lunedì 22 settembre 2014

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), venerdì 29 agosto 2014. PRIMO STEP DELLA TREGIORNI DI PASSAGGIO FETOGENETICO.



FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia



 PRIMO STEP DELLA
TREGIORNI FOGGIANA:
RACCONTO GLOBALE.
 
"DAL CMS AL MAS.TR.O.:
PUNTO E... A CAPO".



Venerdì 29 agosto, presso l’Aula didattica globale “G. Stellabotte” di Foggia, Mariano ha aperto la Tregiorni con il Racconto globale della sua vita, al quale hanno partecipato tantissime persone provenienti da varie regioni italiane e dall’estero. Abbiamo stabilito insieme di mantenere questo appuntamento ogni anno, l’ultimo weekend di agosto, per far un bilancio come Fondazione Nuova Specie insieme a tutte le Associazioni alla Salute regionali e riprendere i lavori a settembre con nuove prospettive.

Mariano ha voluto iniziare il pomeriggio presentandoci i due neonati della rete, Gioele dalla Romagna ed Emma dalle Marche. Insieme a Marta, donna incinta, hanno rappresentato una benedizione per questa tregiorni segnata da un profondo passaggio per il Progetto Nuova Specie e la sua espressione fuori regione, su scala nazionale ed europea, viste le nuove strade aperte in Inghilterra dopo la prima Settimana intensiva internazionale di luglio.
 
Mariano ci ha fatto vedere alcuni dei suoi diari che contengono la memoria storica del Progetto, a partire dalla crisi che ha vissuto all’età di diciott’anni e che lo ha portato ad elaborare un nuovo punto di vista sulla vita. La cosa più curiosa è vedere il desiderio di Mariano di appuntarsi i suoi pensieri su pezzettini di carta di ogni genere, biglietti dell’autobus, tovaglioli di carta… per non perdere le sue intuizioni e riflessioni e con quanta cura questo materiale è stato raccolto e conservato in tanti quaderni che rappresentano un patrimonio per ciò che oggi vogliamo realizzare e hanno radici antiche incarnate nella storia e nella ricerca di un grande uomo metastorico che non ha mai smarrito l’anemos, lo spirito della vita.
 
Questa volta però Mariano non ha commentato uno dei suoi diari. Ha preferito, insieme a Giovanna,  raccontare poi teorizzare alcuni eventi forti accaduti quest’estate nelle loro vite, donando in maniera solidale i loro vissuti profondi in cui in tanti ci siamo potuti riconoscere. Mariano ha deciso di intitolare questo racconto “L’estate dei sintomi
 
E’ partito da un parallelismo con la storia di Giobbe che ha accettato di essere stato messo alla prova da Dio e di perdere molte cose a lui care, finché è stato toccato nel proprio corpo e lì si è ribellato a Dio. Mariano ci ha fatto riconoscere quanto i sintomi ci fanno entrare in crisi e ci spingono a cambiare. Se non cambiamo, i sintomi non si eliminano e tendono a tornare o ad amplificarsi.
Dal racconto di Giovanna iniziato da prima della settimana intensiva e dalla sua relazione significativa con Maria Grazia, una donna colta che lei ha sempre ammirata per la sua ricerca profonda del mondo femminile. Questo scambio con Maria Grazia e con il suo gruppo di lavoro ha portato Giovanna a vivere una dinamica metastorica legata alla sua storia personale e a sentirsi “Cenerentola” che viene riconosciuta da tante regine, non più considerata incapace da un punto di vista intellettuale per giunta non difesa dalla madre.
 
