondi e dolorosi, scegliendo così di andare via, dopo l'intervento di Patrizia e la breve presentazione della giornata. 

A mio parere, una vita di festa è sacra tanto quanto una vita di dolore e, se entrambe le facce sono presenti, la ricchezza è moltiplicata. Ovviamente non giudico la loro reazione, perché come anche loro hanno ribadito “bisogna scegliere di fare un percorso. Queste parole mi hanno molto colpito, poiché nessuno ha parlato di percorso, per cui la sensibilità e la scelta di rinunciare alla festa l'ho rispettata, prendendomi tempo per non lasciarli andare subito, ma accogliendo le loro motivazioni e spiegando che la vita è complessa e avere degli “strumenti” ci aiuta ad accogliere anche il dolore.

Ho seminato del farro, sentendomi alleggerita dalla responsabilità che spesso mi accollo per altri e dando un valore più ampio a me stessa. La giornata è stata importante anche per Mariano, come ci ha raccontato a prima mattina, per l'intuizione che ha avuto sulle amicizie influenti di M. de Paolis appena defunto, che avrebbero cambiato il corso del rapporto del Centro di Medicina Sociale con le istituzioni nel corso degli anni.

Mariano, come tutti noi, ha seminato per trasformare questa amarezza e sofferenza in qualcosa di positivo e reale, grazie alla terra che abbiamo sotto i nostri piedi.

Veronica De Falco

domenica 16 novembre 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), domenica 26 ottobre 2014. CORSO "TEORIA SUL VIAGGIO DELLA GRAVIDANZA". Quinto ed ultimo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
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TRE CORSI PER UN PERCORSO.
II° CORSO:
"TEORIA GLOBALE
SUL VIAGGIO DELLA GRAVIDANZA".

Quinta giornata.


E tra una contrazione e l’altra siamo arrivati a domenica 26 ottobre.

C’è una piacevole atmosfera in giro, tutti sembrano leggeri, positivi e pieni di entusiasmo.
 
Sarà merito della festa del giorno prima?
 
A tal proposito Veronica comunica che la festa è stata divertente e quelle ore sono volate via con piacere: merito dello stile globale della festa e dei conduttori e ideatori della stessa ovvero Francesca e Barbara. Che coppia ragazzi! 


E’ giunto il momento di fare festa cantando a Mariano e Giovanna le canzoni che abbiamo messo a punto su di loro… anche qui la nostra creatività ha avuto spazio, sono venuti fuori dei piccolo capolavori di arte globale, oltre al fatto che ci siamo divertiti proprio nel comporle.


Al termine delle performance e dopo alcune comunicazioni, Mariano chiama Giovanni D. a fare il punto sulla situazione dei lavori in masseria. A Giovanni, Mariano riconosce la sua generosità e il suo saper donare con amore anche la sua professionalità per una buona causa, la nostra.
 

Mariano teorizza questo atteggiamento di Giovanni verso l’altro, anche come modalità di prendere distanza e fare il contrario rispetto a quello che ha vissuto in famiglia, dove invece si era portati ad accumulare senza tener conto dell’altro.
 
Giovanni racconta della sua esperienza, delle dinamiche familiari e del suo sentire rispetto a questo, Mariano chiama le sorelle a dare valore a questo uomo che in realtà è stato sempre affidabile per tutti, tagliando forse tante parti sue che ancora devono venire fuori.
Dopo questo momento intenso, perché ci fa vedere tanti meccanismi comuni a tanti di noi, ritorniamo al corso… in realtà anche questo è Corso, è Gravidanza, è voler provare a fare un Salto precipiziale, perché quando facciamo fatica ad abbandonare posti sicuri, caldi, è proprio là che il Viaggio ricomincia e ci porta verso l’inedito.


A questo punto Mariano ci fa riconoscere come la nascita sia in realtà la morte della gravidanza, perché mai più ritorneremo nell’utero materno e quindi ci ritroveremo a fare un salto e a ritrovarci nell’esistenza. Non abbiamo scampo: deve finire la gravidanza per poter nascere.

E’ con questo che per la prima volta sperimentiamo che vuol dire crisis: dobbiamo separarci definitivamente, distinguerci e decidere… che fatica ma se non avvenisse non conosceremmo mai cosa c’è fuori. Non vedremmo mai chi ci ha generato… forse sarebbe meglio? Ops… questo non si può dire… dai non vi arrabbiate... stiamo scherzando. Tutto serve.

