lunedì 18 agosto 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), domenica 13 luglio 2014. IV° SEMIINARIO "L.A. M.U.S.I.C.A." (2).

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
 
 
 
"L.A. M.U.S.I.C.A."
Laboratorio Arte Musicale Universale
Struttura Intima Conoscenza Archetipica 
Logo di Michela Garbati

 
 
IV° CORSO "L.A. M.U.S.I.C.A.".
Ultimo step della Tregiorni.
 
 

Si conclude qui il Corso "L.A. M.U.S.I.C.A." (Laboratorio Artistico Musicale Universale Struttura Intima Conoscenza Archetipica)... ma il confine diviene subito soglia. Infatti Mariano già intravedere il prossimo passo da compiere per il G. A. G. (Gruppo Artistico Globale), che ora deve avventurarsi e spingersi verso una nuova fase di sperimentazione. Si prevede di organizzare dei weekend che introdurrà e concluderà Mariano, ma il Laboratorio in quanto tale lo dovranno tenere i partecipanti, i referenti delle diverse Arti e il preside del Corso: Enzo Bellomo. Durante il Laboratorio, tutti cercheranno di intrecciare le diversi Arti per creare uno spettacolo sempre più vicino a Realtea.

La giornata incomincia evidenziando le zone tenebrose e luminose dello spettacolo della sera precedente e facendone il Blow up.

Grazie a tutto il percorso del "Corsaggio" e del corso "L.A. M.U.S.I.C.A." siamo tutti un po' "invecchiati", ossia diventati più saggi. Questo è proprio l'appannaggio dell'Utero devoto: far fare in poco tempo un viaggio molto più lungo e importante. 

Anche oggi Mariano ci introduce degli importanti spunti teorici, riprendendo ad esempio l'Unità didattica "L'esistenza come crocevia - Storia e Metastoria". Tutte le Arti, dice, sono racchiuse in ciò che è il Viaggio della Vita. Le Arti sono la Vita con le sue emozioni, paure, pesantezze ed alleggerimento. Qual è il senso della Storia? L'esistenza, che senso ha? Tutti gli artisti si pongono queste domande e cercano delle risposte attraverso le loro opere. 
 
Mariano ci spinge a ritornare nelle nostre realtà associative cercando di individuare un gruppetto di musicisti ed artisti da coinvolgere per portare avanti il Progetto e la raccolta fondi della Fondazione Nuova Specie. In questa fase è importante che anche la Fondazione passi ad una fase fetogenetica, ossia una fase più organica e più improntata al crossingover. Dobbiamo diventare più flessibili e spostarci da un territorio all'altro; possiamo offrire possibilità di intreccio in leggerezza... non perdendo di vista il Globale massimo che deve essere la F. N. S. 

Mariano dedica tempo alla situazione di R. che si è arenato negli ultimi tempi; gli affianca due accompagnatori degni di questo nome: F. e G. Auspica a M. G. e ad E. di accompagnarsi l'una l'altra e portare alti i colori dell'Associazione alla Salute Veneto.
 
Il corso si conclude con un'ultima applicazione del Blow up al rapporto tra padre e figlio di P. e A., riprendendo il contributo che ognuno di loro ha scritto sulla propria arte di predilezione. Mariano ci ricorda che per fare una corretta applicazione del Blow up, bisogna essere: L. I. D. I. A., ossia lento - incerto - dubbioso - inedito - aperto. Occorre quindi tracciare percorsi β-γ (beta-gamma) rimanendo cauti e circospetti per raggiungere infine l'angolo π (pi greco) dell'apertura [vedi Unità didattica "Quadrangolare"]. Non può ovviamente mancare l'angolo α (alfa), in quanto bisogna procedere per ordine e partire dall'inizio del testo che si analizza. 
Che dire sull'applicazione di Mariano, sennonché è caratterizzata - come di consuetudine - da un forte spirito creatore? Quello spirito che egli riesce a mettere a servizio delle persone che accompagna. Lo spirito che permette di riprendere le fila ed intrecciarle in modo inedito, ricucire o scucire ciò che già da tempo si era sfilacciato.  