Gli eventi forti, pur rappresentando un positivo, sconvolgono l’equilibrio che ci siamo costruiti per tanti anni e su cui abbiamo riorganizzato la nostra vita, come ad esempio il controllare la nostra svalutazione attraverso la rigidità del corpo. E lì emergono i sintomi: vertigini, nausea, giramenti di testa… come nelle montagne russe. Il rischio è di dare ai sintomi una spiegazione banale o una lettura medicalizzata, invece servono interpretazioni più globali. Mariano, attraverso la teoria, ci ha dimostrato come il venir meno di una soluzione blocca le nostre funzioni più antiche, come l’equilibrio e l’intestino che rappresenta il contatto tra il nostro interno e l’esterno. Se riusciamo a mantenere un punto di vista più globale sulla nostra vita, abbiamo meno paura della malattia e della morte e dopo averli attraversati,  i sintomi tendono a diminuire. L’accompagnatore non deve spazientirsi e deve essere capace di fare una teoria globale proprio perché ha attraversato le stesse cose, come Mariano che avendo attraversato sintomi simili in precedenza ha saputo riconoscerli e metterli da parte per accompagnare Giovanna che stava affrontando un negativo molto forte.
 
Nell’affrontare la fase sintomatica, è importante custodire un approccio positivo alla crescita che stiamo compiendo, vedendo ciò che stiamo migliorando, e non ciò che ancora ci manca. Infatti il sintomo ci spinge proprio lì dove non siamo mai voluti andare e le vertigini sono la paura di stare in piedi, il senso di responsabilità e la paura di diventare adulti. Il senso di morte profonda che viviamo nasce dalla morte dei nostri vecchi equilibri. Dobbiamo affrontare una risalita reale nella quale possono esserci le ricadute, ma dobbiamo andare oltre il negativo che il sintomo ci fa vedere.
 
Un altro segno importante per Giovanna è avvenuta al mare mentre passeggiava con Mariano. Racconta che si è sentita penetrata da raggi solari che le hanno procurato segni sul braccio sinistro e colpito la parte sinistra della testa. Volendo dare un’interpretazione più ampia, Mariano ha voluto vedere un segno nel fatto di essere stata colpita nella parte sinistra della testa che rappresenta la razionalità, una soluzione che Giovanna ha dovuto adottare per più di 40 anni per non sentire un dolore profondo.
 
Parlando del suo vissuto rispetto ai sintomi tornati poco prima della Settimana intensiva internazionale, Mariano attraverso la teoria globale è riuscito da solo a transitare e a ridurre i sintomi. Il 23 agosto poi lo ha comunicato a Giovanna e ha spiegato attraverso il Cum-munitometro come lui abbia vissuto le relazioni con gli altri attraverso gli obblighi-doveri e le funzioni-ruoli e quanto desiderio abbia di viversi l’impegno e il dono-regalo nelle relazioni. Ha ricontattato la sua parte bambina addolorata e ha riconosciuto la sua “generosità verso il genere umano” (Francesca docet) che è stata il motore della sua vita.
 
Mariano ha concluso con altri due segni: il primo attraverso Francesca che ha sognato che sta per avvenire un cambiamento epocale e il secondo che Mariano ha visto a Campo Marino, al “Lido dei Coccodrilli”, tanti pesci piccolini che rappresentano i bambini e gli adolescenti che sono sempre più presenti nel progetto e hanno completato il ciclo generazionale.
 
Il commento di Mariano su l’estate dei sintomi ha risvegliato i vissuti di molte persone, tra cui Cristian e Valentina che ci hanno raccontato come grazie al percorso di questi anni sono riusciti da soli ad accompagnarsi di fronte al riemergere di sintomi forti in Cristian. E’ stato significativo per far riconoscere gli strumenti che una persona, una coppia, una famiglia… può sviluppare per poter crescere superando i propri  nodi storici.

Sandra

sabato 20 settembre 2014

Troia (FG), venerdì 19 settembre 2014. COMUNICATO STAMPA DELLA FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS. Nascita della Cooperativa "Anemos". Quattrogiorni marchigiana.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
 
 
 
COMUNICATO STAMPA
DEL 3 FEBBRAIO 2014

NASCITA
DELLA COOPERATIVA
"ANEMOS".
 