Ma in realtà anche l’utero che ci ha tanto accolti, dopo nove mesi, comincia a essere stretto, angusto, bisogna uscire da questa nicchia, dobbiamo sradicarci.



Infatti l’utero che è molto saggio e lo fa dall’origine del mondo, aiuta il bambino a venire fuori attraverso le contrazioni e alternando l’uscita anche con momenti di quiete, di piacere in quanto assenza di dolore.

Tre sono le sofferenze che avvengono durante questa fase: la prima è quella dell’allontanamento, dell’esplusione, del tradimento, della delusione per la perdita di qualcosa che ci piaceva, non riuscendo ancora a vedere il “positivo”, quello che nascerà.
 
Per affrontare questo momento dobbiamo avere forti le c.d. tre virtù teologali: speranza, fede e carità.
 
Per procedere ancora è necessario quindi abbandonarsi a questo viaggio e attraversare la seconda sofferenza, quella dell’angusto, dello stretto, sentire anche il piacere nello sforzo che potrà sembrarci pure assurdo ma è proprio grazie a questo che abbandoniamo ciò che non ci serve più, rompiamo quei legami simbiotici che non ci servono più. Fino ad arrivare a vivere la terza sofferenza, quella della paura e del dolore per l’“extra”, per l’esterno, per l’estraneo, per il nuovo, nel momento in cui si esce definitivamente dall’utero. Senza questo attraversamento non si arriva nella parte dell’extra utero dove ci aspettano altri umani, certo estranei ma che ci porteranno a vedere orizzonti nuovi, a passare dalle tenebre alla luce… è lì che sentiremo il nostro primo respiro, il nostro primo logos, il nostro pianto.
 

Ed è cosi anche da adulti, dopo aver attraversato un momento di crisi, difficile in cui ci sembra di aver perso tutto, dove tutto ci sembra scomodo e complesso, una volta attraversato viene fuori il nostro nuovo primo respiro, rivediamo di nuovo la luce e benediciamo con lacrime di gioia il nostro venire fuori nuovi. Non è forse anche questa una nascita?
 
Ed è così che dopo esserci innamorati di questo momento che Mariano ci regala l’ultimo comandamento del Decalogo del Monte Cavo Ysteron:
“Tunnel della nascita e delle tre sofferenze: attraversa e fatti attraversare dalle tre sofferenze per rinascere ogni volta vitonauta trascendente in mission nella storia”.
La mano di Martenea scrive sulla lavagna questa pietra miliare che chiude il Decalogo che il nostro Mariano ci ha regalato… che emozione essere presenti e che bello sentire e vedere tanti occhi lucidi per queste verità scritte su un misero foglio di carta che, se pur non entreranno nella storia non ci importa, sono entrate nella nostra carne e saranno tramandate nel dna di chi ci seguirà.

Come è finita la giornata? Noi quando ci pensiamo ancora ridiamo… Questo non si può descrivere... preferiamo lasciare parola a questa foto memorabile.


Grazie a tutti per esserci stati e per aver messo un ulteriore passo verso la nostra Fetogenesi che al momento è unica nella Storia della Vita.


Giusi e Cristian

sabato 15 novembre 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), sabato 25 ottobre 2014. CORSO "TEORIA SULLA GRAVIDANZA". Quarta giornata.

Fondazione Nuova Specie ONLUS


TRE CORSI PER UN PERCORSO.
II° CORSO:
"TEORIA GLOBALE"
SUL VIAGGIO DELLA GRAVIDANZA".
Quarta giornata.

 

Quarto giorno di Corso. E sembra strano... perché, come sempre accade in questi corsi, ti immergi completamente e perdi il senso del tempo, o forse meglio, vivi nel Kairòs.

Mariano apre leggendo la lettera di Cristian dove, tra gli applausi generali, informa che è stata ultimata la stanza che ospiterà il Mas.Tr.O. di Ancona. Ma annuncia anche una cosa forse più importante: dopo questa significativa e indimenticabile esperienza vissuta accanto a Moise, Giancarlo e Marco, intende fondersi per fondare qualcosa con la molteplicità.


A seguire alcune comunicazioni e poi Mariano entra nel vivo riallacciandosi alle dinamiche del giorno precedente. Nel ricordare che la vita è soprattutto viaggio e gravidanza, che bisogna essere Ondanza, invita Lidia, Margherita, Patrizia e Nica a fare Crossingover con i propri figli, trovando un punto di chiasmo e facendo entrare l’In.Di.Co. Bisogna avere il coraggio di sciogliere i confini e trasformarli in soglie, vedere i figli come sfide e non considerarli come figli “propri”. Bisogna mettersi alla pari, essere uguali nella diversità amando ciò che più dà fastidio.