Grazie ancora, Mariano, per la bellissima teoria con cui ci hai fatto viaggiare sabato e domenica. Non vedo l'ora di riprenderla attraverso la deregistrazione degli atti. Buon proseguimento e buon "salto discendente" a tutti noi!

Cindy,
con la collaborazione di Gioele
 

sabato 16 agosto 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), sabato 12 luglio 2014. IV° SEMINARIO "L.A. M.U.S.I.C.A." (1).

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
 
 
 
"L.A. M.U.S.I.C.A."
Laboratorio Arte Musicale Universale
Struttura Intima Conoscenza Archetipica 
Logo di Michela Garbati

 
 
IV° CORSO "L.A. M.U.S.I.C.A.".
Primo step della Tregiorni.
 
 

E’ stata una giornata ricca e densa che può essere divisa nel suo racconto in due parti. 
Durante la giornata molta teoria, come sempre non ridotta alle arti comunemente dette, e alla sera il quarto Laboratorio G. A. G. (Gruppo Arte Globale).

Prima parte.

L’inizio della giornata avviene in modo singolare con Mariano che ci annuncia la scomparsa del Prof. Giuliano Piazzi, con cui aveva intrecciato in modo profondo e duraturo dagli anni in cui ha frequentato l’università di Urbino fino ai giorni nostri per più di 25 anni di fecondo “crossingover. Per celebrare in modo appropriato l’evento Mariano fa una riflessione sul rapporto/senso vita–morte collegandolo al rapporto/senso storia–metastoria che ho trovato particolarmente interessante. La morte è un ritorno all’origine, alla metastoria. Perché ciò avvenga in modo efficace però, il tempo storico deve essere vissuto esprimendo pienamente le proprie potenzialità uniche: per farlo dobbiamo liberarci (tema centrale nella Nuova Specie) dai limiti/condizionamenti che le relazioni da noi vissute ci hanno impresso.

Una metafora che esprime in modo eccellente quest’obiettivo è diventare vecchi (saggi) e morire prima del tempo”. Morire nel senso di far morire tutte quelle parti già morte dentro di noi che come dei pesi non ci permettono di viaggiare nella storia in modo creativo ed inedito.
Per dare valore quindi alla notizia della scomparsa di Piazzi Mariano ci fa dono di una pubblicazione della Fondazione Nuova Specie dal titolo: Giuliano Piazzi. Il Copernico della sociologia; pubblicazione realizzata nel 2013 per celebrare il 25° della loro collaborazione.

Visto che teoria-prassi ci accompagnano sempre Mariano ci mostra la sua coerenza innestando queste riflessioni sul suo anno sabbatico in corso in cui possiamo osservare il suo cammino di allontanamento progressivo dall’essere legato alla storia (o meglio, ponendosi in una posizione più elevata, meno immersa direttamene) accompagnato dalla crescita dell’indispensabile discendenza la dove lui si ritira.

La riflessione si concentra ora sulla vita storica, sul collegamento tra i nodi impressi dalle relazioni che abbiamo vissuto e ciò che la vita stessa ci chiede di essere. Cosa ci chiede la vita? Di esprimere pienamente tutti i codici che la costituiscono. Quello simbolico, legato alla razionalità. Quello analogico, legato al territorio, alle gerarchie, al rapporto tempo-spazio. Quello bio-organico, legato alle emozioni che vivo dentro di me. Ed infine quello metastorico, in cui ci avvicinandoci alla nostra origine possiamo beneficiare di un bacino In.Di.Co. (Infinito Dinamico Complesso) di risorse. Attraversando varie unità didattiche, ovvero rappresentazioni dei meccanismi della vita per poter meglio comprenderla, arriviamo a riflettere sul senso profondo della croce intesa non in senso confessionale ma come simbolo in cui avviene il crocevia, ovvero il simbolo di tutto ciò che ci può capitare nella vita. Collegando questo a quando detto sopra l’esistenza può essere intesa come crocevia tra storia e metastoria.