 
Carissimi tutti e care associazioni,

il 2 e il 3 ottobre ci sarà una due giorni molto importante per il Metodo alla Salute e il Progetto Nuova Specie. Infatti, nella mattina del 2 Ottobre alle ore 10 andremo dal notaio io [Silvio], Barbara, Raffaele, Giovanna e Mila per costituire la Cooperativa "Anemos", che rappresenterà il braccio operativo della Fondazione Nuova Specie a livello nazionale. Per onorare e festeggiare questa importante nascita, il pomeriggio del 2 ottobre alle 16.30, Mariano condurrà il "Salotto letterario globale", durante il quale commenterà il testo della canzone "Cerco la tua voce" dei Gen Rosso. Il "Salotto letterario globale" si terrà al Bar Life di Moris, che è anche il luogo dove avrà sede il prossimo centro operativo del Mas.Tr.O., una stanza di 85 metri quadri adiacente al bar, che abbiamo preso in affitto. Terminato il "Salotto letterario globale" ci sarà la festa e potremo tutti fare casino e scatenarci nei balli a ritmo di musica.

Il pomeriggio del 3 ottobre alle ore 17 ci sarà il convegno dal titolo "Cooperare per creare… salute" che si terrà in Ancona presso la sala conferenze di Palazzo Camerata, un bellissimo palazzo del '500 in pieno centro storico. Durante il convegno, al quale parteciperanno le pubbliche autorità cittadine e importanti professionisti, presenteremo pubblicamente la Cooperativa "Anemos". A questo link:
trovate la bella locandina fatta da Luca Pieroni, nella quale potrete leggere tutte le informazioni e che potete divulgare nei vostri territori.

Inoltre, per chi vorrà trattenersi dopo questa importante due giorni, il 3 e il 4 ottobre ci sarà il Festival nazionale "Biosalus" ad Urbino, nel quale Mariano è stato invitato ad intervenire in un convegno.

La Cooperativa "Anemos" sarà il braccio operativo della Fondazione Nuova Specie e la sua nascita rappresenta il passaggio da una fase embriogenetica, nella quale ogni associazione è potuta crescere al suo interno e in modo distinto, a una fase fetogenetica nella quale i vari organi-associazione dovranno sempre di più esprimersi come un unico organismo complesso, rappresentato dalla Cooperativa. Per facilitare e far avvenire questo passaggio, a cui ognuno di noi dovrebbe tenere, è molto importante che ogni organo-associazione sia presente già dall'inizio. Per questo, invito calorosamente i rappresentanti delle varie associazioni, gli associati e tutti coloro che vogliono contribuire e partecipare a questo salto evolutivo del Progetto Nuova Specie, a partecipare a questa importante due giorni.

Un bacio fetogentico a tutti,

Silvio

 
Fondazione Nuova Specie ONLUS

71029 Troia (FG)
C.F. 94084660714



venerdì 12 settembre 2014

San Giovanni Rotondo (FG), sabato 26 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE RACCONTATA DALLO PSICHIATRA LONDINESE DR. REX HAIGH, esponente del Royal College of Psichiatrists.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE. SCRITTO DELLO PSICHIATRA LONDINESE REX HAIGH, ESPONENTE DEL ROYAL COLLEGE OF PSYCHIATRISTS. 

"La vita sul Tappeto magico".

Per tutta la settimana sono rimasto seduto su una sedia nella sala conferenze, sul un pavimento piastrellato, guardando un po' con invidia gli eventi in corso sul Tappeto magico, nella parte anteriore della sala. Penso che sia circa 3m x 6m, con la sfondo blu cobalto e motivi simmetrici floreali e geometrici in rosso carminio, senape, bianco e nero, con una tessitura grossolana. Benché fosse un po’ pacchiano, sembrava uno spazio quasi sacro in cui gran parte del vero e proprio lavoro e dell’intenso supporto fisico ha avuto luogo. Ho notato che, dietro le quinte, avevano una collezione di tappeti, lenzuola e cuscini molto morbidi che sono stati portati fuori di volta in volta.

Quando [si è riempito], ho contato trentasette persone sul Tappeto, tra cui un bambino piccolo, un neonato, probabilmente una dozzina di bambini, una ventina di adulti e due cani (l'unica concessione al "Greencare")!

Dettaglio del "Magic Carpet"!