La giornata si prepara ad essere una vera e propria maratona di teoria raffinata e noi corsisti, dilatati dai giorni precedenti, siamo pronti per assimilare la bellezza di sette comandamenti su dieci del Decalogo del Monte Cavo Ysteron.


Ed ecco entra in scena lo Zigote…. Ma chi è questo Zigote?
Una sola carne, ma in verità un duetto formatosi con l’unione di due personaggi famosissimi.

Lei è “Madama Dorè”, l’ovulo, un decimo di millimetro, sa cosa vuole e ama fare la sua passeggiata di 36 ore lungo i giardini di Villa d’Este. E’ una viaggiatrice che nel suo movimento circoscritto, endomigratorio, lancia sguardi ammaliatori ma non per questo desidera trovare subito il suo compagno di vita. Sa comunque che nella casa madre tutto è preparato.

Lui è lo spermatozoo, 80 volte più piccolo di lei, anche lui è un viandante, ma il suo è un movimento emigratorio. E’ un eroe che deve affrontare un viaggio fatale e disperato, sempre e freneticamente  in competizione con i rivali, che sono 160 milioni!

Foto della festa del sabato sera! Guarda un po' quanti spermatozoi!

Il maschile ha dovuto dunque fin da subito competere con la morte ed è forse per questo che nella vita un termine bello come competere, da "cum-petere" dirigersi insieme verso un obiettivo, ha assunto il significato di lottare, contendere, rivaleggiare.
Ma seguiamo il nostro spermatozoo...
Sarà la zona pellucida a decretare chi sarà il vincitore e a decidere dunque chi entrerà nella casa di “lei”.

E nel momento dell’incontro tra “lei” e “lui” si formerà a lo Zigote. Dopo una prima fase simbiotica ci sarà la vera e propria fusione (sarà questa nella vita delle coppie, nelle unioni reali, la fase più affidabile).

E’ “lui” che va alla casa di lei, il matrimonio lo decide dunque la “donna” sfruttando il movimento dello spermatozoo.


Zigote deriva da "zygôun", che vuol dire unire, congiungere, ed ha  la stessa radice di giogo e giustizia.

Il giogo serve a congiungere i due buoi che insieme contribuiscono a fare un buon solco che servirà alla semina e quindi alla vita. Il significato profondo di giustizia è “come unire le parti contrapposte”; in passato il simbolo della bilancia teneva legati in sé il significato di  unire e punire ma purtroppo oggi ha soltanto l’accezione negativa di punire. E ciò non ha nulla a che fare né con la giustizia, né con la vita.

È lo Zigote, il due in uno, la novità, come deve essere nella realtà,  perché il vero vitonauta ha bisogno sia dell’ovulo che dello spermatozoo, sia del maschile che del femminile. Lo zigote, che crea un genotipo unico col suo specifico fenotipo, è la formazione della ondanza e noi dobbiamo essere onda perché questa è la vera spiritualità.

Il fare coppia però non è il punto di arrivo; come deve essere nelle nostre vite, è un’opportunità per entrare nella gravidanza, per fare un viaggio che sia:
  • autoreferenziale, perché si basa su se stesso, ha già il suo programma dentro;
  • complesso, perché in ogni posto prende qualcosa;
  • trascendente, perché si fermerà solo quando avrà raggiunto la pienezza.
Se la Mitosi può rappresentare l’infanzia e l’avverbio sempre, la meiosi l’adolescenza e l’avverbio mai, lo zigote è il simbolo dell’adultità e dell’avverbio più vicino all’In.Di.Co., ancora.

Lo ZIGOTE è il III° comandamento.
"Ricongiungiti e forma un intero di te ogni volta inedito e in viaggio".

Si apre ora la strada per il IV comandamento: lo zigote diventa MORULA.
"Fai festa per la nuova identità e moltiplica con piacere ogni intero raggiunto".

Le caratteristiche della morula sono il movimento esterno nella tuba, e cioè il viaggio verso l’utero, e il movimento interno che moltiplica le cellule fino a diventare sessantaquattro, senza che ci sia cambiamento di volume della morula stessa.

