lunedì 8 febbraio 2016

Sasso di Castalda (PZ), giovedì 28 gennaio 2016. VIII° PROGETTO "RAINBOW". Quinto giorno.

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PRIMA GIORNATA DI SCIALUPPE


La giornata inizia con una riflessione sulla complessità delle relazioni di coppia, per dare un aiuto ai presenti che si sentivano in una relazione di coppia in crisi.

 
Iniziano così a formarsi le scialuppe: la prima è una scialuppa al maschile, diretta verso Maratea, dove il gruppo ha goduto del cullare delle onde del mare che, sebbene gelide, li hanno accompagnati a viversi il proprio corpo. Questo ha permesso ad alcuni embrioni di dare voce a rabbia e dolore, soprattutto verso la figura paterna.


domenica 7 febbraio 2016

Sasso di Castalda (PZ), mercoledì 27 gennaio 2016.VIII^ EDIZIONE DEL "PROGETTO RAINBOW".




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QUARTO GIORNO.


La mattinata inizia festeggiando la prima notte di sonno profondo e naturale di Rosi, avvenuto  dopo una serata di balli e dinamiche in cui il corpo-codice analogico è stato riattivato, soprattutto da specchi riconoscenti femminili. 


Poi si continuano i commenti alla canzone simbolo di questa ottava edizione del Progetto Rainbow.
Favola, di Eros Ramazzotti, con la sua melodia poco orecchiabile, con un testo fra il romantico e lo spirituale… 


 

ci fa discutere e ci stimola a proporre nuove modalità nel processo che serve per arrivare a una canzone: e come ha detto Tobi, ci chiediamo se la canzone deve essere didascalica a una dinamica-gruppo, o deve essere auspicio per un  gruppo… o i due processi devono intrecciarsi in un crossingover dinamico…!?! 

 
E allora nel prossimo Progetto Rainbow la canzone verrà creata mano a mano, in un puzzle cre-attivo/atto-magico dai partecipanti?!?  Sarà la canzone stessa un albero che, come succede in questa canzone, incrocerà lo sguardo metastorico delle nostre teorie-prassi e si innamorerà di noi come le nostre storie incarnate si innamoreranno di uno spirito nuovo per un innesto "verso una nuova specie" di vita ?!? 
Staremo a vedere.



Riflettendo su un nuovo senso della vita in questa fase di mutamento antropologico, su cui ognuno di noi sta lavorando, Raffaele introduce l’unità didattica di oggi con un bastone rotto e riparato (bastone prezioso, uno dei due lasciati dal Dr Baughman, neurologo americano che ha scambiato vita e conoscenza al Centro di medicina sociale). 

Due bussole, quella di terra e quella più sofisticata, la bussola di mare che aiuta ad orientarsi anche tenendo conto dei venti-kairos della vita.



E infine con il racconto della sua fiaba personale, che scopriamo essere la storia di ciascuno di noi: da mendicante di cuori  di un bimbo nato nel freddo reale ed emotivo di "lupi affamati", bimbo che passa la vita con soluzioni virtuali e svendendo amore senza darsi valore, anestetizzandosi fino a negare il diritto di desiderare, in una vita di relazioni buone ma molto parziali… fino a poter dar voce al bambino che grida:
 “Il Re è nudo"! 
"Ha freddo, ha bisogno di calore umano, di gioia, di festa…!
Fino a rompere il meccanismo del vittimismo che è una "droga-soluzione" per rimanere nello stesso circolo vizioso di soluzioni che affamano e affreddano… 

Il mendicante di cuori - Michela Garbati

Fino a dire e a  “mi riprendo il mio cuore”, e attraverso un doloroso processo di ricerca di se stesso, finalmente diventare un lupo adulto che sa perdonare e aiutare gli altri lupacchiotti in questo bosco-vita; lupo adulto che perdonando il padre gli dedica questa giornata di teoria-prassi dopo 
 “…Aver pianto la sua essenza-assenza…ora non piange, ma gli parla ancora!”. 

La sua introduzione è così intensa e profonda che in tanti si riconoscono negli stessi meccanismi e dolori e, nella fiducia di uscirne vincitori,  danno voce alla sfumatura individuale di questi infiniti colori di un arcobaleno universale di cui siamo parte.