Ma molto più interessante rispetto ad [alcune dinamiche forti] accadute lì, è stato proprio ciò che stava succedendo su questo Tappeto: sembrava stessimo vedendo in atto una vera e proprio "sub-cultura", nel modo in cui il contatto fisico transitorio si manifestava in continuazione su di esso, senza parole definiva; spiccava l'importante supporto fisico anche intimo ma non di natura sessuale creando rapporti fisici a breve termine. Quindi, per cercare di essere il più obiettivo possibile su questa cosa di così fluida, dinamica e senza parole, voglio iniziare con una "Gerarchia di Prossimità", che ben presto ho osservato. Ma che cosa è questa gerarchia? Diverse risposte hanno attraversato la mia mente nel corso della settimana - tra cui: 

  • Familiarità con il Metodo (forse come le persone all’interno del gruppo ed i bambini); 
  • Come le persone prima lontane dal Tappeto erano entrati nel processo di "transizione" (più si è dentro il processo di "transizione" più si era attivi e partecipi alle attiva sul tappeto); 
  • Coloro che ho riconosciuto come "guide" del Gruppo trovavano molto più facile l'utilizzo dei loro corpi; 
  • Quanto “spazio dentro di loro” la gente poteva offrire come supporto - e dall'altro lato della medaglia, chi aveva più bisogno di essere sostenuto (questo tipo di supporto fisico poteva avvenire anche nelle sedie, con la gente seduta ai lati, davanti e dietro - ma più comunemente è accaduto sul Tappeto. In realtà, le persone particolarmente agitate e o arrabbiate erano spesso guidate dalle loro sedie sul Tappeto da un paio o un gruppo di persone). 
  • Come le persone erano a loro agio nel toccare gli altri e con quanta spontaneità e senza autorizzazione esplicita lo facessero. Tenendo in considerazione i fattori culturali (non è certo un comportamento molto britannico), età, sesso, caratteristiche fisiche, ecc.
  • Come le persone erano ad agio con il proprio corpo; 
  • E probabilmente molte altre cose.

La Vita sul Tappeto

Allora, come si presenta questa gerarchia? Sono sicuro che gli accademici e scienziati sociali hanno fatto questa suddivisione con rigore molto più scientifico - ma volevo solo cercare di catturarla e comprenderla anche in relazione alla mia esperienza personale seppur fossi molto spesso ai suoi confini. Inoltre, volevo trovare un modo per comunicare con [i miei colleghi] in Inghilterra e integrarla nei nostri programmi terapeutici. Ho avuto un sacco di tempo per pensare a questo mentre ero seduto in aeroporto di Bari in attesa di salire a bordo del volo per tornare a casa che era in ritardo!