La fase “Morula” è una fase narcisista, dove non si vedono le esigenze degli altri ed è invece bello viversi il proprio potere, il proprio valore; è uno stadio in cui riusciamo a essere specchio per noi stessi, facendo festa per ciò che di inedito è nato e riproducendo continuamente quel nuovo inedito raggiunto.

Questa fase è come un’oasi, ma deve essere solo di passaggio, una fase dunque temporanea prima di intraprendere il vero viaggio trasmutativo.

Dobbiamo però fare attenzione perché esiste anche la Morula meiotica cronica, e questo succede quando il mezzo diventa il fine come per esempio nelle varie dipendenze da sostanze, cibo o altro.

C’è pure la Morula mitotica cronica che piace molto alle istituzioni, perché crea un’identità affidabile che ripete sempre le stesse cose all’infinito senza cambiamento/crisi.

Ma l’ONDANZA continua e la Morula deve fare il SALTO PRECIPIZIALE, V comandamento del nostro nuovo decalogo:
"Abbandonati al vuoto e precipita dove il viaggio può continuare".
Se quindi la Morula è la Domenica delle Palme in cui si fa festa, il lunedì comincia, con la Passione, il Salto precipiziale.


Dopo il Salto precipiziale, ci si avvicina di più a se stessi, quindi non bisogna avere paura di sfracellarsi, bisogna avere fede, riuscire a intravedere già la fase nuova mentre si sta planando, immaginando che forse c’è un “bosco di braccia tese ad accoglierci.

Il Salto precipiziale regala alla Morula il vuoto, il cielo, trasformandola in “blastocele” che al suo interno forma uno spazio fra le cellule che si riempie di liquido, acqua.

Quindi l’acqua ci riporta al pianto che, assieme al “fare vuoto”, è l’esperienza più antica di diversificazione, ed è perciò un’esperienza liberatoria.

I nostri occhi piangono perché se è vero che non vedono più la luce che è l’esistenza, nello stesso tempo esprimono il desiderio di voler tornare all’utero, nel suo liquido amniotico sinonimo di acqua/lacrime.


Il blastocele, atterrato dopo il suo salto precipiziale nell’utero, deve perdere la ZONA PELLUCIDA per potersi interrare nella madre terra dell’utero, ed ecco il VI comandamento:
"Spogliati della zona pellucida legata alle appartenenze passate, superate".
La zona pellucida, che rappresenta la famiglia d’origine, ci ha protetti, ci è servita, ma a un certo punto va lasciata, deve marcire per poter dare frutti. La zona pellucida è ipertrasparente, non riusciamo a vederla e solo sporcandola di situazione negative finalmente ci appare; dobbiamo allora spogliarcene, come ha fatto San Francesco. Dobbiamo ritornare nudi, per poter riannodare i nostri fili.

Ma per spogliarci bisogna “sputare nel piatto” dove abbiamo mangiato, dobbiamo rompere lo specchio che rifletteva in noi la madre patria.

Anche la vita stessa è una zona pellucida che prima o poi dovremo perdere con la morte, perché allora ci dovremo reinventare nella grande zona uterina dell’In.Di.Co.

Lascia la zona pellucida soltanto chi guarda avanti e interiorizza un progetto.

E così il viaggio della gravidanza procede ed è ora di interrarsi; urge spiegare qual è il VII comandamento, il SINCIZIO TROFOBLASTO:
"Fa’ vuoto dentro di te, annodati a un contesto uterino e interrati con umiltà".
A questo punto il blastocele crea un patto di sangue duraturo con l’utero e con la madre, potremmo anche dire che è come creare un nodo fra “quello che solo io sono” e “quello che solo tu sei”. Questo è il presupposto per far iniziare il processo di crescita, il seme ha trovato il terreno fertile ed ha messo radici. Adesso possono iniziare a formarsi i tre strati del foglietto embrionale, portandoci così nell’EMBRIOGENESI, VIII comandamento:
"Sii autoreferenziale e costruisciti prima di tutto nel rapporto con te stessa".
L’embriogenesi è una fase psicotica, in cui è importante “CHE UNO SIA TUTTI”.


Il punto mitotico di ogni organo si struttura separatamente, ognuno deve fare la sua strada senza sapere che solo dopo ci si incontra. E’ una fase solista dove nessuno si interessa del percorso dell’altro, ognuno è il massimo, il maestro di sé.