Partendo dall’assunto che la vita ha bisogno di rinnovarsi continuamente perché solo così può restare in viaggio Mariano contemplando il luogo in cui la vita si esprime nella modalità più sacra, la Gravidanza, ci espone le tre parti del viaggio della Vita:
  • Cacciata, in cui si sprigionano tutti i mali dell’esistenza;
  • Tunnel stretto, in cui viviamo l’angoscia, la mancanza di prospettive; 
  • Terra promessa, in cui arriviamo ad incarnare le novità che prima si sono generate.
Arrivano le tre di pomeriggio quando sospendiamo la prima parte, non abbiamo ancora pranzato e non abbiamo fatto pause. Normalmente sarebbe stato difficile restare così tanto ad ascoltare “una lezione”. Ma la modalità globale messa a punto da Mariano in cui vengono coinvolti tutti i codici della vita ci fa “vivere” il corso invece che ascoltarlo e la vita, riconoscendone il beneficio, ti dona risorse insperate.

Seconda parte.

Entriamo nella sala arredata dal coordinamento del Laboratorio. Ad ognuno viene consegnata una candela e non sappiamo quasi nulla di ciò che accadrà. L’inizio è sorprendente con G. che fa un monologo ma non lo vediamo direttamente, bensì registrato e proiettato in tempo reale. Mi piace molto e un po’ mi inquieta. Ad un certo punto G. “sfonda” il muro che separa il teatro dagli spettatori ed inizia a tessere la trama della serata, prevista solo in parte. Il senso del Laboratorio è di provare ad andare oltre all’idea di arte teatrale e provare a rappresentare la vita direttamente, esprimendo un prodotto inedito anche a chi lo rappresenta. Si alterneranno momenti più leggeri e divertenti, ad altri più profondi e dolorosi. Recitazione, danza, ballo, musica, uso del corpo, improvvisazione totale. Con il fuoco come legame invisibile ma potente G. accendendo la candela di ognuno crea quasi una sorta di parto in cui la persona ha la possibilità di ri-entrare nella storia con una modalità diversa avendo la possibilità di esprimere tutti i codici. Teatro che non rappresenta la vita ma che è esso stessa vita che si rinnova.

Alla fine della serata siamo euforici. E’ stata una “prima volta” con questa modalità che ha emozionato e coinvolto tutti. In bocca al lupo per il futuro G. A. G. so che ci sorprenderemo assieme!!!

Flavio

sabato 9 agosto 2014

Cassola (VC), domenica 29 giugno 2014. EMOZIONI IN MOVIMENTO - ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE VENETO. Terza giornata.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia






"EMOZIONI IN MOVIMENTO".
TREGIORNI VENETA.
Terzo step. 



Siamo alla terza e ultima giornata di questo corso-isola geografica-temporale-emozionale: in uno spazio scuola dell’infanzia diventata giungla, dove i bambini esplorano e trasformano spazi solitamente proibiti e controllati e gli adulti esplorano movimenti, ritmi, andature, danze, risate,  giochi, abbracci, intrecci… che una cultura molto parziale limita o vieta; in un tempo che trasforma tre giorni in una settimana; in attività che dinamizzano le immersioni e centrifugano le emozioni. 

La mattina inizia con una prima conduzione di G. T., che dopo la dinamica di ieri è stato invitato ad esplorare il suo potenziale creativo e ad “essere attivo”. Si intrecciano quindi le proposte dei tre splendidi conduttori. Ci dedichiamo un bel po’ di tempo ad ascoltarci, a metterci in contatto ognuno con se stesso, il proprio respiro e il proprio cuore che ci danno un ritmo personale, un movimento che parte dall’interno, ben radicati con la terra. Con gli occhi semichiusi ci permettiamo di affinare i sensi interiori attraverso un movimento “alla moviola” senza perdere il contatto con l’esterno; giochiamo a trovare nuovi movimenti e andature tondi o spigolosi, determinati o flessibili… fino ad elaborarne uno di personale da offrire al gruppo.