Partendo dalla “connessione minore”, questo è quello che ho compreso:
  • (1) i meno coinvolti erano persone che si sedevano lì, non in contatto tra loro, a gambe incrociate (1a) o con le gambe di fronte a loro (ginocchia piegate (1b) o con le gambe stese di fronte a loro (1c) a guardare chi stava parlando in quel momento. Quando un po’ più a suo agio o più familiari con le modalità del tappeto, la gente era più distesa, anche se ancora senza alcun contatto fisico con gli altri.
  • (2) Sdraiato su un gomito, a sinistra lateralmente o a destra-lateralmente (2a), o disteso sulla schiena (2b). Questo è praticamente tutto quello che potete fare da soli, quindi i successivi livelli della gerarchia introducono il contatto fisico.
  • (3) Il contatto più semplice, come la mano sulla spalla, testa, piedi o schiena (3a) - solo per un secondo o due; (3b) sostenuti per pochi minuti o più.
  • (4) come (3), ma con un gentile continuo movimento, accarezzare o sfregamento. 
  • (5) Accarezzare guance, accarezzare i capelli o strofinando la testa (quest'ultimo è più comune con i bambini) -, senza contatto con gli occhi (5a) o con un breve contatto con gli occhi (5b) o con un lungo contatto con gli occhi (5c).
  • (6) Il livello successivo della gerarchia del Tappeto che ho osservato e che a mio parere rappresenta uno stato significativo nella gerarchia, era il continuo contatto fisico di grandi aree del corpo. Questo sembra avere numerose varianti: (6a) seduto schiena a schiena, di fronte direzioni opposte; (6b) seduto accanto sia guardando nella stessa direzione; (6c) tenendo le mani, le dita insieme; (6d) si tengono per mano, dita intrecciate; (6e) abbracci, braccia intorno alle spalle e fianchi; (6e) seduto dietro o affianco, abbracciando o lasciandosi abbracciare; (6f); idem, ma anche avendo i volti molto vicini o; (6g) in contatto tra di loro. Poi passando alla (6h) testa appoggiata sul grembo di altri (6i) sdraiato insieme con pieno contatto tra la parte anteriore di una persona e la schiena dell'altra persona. I bambini piccoli spesso anche a pieno contatto pancia a pancia (6j), ma suppongo che quest’ultimo non è successo tra gli adulti a causa delle sue implicazioni sessuali. Tuttavia, intrecci completi a tutti i tipi di angoli e posture (possibile solo per bambini o giovani con notevole elasticità fisica) sono accaduti e probabilmente rappresenta (6k). 
  • Il livello successivo nella gerarchia, (7), sarebbe quella di aggiungere movimento - come accarezzare - mentre le persone sono già in quel contatto fisico continuo. 
  • Baciarsi - forse (8) - è difficile da collocare in questa gerarchia, perché si adotta in quasi tutti i livelli superiori (2). Anche in questo caso, se si volesse descrivere una gerarchia sul bacio, forse potrebbe essere descritto come (8a) baci in aria; (8b) guance laterali; (8c) fronte, naso, mento, spalle, collo, schiena; (8d) labbra (ma mai prolungato o remotamente di natura sessuale). 
  • Se questa scala continuasse, ci si potrebbe ben aspettare (9) di includere zone erogene; (10) ed eventualmente di diventare un rapporto sessuale ma, stranamente, questo non è mai apparso come una possibilità. Per "gli occhi dell'Europa settentrionale" che ho citato il primo giorno, è difficile dire esattamente perché questo non sia possibile ma penso che sia dovuto ad una combinazione di fiducia e di rispetto ("Mi fido di te che non si tratta affatto di sesso"), di motivazione comune (noi siamo qui per sostenerci a vicenda e migliorare la nostra salute) e di sensazione che "qualcosa di più importante si sta facendo qui", e che il sesso potrebbe confonderla o addirittura rovinarla. Si è visto anche nella quasi completa cecità dei sessi con cui le persone si sostenevano fisicamente a vicenda - che era solo diverso quando la circostanza lo richiedeva (come un uomo che necessita il supporto maschile in una discussione con una madre tirannica, o una donna che vuole comprendere cosa voglia dire il sostegno di un buon padre).


Dopo che le persone che dovevano viaggiare [percorrere] una lunga distanza per tornare a casa avevano salutato, il Tappeto sembrava un po’ vuoto - così, sentendo che avevo perso un’esperienza che poteva essere importante, piuttosto che stare seduto su una delle sedie della sala conferenza, ho pensato di farmi coraggio e di fare un tentativo. E 'stato bello. Ho resistito lì fino al bilancio finale che è finito a 00:25 il sabato mattina. Per la prima ora o giù di lì, ero felice con (1) e (2) - di curvarmi  sul tappeto come si potrebbe fare di fronte al fuoco o la TV a casa. Ma poi, come persone andavano e venivano, c'era un bel po' di contatto fisico simmetrico (3), brevi carezze (4) e lunghi abbracci di addio.

L'abbraccio è un'altra parte importante di tutto ciò che si è svolto qui, anche se ovviamente non tutti sono avvenuti sul tappeto, anche in giro per l'hotel era possibile. Nella sala conferenze, c'era un rito usato frequentemente giocoso e sincero. Ogni volta che qualcuno veniva abbracciato davanti a tutti, per qualcosa che avevano fatto o detto, tutti iniziavano ad applaudire e poi lentamente gridare: "Uno... due... tre... quattro... cinque ... sei... sette... otto... nove... dieci" (a volte anche fatto in inglese o tedesco) - di solito fino a dieci, ma fino a venti per quelli particolarmente speciali. Ho avuto uno di questi quando mi sono tuffato nella piscina, completamente vestito e gocciolante, alla fine della festa accaduta la sera precedente...