Si riprende nel pomeriggio festeggiando il compleanno di Lucia ( con abbracci e doni…  come La farfalla disegnata da Luigi, il libro “Il mistero di Maripura”, favola di una bimba che con il suo amore scioglie le pietre-dolori che ci hanno induriti… ma anche accogliendo la difficoltà di Francis, nel sostituire farmaci con relazioni umane...

Quindi la sorpresa di una lettura drammatizzata, utilizzando le bellissime ed espressive maschere create da Giosaf e company, di  Le tre metamorfosi di Nietzsche. E quindi il commento di questa opera che a scuola, i nostri amati professori, ci hanno letto con leggerezza letteraria molto filosofica…senza aiutarci a sentirne la portata per la nostra vita.





Infatti è una metafora che parla della nostra essenza che, proveniente da un mondo dello spirito poco frequentato dalla nostra progredita società, si incarna nella vita   assumendo tre forme nelle quali è sano saper stare.

La prima Forma  è il Cammello che è in noi, che si carica di pesi di ogni genere, che va fiero di essere riconosciuto per i fardelli propri e altrui che si porta sulle spalle, orgoglioso di umiliarsi, di frenarsi, di asservire paziente progetti altrui, di accettare cibi che non nutrono la sua anima e al contrario, rifiutare ciò che la nutrirebbe…

Forma Cammello che spesso diventa la forma prevalente, addirittura unica,  in quanto comoda alla famiglia, alla scuola, alla chiesa… alla società e sulla quale veniamo “formattati” con più o meno violenza/amorevolezza. 

Una forma limitata, in cui lo Spirito sta stretto e si sente a disagio se non sa abitare la forma del Leone che dice Io Voglio, e non più Io Devo


La metamorfosi avviene dopo  aver attraversato il proprio deserto interiore in cui si combatte contro il grande drago: lo spirito nella forma Leone combatte il re di tutti i valori, il drago  in cui abita il Tu devi, drago che segna il limite in cui stare, dove qualunque scelta fai…è un tu devi (morale, economico, politico, consumista, libertario).


Combattere il regno del dovere per creare lo spazio della libertà in cui la terza forma può abitare: la forma Fanciullo, quella parte nostra che sente, riconosce e accetta ciò che prova, ciò di cui ha bisogno e senza farsi frenare da morali bigotte e di comodo per il sistema al potere, in un gioco che si rinnova ogni giorno, ogni istante…sa innocentemente creare un mondo nuovo, dove nulla è dato per scontato. 




In questo viaggio inedito che è la vita, dove anche questo progetto Rainbow è inedito, e non è scontato che diventeremo un utero devoto. Ascoltiamo due musiche con due testi eccezionali per  contattare il nostro Leone e il nostro Bambino interiore e per ruggire i nostri Io voglio affinchè il branco di lupi-leoni ci aiuti a giocare questo gioco della vita. 





Dopo cena si chiude con torte squisite e pensieri per la compleannata che in questo modo ha fuso  il suo festeggiarci con il nostro festeggiarla.


 

Erminia e Mila

venerdì 5 febbraio 2016

Sasso di Castalda (PZ), martedì 26 gennaio 2016. VIII° PROGETTO "RAINBOW". Terzo giorno.

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 TERZO GIORNO

IL RITO NEL BOSCO DEI FAGGI

 
Si parte la mattina in macchina per arrivare in un bosco di faggi.
Giuseppina, una delle conduttrici, spiega la scelta del contesto del bosco per vivere il rito.


Il faggio ha radici profonde, si sviluppa verso l’alto e segue le stagioni; non permette a nessuno di crescere ai suoi piedi, tranne alle piante spinose del fruscio, che sono anche scaccia topi. 

I faggi sono alberi che seguono la loro strada e si incontrano solo nei loro frutti, ossia verso la luce, la parte più alta, che rappresenta il globale massimo, che è un po' la visione che ciascuno di noi ha della vita.

mercoledì 3 febbraio 2016

Sasso di Castalda (PZ), lunedì 25 gennaio 2016. VIII^ EDIZIONE DEL "PROGETTO RAINBOW".



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"ASCOLTO 
 DELLO STATO QUIETE".
       
Secondo giorno.