Mentre i ragazzi intrecciano liane tra gli scivoli e il castello… un cerchio di donne, con presenza di ritmo e voce, sostiene e ammira gli uomini che si aiutano reciprocamente ad esplorare e modulare il loro MASCHILE, e la loro potenza scaturisce con intensità in una eruzione di movimenti ritmi, suoni, grida… primordiali. Poi è il turno dei maschi a sostenere e ammirare le donne… A volte “la voce non viene”, il bacino “così sconvenientemente scandaloso”, irrigidito da un’educazione immobilizzante, non si muove… Anche le donne si aiutano, sostenute da  un cerchio di uomini  che, senza giudizio, si rendono disponibili a ri-conoscere le DONNE nelle  donne - bambine,  donne - madri,  donne - maschio, donne - Madonne, donne - giocattolo… .

Non si può spendere troppe parole per raccontare esperienze che si possono solo vivere. Si può fare teoria, come insegna il Metodo alla Salute.


In questo CROSSINGOVER di per-corsi, di vie-metodi… vediamo proprio, grazie alla sensibile e profonda conduzione di Graziana, l’esperienza può diventare SEZIONE AUREA e IL FARE TEORIA permette di dare parole a ciò che parole non ha. Permette di interpretare e dare un senso al proprio vissuto attraverso le metafore del GRAAL delle Profondità della Vita, del CUM-MUNITOMETRO, del QUADRANGOLARE, dell’ HOMELIFE… e in questo “SENSO RI-ARTICOLATO “, con arte e arti nuovi, si può anche “dare una prospettiva a ciascuno”, intrecciando vite e percorsi nel tentativo di “andare oltre la storia”, oltre ciò che “sembra un destino a cui rassegnarsi”.
Con la Regola del C.A.C.A.R.E., quindi con l’intento di COSTRUIRE, si parte con l’APPREZZARE: TUTTI hanno apprezzato molto questo crossing-corso. Sono stati apprezzati molto i conduttori, in particolare Giusi, Giuseppina, Primo e Graziana (cioè ciascun-tutti) che sono stati sempre tra loro sintonizzati in un’armonia di sensibilità, attenzione, audacia, attesa, allegria, proposte, sollecitazioni, ironia, disponibilità… Sono stati apprezzati gli organizzatori, in particolare Renato e Maria Grazia, che con amore fiducia e tenacia lo hanno visto nascere (o fatto nascere?!) e crescere questo crossing-corso. Sono state apprezzate le attività, che con la loro gradualità, varietà, fisicità, “divertentezza”, intensità, poesia… hanno permesso di andare in profondità “fregando” le barriere e le menate del codice verbale-intellettuale. E’ sembrato un “rito” dilatato.

I partecipanti sono stati e si sono auto-apprezzati perché con onestà, apertura, accoglienza e attivazione… si sono amalgamati in una banda jazz suonando ciascuno il proprio sé profondo.

CRITICARE: alcuni si sono stupiti/lamentati di come sia poco riconosciuto il  valore e il  potenziale di questo crossing-corso e, avendolo esperimentato, si dichiarano entusiasti promotori ed “esportatori” in altre regioni.

Chi aveva espresso la critica, o la perplessità, per la presenza dei bambini/ragazzini a dinamiche forti… è arrivato alla fine con la risposta: oltre a vederli giocare tranquilli a fianco e in mezzo alle dinamiche, grazie alla teoria ha visto i ragazzi “coinvolti e invasi” compiere un salto qualitativo di elaborazione e partecipazione.

Qualcuno ha espresso la critica alle dinamiche più forti e/o più lunghe, nelle quali il contatto fisico aggressivo e l’insistenza sconfinano con la violenza. Viene riconosciuto che, pur essendo “l’ultima nota da suonare”, la spinta che viene data vuole essere come quella della levatrice che “forza amorevolmente in modo deciso” per sbloccare nodi profondi.