E’ come se fosse la base della “Piramide del Sarvas, il rapporto con se stessi, diventando un punto mitotico grande. Solo dopo aver creato questo punto mitotico grande, si può passare alla composizione complessa richiesta dalla fase fetogenetica; IX comandamento quindi è la FETOGENESI:
"Desidera ardentemente l’intreccio-complessità e adoperati creativament. CHE TUTTI SIANO UNO".
Fetogenesi dalla radice “Fe”, che vuol dire sono, produco, cresco, divengo; è anche radice di “Femmina” e “Felicità”.

La Fetogenesi è il periodo più bello, ma anche il più difficile, perché difficile è mettere insieme identità psicotiche. In questa fase è fondamentale la placenta, che è il sinolo fra l’embrione e la mamma, è il punto dove questi due versanti si mescolano, mentre l’utero fa da specchio alla crescita del feto.

Così, nella nostra vita, anche genitori e accompagnatori dovrebbero fare da utero e placenta e la famiglia stessa dovrebbe essere una “Fetogenesi”.

Per creare la Fetogenesi sono necessarie tre note:
•    il SOL, saper transitare anche nel negativo storico;
•    il LA, saper fare festa anche nel negativo;
•    il SI, saper accettare anche l’interruzione, riposarsi.

Questa in breve è l’ONDANZA del DECALOGO DEL MONTE CAVO YSTERON, dal III al IX comandamento.
Chi volesse approfondire non può non vedere il bellissimo DVD del corso, dove si può osservare l’ONDANZA di Mariano che riesce a far danzare tutti i dieci comandamenti della vita in uno spettacolo non sterile, ma ingravidante per molti corsisti e posteri al corso.

Valentina Löffelholz e Lidia Gualtiero

giovedì 13 novembre 2014

Troia (FG), giovedì 13 novembre 2014. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE. Progetto "La Finestra di Babich".

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia


COMUNICATO STAMPA
DEL 13 NOVEMBRE 2014

AL VIA LA QUARTA EDIZIONE
DEL PROGETTO
“LA FINESTRA DI BABICH”
SUL TEMA:
“DALLA MISERIA ALLA GRANDEZZA”.
UN PROGETTO NAZIONALE
A FAVORE DELLE DONNE.



Dal 16 al 23 novembre 2014 a Troia (FG)
si svolgerà la quarta edizione del progetto
“La Finestra di Babich”,
una sperimentazione avanzata
nella ricerca sul Femminile, con la partecipazione di donne provenienti da tutto il territorio nazionale,
in collaborazione tra
la Fondazione Nuova Specie onlus e
il Centro Ricerca e Documentazione Donna e
Comunità Eleusi.


È giunta alla sua quarta edizione uno dei progetti pilota della Fondazione Nuova Specie ONLUS, che tra i suoi fondamenti e ambiti sperimentali prevede quello della ricerca sull’Insieme femminile-maschile, un ulteriore ed innovativo approccio rispetto a quelli storici del “femminismo” e della “diversità” delle donne.

Da anni, infatti, è attivo un gruppo di persone, coordinato dalla sociologa Giovanna Velluto, che approfondisce questo filone di ricerca attraverso incontri di formazione e di studio, e attraverso la sperimentazione di forme di convivenza intensiva tra donne, tra cui “La Finestra di Babich”, in ricordo di una donna che da una finestra si è precipitata.

Il titolo di questo quarto progetto, “Dalla miseria alla grandezza”, esprime, infatti, la necessità di offrire ambiti devoti per accompagnare le donne a transitare dal senso di miseria-svalutazione a quello del riconoscimento del proprio valore-grandezza. 

 
La novità di questa edizione è che il Progetto è stato organizzato e sarà coordinato dalla Fondazione Nuova Specie e dal Centro Documentazione e Ricerca Donna e Comunità Eleusi, una realtà da anni impegnata nel campo della ricerca sul femminile e sulla donna.

Da vari mesi le due realtà hanno avviato incontri di conoscenza e approfondimento delle rispettive metodologie e teorie sul tema, che sul campo lavoreranno in sinergia per accompagnare i partecipanti al Progetto - donne di varia provenienza nazionale, di diversa età e professione - a riscoprire ed approfondire le radici ontologiche del proprio Femminile.

Al termine dell’esperienza intensiva, domenica 23 novembre, alle ore 9:30, presso l’Aula didattica globale “Gianna Stellabotte”, all’Ospedale D’Avanzo di Foggia, si terrà il bilancio conclusivo, in cui interverranno tutte le persone che hanno preso parte al Progetto.

Per info: 349-518738


Fondazione Nuova Specie ONLUS

71029 Troia (FG) 
C.F. 94084660714