La mattinata inizia con la creatività teatrale della nostra Giuseppina che, attraverso vari esercizi, ci aiuta a sciogliere il codice analogico  mediante l'uso dello sguardo, della goffaggine: ci sentiamo liberi di riappropriarci del nostro spazio e di riscoprire il nostro volto. 


lunedì 1 febbraio 2016

Sasso di Castalda (PZ), sabato 23 e domenica 24 gennaio 2016. VIII° PROGETTO "RAINBOW". Accoglienza e primo giorno.

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ACCOGLIENZA E PRIMO GIORNO


Sabato 23 gennaio 2016: accoglienza

Sasso di Castalda. Terra lucana, terra di lupi. 

Inizia da qui il viaggio: trentaquattro, tra uomini e donne provenienti da ogni angolo del bel paese, si ritrovano uniti per iniziare questa avventura, l'ottava edizione del Progetto Rainbow


Un po' alla volta arrivano i raimbownati e nella sala della struttura "Il vecchio faggio" inizia la presentazione del progetto. 


martedì 26 gennaio 2016

"SI TRATTAVA DI ASPETTARE IL TEMPO DI FARE LA PIPÌ", terzo brano in anteprima, tratto dal nuovo libro del DR. MARIANO LOIACONO.

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"SI TRATTAVA DI ASPETTARE
IL TEMPO DI FARE LA PIPÌ",
tratto da GRAVIDANZE
A CIELO APERTO.



Una di queste opportunità fu particolarmente felice e importante. Ero andato a Trani assieme a Giovanna per salutare caramente don Elio, direttore del Centro di Bioetica della Cattolica di Roma, che mi aveva inviato una interessante lettera dopo la lettura del mio saggio

 

Nei pressi della Cattedrale romanica, piazzata quasi in riva al mare e con un suggestivo campanile che spia maestoso verso le terre d'oriente, si teneva un Convegno su temi morali riguardanti il dolore e la morte. La maggior parte dei relatori si fermarono alle solite parole trite e ritrite; mi colpì, invece, quello che disse il Prof. Ferrari, direttore della Clinica Neurologica dell'Università di Bari. Lo conoscevo per fama attraverso le cose sentite dal mio Primario ma, a vederlo di persona, fui colpito dal suo portamento raffinato e nello stesso tempo affabile: sembrava uno di quei volti che portano scritto quante cose hanno già capito della vita e quali sono i valori importanti che non bisogna smarrire; sapevo, infatti, che veniva dalla campagna modenese e che certe cose non le aveva smarrite per strada, pur vivendo all'Università e in ambienti metropolitani. La sua relazione mi confermò queste prime impressioni: più che avvalersi di riferimenti scientifici, il suo intervento fu un ricordare poetico, affollato di gente piena di valori, suoni di campane di chiese campestri, ed altre cose semplici e toccanti di cui era stato ricco l'Utero sociale contadino, in cui era vissuto fino all'età adolescenziale. Mi ricordava un po’ i quadri di Leon Marino e sentivo la stessa amara nostalgia dei suoi personaggi, piazzati a gruppi assieme alle galline sugli sfondi ocra. D'altra parte come appoggiarsi alla parte scienziato quando si deve disquisire sul dolore e sulla morte? La tecnica ha sicuramente alleviato una vasta gamma di sofferenze, ma potrà mai farci dimenticare completamente il sudore della fronte, il partorire nel dolore, il trapasso alla non vita, della quale non esiste ancora un preciso reportage o ripresa in diretta? 

mercoledì 20 gennaio 2016

Sciogliere gli incantesimi che ci tengono legati e spezzare le catene che ci hanno limitato nel fluire dell’esistenza.




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BILANCIO-FESTA DEL GRUPPO TOSCANA PER AMELIA


Venerdì 18 dicembre a Tobbiana, vicino Prato, noi del gruppo Toscana ci siamo incontrati per fare una sorta di bilancio - festa per Amelia.

Questa serata è stata organizzata all’indomani di un lungo periodo che Amelia ha vissuto in Toscana, tra salite e discese, per sancire i vari passaggi fatti.

 

Dopo una cena preparata da tutti i componenti del gruppo, Raniero ha introdotto il senso dell'incontro e abbiamo così dato avvio a questa festa, accogliendo Amelia sulle note di "Sei bellissima" e con tanto di coriandoli sparati dai bambini presenti alla serata.


lunedì 18 gennaio 2016

Troia ( FG ), lunedì 18 gennaio 2016. COMUNICATO STAMPA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. VIII^ edizione del Progetto "Rainbow".