ASCOLTARE: l’ascolto è stato quasi inevitabile e attraverso tutti codici; infatti tutti hanno potuto RICONOSCERE, o sono stati aiutati a riconoscere, parti proprie che sono emerse nella loro infantilità e vanno riconosciute accolte e sfamate, e parti nuove che vanno potenziate in una progettualità e condivisione più adulte. Ecco che per ognuno Graziana riesce a ELABORARE un compito, un impegno… per giocare - “esperimentare” , fare angolo gamma delle parti nuove (siano esse il fare festa, chiedere un bacio, organizzare un corso di danze espressive del  femminile, rinforzare il rapporto con se stessi / base della Piramide del Sarvas, intrecciare relazioni con altri uomini / altre donne, sdoganarsi da un’autoimmagine “suoresca” e diventare un po’  “puttanesca”, … ognuno accoglie ciò che è buono per sé, anche dai compiti per gli altri.


Siamo tutti stanchi, sono le dieci di sera quando concludiamo questi tre giorni magici onorando i conduttori e i genitori di questo veneto-evento con una, a loro dedicata, “amorevole passeggiata degli Angeli”.


Danzatrice
piena di emozioni
in movimento 
 

venerdì 8 agosto 2014

Cassola (VC), sabato 28 giugno 2014. EMOZIONI IN MOVIMENTO - ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE VENETO. Seconda giornata.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia






"EMOZIONI IN MOVIMENTO".
TREGIORNI VENETA.
Secondo step. 



La giornata inizia alle 9.00 della mattina alla scuola materna di Cassola in provincia di Vicenza.

Quello che ci  aspettavamo di vedere era una fusione di espressioni corporee e artistiche con il Metodo alla Salute utilizzando tecniche e giochi tipici del teatro fisico e della danza movimento terapia.

Noi ci siamo avvicinati a questa esperienza proprio perché entrambi stiamo cercando di chiarirci le idee se intraprendere un percorso nel teatro, con corsi e rappresentazioni: uno di noi per riallacciare un percorso già intrapreso e l’altro per vincere le proprie resistenze nel parlare in pubblico.

La mattinata si è svolta sotto la guida di Primo e Giuseppina di “Oltre il Movimento, che attraverso esercizi specifici,  hanno cercato di farci entrare in contatto con le sensazioni del nostro corpo e con le nostre storie personali; si cercava di sentirsi e di sentire gli altri in relazione a noi in maniera nuova, più profonda.


I primi esercizi hanno avuto lo scopo di rompere il ghiaccio tra chi non era stato presente il giorno precedente e i veterani, inoltre hanno funzionato anche come un primo riscaldamento.

Il modo migliore per iniziare a conoscersi è farsi una bella risata di gruppo e la prima serie di esercizi verteva proprio su quello: posizionati in cerchio, ci è stato chiesto, dopo un  paio di esercizi di riscaldamento di ridere in maniera forte e fragorosa tutti insieme, con l’intento di mettere in movimento i muscoli della pancia e di distendersi; dopo di che ognuno di noi doveva mettersi al centro, presentarsi, dire cosa fa nella vita (poteva anche trattarsi di un mestiere inventato) e prendersi le risate degli altri, non in maniera dispregiativa, ma come a creare una sorta di complicità; “ridere con te, non di te” come ha giustamente sottolineato Primo.

Subito dopo siamo stati invitati a dividerci in gruppi da 3 fino a 5 componenti,  con le persone che  avevamo vicino e a posizionarci in cerchio. Con un sottofondo rilassante uno dei componenti si posiziona al centro e mentre tiene gli occhi chiusi gli altri gli passano le mani sul corpo in maniera delicata e dolce come a voler riprodurre la pioggia; a turno tutti i componenti del gruppo ricevono o donano le carezze ai compagni.

La parte importante di questo esercizio, è la partecipazione di tutti i presenti, la sensazione positiva non si conclude con il ricevere ma anche fare le carezze all’altro ha un effetto su di noi; non ci sono azioni passive e attive, tutti ricevono e donano qualcosa.

Una serie di esercizi successivi, riguardavano il movimento nello spazio, cioè muoversi per cercare di riempire tutti gli spazi vuoti che si formavano nella stanza. All’inizio la camminata era libera, in seguito ci veniva chiesto di muoverci in linea retta da punto a punto o di muoverci con delle curve o dei cerchi; dopo di che ci si doveva  muovere  in maniera scattosa con le varie parti del corpo o in maniera morbida e tondeggiante.

A termine di questa serie di esercizi siamo stati invitati a fare un piccolo bilancio personale su quello che abbiamo provato, capire perché abbiamo agito in un modo o in un altro incontrando gli altri e ad analizzare  cosa il nostro corpo cercava di comunicarci in quei momenti senza giudicarsi, ma solo prendendo atto.

L’esercizio conclusivo della mattinata era una fusione delle esperienze precedentemente provate: ci è stato chiesto di dividerci a coppie e di affrontare uno “scontro. Un componente della coppia da un lato della stanza e l’altro dall’altra. Capeggiati e sostenuti da un lato da Giuseppina e dall’altro da Primo, abbiamo da un  lato, con gesti secchi e netti, rappresentato il maschile e, dall’altra parte, con movimenti morbidi e sensuali il femminile. Al centro su una linea di separazione avremmo dovuto fronteggiarci cercando di mantenere la propria gestualità, senza lasciarci convincere dall’altro a ripetere i gesti e i modi dell’avversario. Nella fase successiva le due parti si sarebbero dovute scambiare i ruoli, la parte maschile avrebbe dovuto diventare femminile e viceversa.

Tutto per educare i propri neuronispecchio e i propri corpi a non cedere a ciò che si vede ma a mantenere la propria gestualità e la propria fisicità.

Durante la serie di esercizi della mattinata e soprattutto dopo quest’ultimo alcuni di noi si sono immersi nei propri vissuti e sono riusciti a “sfogarsi”, come ha giustamente detto una giovane componente di questo gruppo. Il nodo centrale delle immersioni, è  stato per tutti coloro che sono riusciti ad addentrarsi nelle proprie profondità, lo scontro/equilibrio di maschile e femminile che ognuno di noi si porta dentro e che si riflette nei rapporti con l’esterno, con la famiglie e con gli amici.

Una ragazza, accompagnata da altre donne, si è liberata del proprio peso durante gli esercizi del movimento nello spazio, lasciandosi andare ad un pianto profondo; una coppia si è confrontata sui propri ruoli nella coppia, sottolineando e cercando di tirare fuori il proprio maschile o il proprio femminile ripetendo l’esercizio dello scontro delle coppie, era evidente la ricerca da parte di entrambi di riscoprire il ruolo che ricoprono nella propria famiglia e nella loro relazione; un’altra ragazza ha affrontato, ancora una volta tutto quello che le è stato portato via dalla famiglia d’origine, aiutata da tutti, donne e uomini, per riuscire a tirare fuori e a rompere i legami compromessi, soffocanti  e snaturati con la propria famiglia  e accogliere quella parte di se che ha dovuto reprimere e allontanare. Tutto questo ha colpito le persone che erano intorno provocando anche in altri, pianti e conseguenti bisogni di accoglienza.

Alle 13.45 siamo andati a mangiare un boccone e abbiamo ripreso alle 14.20.

Nella parte pomeridiana abbiamo proseguito con nuovi esercizi sotto la guida di Giusi dell’Associazione  “Di Sana Pianta”.

I primi esercizi riguardavano la mobilità e la fluidità delle varie sezioni principali del nostro corpo, la nostra aderenza alla terra e come questo legame influenzasse  il nostro modo di percepire il nostro corpo e ciò che ci circonda.

Abbiamo anche lavorato a coppie con un esercizio molto particolare che ha stimolato la nostra creatività e la nostra fantasia. L’esercizio consisteva in un gioco: la prima persona sceglie una posizione, la seconda ne sceglie un’altra come se fosse una statua di cera che si modella sul primo soggetto, ma senza contatto fisico, una volta scelta la posizione della seconda persona la prima sceglie un’altra posa sempre legata all’altro soggetto ma senza contatto e così via fino alla fine della musica. L’esercizio ha diverse evoluzioni, da una coppia siamo passati a lavorare a 4 persone e poi tutti insieme abbiamo fatto un’enorme statua di cera a più soggetti.