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COMUNICATO STAMPA

DEL 18 GENNAIO 2016



AL VIA VIII^ EDIZIONE
DEL PROGETTO "RAINBOW"
UNA CONVIVENZA INTENSIVA

PER COSIDDETTI "PSICOTICI"
E PER LE NOSTRE PARTI PSICOTICHE.

Dal 23 gennaio al 6 febbraio 2016 a Sasso di
Castalda (PZ) si svolgerà la ottava edizione del
progetto “Rainbow”, una sperimentazione avanzata
nel campo del trattamento del disagio psichico e
non, con la partecipazione di oltre trenta persone
provenienti da tutto il territorio nazionale.


Da oltre 40 anni il “Metodo alla Salute” e ilProgetto Nuova Specie”, di cui la Fondazione Nuova Specie onlus è rappresentante, hanno messo a punto e collaudato una primizia nel campo del cosiddetto disagio psicotico: un trattamento che non prevede l’utilizzo di psicofarmaci e sostanze sostituive, ma si avvale di dinamiche di gruppi e metastoriche che coinvolgono anche il corpo e le emozioni.

Nell’ambito della sperimentazione “Oltre le colonne d’Ercole”, sono stati messi a punto una serie di progetti sperimentali di crescita per cosiddetti psicotici (“Ti ricovero a casa mia”, “Faama”, “Rainbow”) che partono dalla convinzione, appunto, che sia possibile andare “oltre le Colonne d’Ercole” convenzionalmente fissate dalla psichiatria dominante.

lunedì 11 gennaio 2016

Aspio (AN), da giovedì 24 a domenica 27 dicembre 2015. NATALE AL CENTRO ITALIA


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Natale di nuova specie in Wonderland


Caro Babbo Natale,

 

Sono Giusi, non so se ti ricordi di me...


Mi avevi consigliato di partire per Natale e di andare ad Ancona, nel centro Italia, per trascorrere lì, in compagnia delle Associazioni alla Salute del Centro, i giorni delle festività.




mercoledì 6 gennaio 2016

"SI SVEGLIARONO DECISI A FAR LA GUERRA", in anteprima un secondo brano del nuovo libro del DR. MARIANO LOIACONO.

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"SI SVEGLIARONO DECISI
A FARE LA GUERRA",
tratto da GRAVIDANZE
A CIELO APERTO.
Anno 1984.

 


"Mondo n. 2", dopo l'epocale Mutamento antropologico - di S. D'Ariès

Com'era da aspettarsi, all'uscita del libro “Droga, drogati e drogologi” e a quei primi clamori positivi, si svegliarono i drogologi locali decisi a fare guerra. Di Pino non mi meravigliai perché, ormai che ero incudine senza potere, poteva martellare a più non posso e soddisfare le proprie istanze edipiche: si precipitò subito a rispondere con un proprio articolo per rintuzzare a tamburo battente un articolo scritto su “Controverso” da Ciro, e liquidò come fandonie ed elucubrazioni spicciole la tesi da me sostenuta circa un epocale mutamento antropologico e l’esigenza di un “Utero ψ”; anche perché disse che metodo non ne avevo, né avevo seriamente tentato di attivare e modificare la struttura del territorio… Bontà sua! Mi meravigliò, invece, l'articolo che uscì sul Picchio Rosso scritto da Titti, la psicologa del C.M.A.S. di S. Severo, factotum di Fernando, che spiccava per la sua statura tarchiata, viso tozzo e voce alla mascolina: mi canzonò come Padre Mariano, Re Sole, scopritore di biochimica filosofica (la teoria del drogato come enzima di cambiamento) e tante altre pizzicate fuori luogo. E pensare che mi ero recato di persona a portare il libro in omaggio al C.M.A.S. di S. Severo e avevo ben detto che se ne poteva parlare insieme eventualmente in una presentazione; che senso aveva, dunque, quello sbeffeggiarmi così senza una seria analisi e un diretto confronto? Ma ormai, dopo le mie dimissioni da Coordinatore, avevo perso pure l'immunità che mi garantiva il posto occupato; e non ci voleva molto coraggio a colpire un indifeso che oltre tutto non aveva più nessun valore legale e nessun potenziale offensivo o di minaccia.