Sullo stesso tipo di  idea per stimolare la fantasia e per muoverci influenzati dagli altri, abbiamo fatto un altro esercizio: questo consisteva nel lavorare all’inizio a coppie, cercando di muoversi simultaneamente prima uno di fronte all’altro e poi uno dietro l’altro. Dopo l’esperienza a coppie ci siamo uniti in una fila da 4 componenti alternando la persona in testa alla fila, questa  aveva il compito di cambiare passo e movimenti per tutti i componenti del suo gruppo, quindi con una certa attenzione a selezionare movimenti e marce che fossero eseguibili e che allo stesso tempo fossero fantasiosi.

Da ultimo atto di questo esercizio ci siamo uniti tutti in un’unica fila in cui alternavamo i “capi” con sempre maggiore frequenza, portando così le persone a muoversi sempre più frettolosamente e rapidamente,  aumentando così l’attenzione di tutti.

Per concludere la parte pomeridiana Giusi ha suggerito un esercizio molto particolare e emozionante: “La camminata degli angeli”.

Posizionati su due file spalla contro spalla, una fila di fronte all’altra, a turno una persona cammina in mezzo alle altre persone con gli occhi chiusi e gli altri hanno il compito di condurla e di farla sentire a proprio agio lungo il percorso, abbracciandola, accarezzandola, tenendola per mano, sussurrandole parole, cantandole la canzone e facendole percorrere tutta la galleria.

La passeggiata ad occhi chiusi ha permesso sia a chi la stava percorrendo sia a chi ha condotto di partecipare a qualcosa di molto forte e coinvolgente, non facile da spiegare.

Dopo una breve pausa ci siamo riuniti in cerchio per iniziare un breve bilancio della giornata.

Dopo aver ascoltato il presidente e il vicepresidente dell’Ass.na alla Salute Veneto che spiegavano le origini di questa iniziativa e di come fosse nata dall’impegno comune di tutti i partecipanti nei vari anni, Graziana dell'Ass.ne alla Salute Bari ha chiesto, come fosse andata l’esperienza e cosa avessero provato, ai ragazzi più giovani  presenti, le due ragazze hanno espresso chiaramente il fatto che si rendevano conto di come l’esperienza avesse giovato ai genitori, mentre uno dei due ragazzi ha riconosciuto valido quello che si è fatto nell’arco della giornata.

Rivolta alle altre persone ha chiesto il motivo per cui avessero partecipato a questa iniziativa, se già la conoscevano, se era la prima volta che partecipavano, se era stata un’esperienza proficua. Molti dei presenti avevano già partecipato e chi non aveva mai partecipato era comunque legato al Metodo alla Salute e alle sue iniziative.


Dopo un lungo tentativo da parte di molti di portare a comunicare un membro del gruppo, da sempre barricato dietro ai suoi silenzi con  conseguenti reazioni di chi è coinvolto direttamente nella vita del ragazzo e da parte di chi sta vivendo situazioni simili con persone della propria famiglia, ci siamo salutati sperando di rivederci il prima possibile.

In conclusione, il lavoro di rendere più emozionale e profondo il meccanismo artistico teatro-danza, ha permesso di riuscire ad entrare in contatto con il proprio corpo e con la parte più profonda e sensibile dell’animo, facendo vedere sotto una nuova luce la recitazione, la danza e il modo di esprimere i propri sentimenti e sensazioni attraverso il corpo.

Anche se sono stata partecipe ad una sola giornata di questa tregiorni ha avuto un gran valore per me, sia per l’esperienza in se che è stata sicuramente piacevole e innovativa, sia perché mi ha permesso di capire molte cose, perché mi ha aiutato a cogliere nuovi aspetti delle persone con cui ho fatto questa esperienza e perché ho conosciuto persone nuove, cosa che porta sempre a un nuovo arricchimento.

Melissa Bonfanti

giovedì 7 agosto 2014

Cassola (VC), venerdì 27 giugno 2014. EMOZIONI IN MOVIMENTO - ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE VENETO. Primo giorno.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
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EMOZIONI IN MOVIMENTO.
TREGIORNI VENETA.
 Primo step.



Anche quest’anno, con grande impegno, l’Associazione alla Salute Veneto è riuscita a organizzare una innovativa tre giorni, Emozioni in Movimento,  aprendo il nostro territorio e le nostre case nell’ospitare  partecipanti provenienti da varie regioni, vicine vicine e lontane lontane.

L’accoglienza si apre con un caloroso cerchio di presentazione condotto da Maria Grazia e Renato che ci presentano il valore e il programma della tregiorni ricollegandola alle precedenti e ben riuscite sperimentazioni. Dalle comunicazioni, timide e sfacciate, emerge chiaro il desiderio, per tanti di noi, di tornare a vivere il proprio corpo, di liberarsi, di esprimersi e scongelarsi.


Entriamo subito nel vivo, rompiamo gli indugi! Ci accompagna sapientemente e con leggerezza Giusi, attraverso danza, giochi creativi e attività di percezione e ascolto che hanno aiutato molto a creare una bella atmosfera e a sciogliere differenze d’età e di provenienza, ci conosciamo attraverso i corpi.

Si sono svolti balli e danze molto armoniosi con l’intento di far apprendere a tutti noi l’importanza di usare il corpo per esprimere ciò che siamo o non riusciamo ad essere anche lavorando “in coppia” . Interessante e divertente il gioco in cui la coppia doveva danzare tenendosi in collegamento attraverso un laccio che non doveva mai “perdere la tensione”… tanti gli spunti, tante le sensazioni

Dopo l’intensa mattinata in cui ci siamo lasciati condurre e sorprendere da Giusi ci lasciamo coccolare dai manicaretti de “La Mena” , luogo accogliente, ospitale e devoto in cui si è svolta questa prima giornata di immersione attraverso il corpo.


In tarda mattinata ecco arrivare altri provetti danzatori ed esperti conduttori, la famiglia Cadorin con tanto di prole, Alberto, Diego e Marcello, Emanuele e Lucio, Primo e Giuseppina, coppia vulcanica  per completare l’ottimo lavoro svolto nella mattinata da Giusi.

Nella seconda parte della giornata ci scateniamo con balli ritmati, energici e intensi per poi passare a due “MOVIMENTI” che ci regalano grandi EMOZIONI. 

Il primo, una immaginaria foresta umana nella quale noi eravamo alberi ed accompagnavamo un viandante a non perdersi e abbandonarsi tra i nostri intrecci che chiudendo gli occhi si lasciava trasportare ed accogliere dagli alberi stessi.
Il secondo, un caloroso cerchio di corpi, detto utero che permetteva a chi voleva di farsi accogliere roteando nel  suo perimetro interno abbandonandosi e affidandosi agli altri.


Ci avviamo al calar della sera con Graziana… è il tempo del Fondo comune, di rileggere il vissuto emerso e le sensazioni provate alla luce della teoria che è alla base del Metodo alla Salute. Viene messa in risalto l’importanza dell’uso del corpo per capire quali sono le parti nelle quali ognuno di noi e’ bloccato nelle emozioni e nella relazione con se e con gli altri. In tanti si raccontano, si svelano nelle difficoltà e nelle sabbie mobili in cui si sentono impantanati. La “Teoria, avvalendosi delle Unità didattiche, specie del GRAAL, ovvero griglie di lettura che ci aiutano a vedere come funziona la vita in profondità, riesce a rileggere i vissuti in termini di meccanismi di vita, riuscendo anche a dare delle prospettive di cambiamento.

Qualcuno, specie chi già in questa prima giornata ci ha e si è regalato immersioni personali, viene anche invitato a prendere un impegno per i prossimi giorni. Se vogliamo davvero cambiare sta a noi passare all’azione e non solo lamentarci eternamente! E lo si fa sul campo, facendolo e facendosi accompagnare.

Attendiamo fiduciosi le prossime giornate,

Marco C.