Quando ero sdraiato sul Tappeto, però, la facilità di tutto questo sembrava differisse in base alla persona con cui avevo il contatto fisico e mi aspettavo che questo non accadesse. Io ero pieno di nevrotici dubbi inglesi come – “Va bene anche faccia questo?”; “Penseranno che io sia presuntuoso?”; “Sto facendo questo correttamente?” e numerose preoccupazioni simili. Ma ovviamente con la testa preoccupante piuttosto che il cuore aperto, la grande domanda per me era quella di capire i segni e segnali che hanno permesso, mantenuto o sfociato questi pensieri. E' stato facile capire questo per le persone che erano visibilmente sotto stress – coloro che parlavano di argomenti emotivi, parlavano delle loro difficoltà, piangevano, così come i più apertamente arrabbiati, aggressivi e violente esplosivi: la gente tranquilla e compassionevole si spostata verso le persone e gli offrivano tutto il loro supporto fisico necessario. Infatti ho sperimentato personalmente questo più volte quando parlavo o ero chiaramente commosso - se stavo vacillando, o parlando di sentimenti forti, una o più persone quasi magicamente sono apparse accanto a me. E la mia esperienza è stata del tutto premurosa e amorevole - con gratitudine e apprezzamento reciproco - anche se un po’ imbarazzante per la mia riservatezza inglese!

Tornando a parlare del tappeto, quando stavo sdraiato a guardare il soffitto, c'era un membro del gruppo con cui ho sentito che avevo stabilito un rapporto particolarmente facile, che è venuto a sedersi vicino. Così ho (per lo più coscientemente, erroneamente e anche sbagliando pensato le cose che ho citato sopra) deciso di cercare il conforto e la connessione di contatto fisico - e ho spostato la mia testa sul suo grembo (6g, cf. supra). Dopo pochi minuti di carezze reciproche e di contatto, la situazione attiva del gruppo si è spostata - la gente si muoveva intorno a noi, e sono tornato seduto a gambe incrociate. Quindi, anche se probabilmente è stata la mia escursione più lontana in questo mondo di supporto fisico improvvisato, l’ho sentito molto significativo; si potrebbe facilmente descrivere con le parole TC come "appartenenza" o quelle analitiche come "contenimento".

Ma, tutto sommato, non sono riuscito ad identificare le “regole” - e in modo molto immediato ed emotivo è trascesa un'analisi strettamente oggettiva. Quando sono arrivato, ho trovato la quantità e l'intensità di tutto che ho osservato scioccante e energizzante in misura equa - e riesco a capire perché la gente può scappare (basata sulla paura della vicinanza, ovviamente). Ma, vedendo la genuinità e cura di questo intenso contatto fisico e l’autenticità delle persone convolte - credo davvero che deve essere preso sul serio come un serio intervento terapeutico, nel contesto e le circostanze giuste. Di qui il mio tentativo di dare un senso in questo modo in questo blog - ma vi prego di inviare risposte se avete qualche idea particolare.

Infine, per tornare alla teoria astratta, credo che sia assolutamente collegato alla vita pre-verbale - sia ontogeneticamente (come ci sviluppiamo, dai bambini che necessitano di nutrimento) e filogeneticamente (come ci siamo sviluppati come specie - con l'evoluzione di una sofisticata funzione corticale, che molti aspetti della vita moderna hanno erroneamente sostenuto rispetto a quelle limbiche). Ci dimentichiamo o sopprimiamo o ignoriamo le nostre emozioni - e le esperienze numinose e spirituali più profondi - a nostro rischio e pericolo.

La maggior parte delle psicoterapie riconoscono questo, ma alcune non lo fanno. Ma ho detto già abbastanza su questo prima!

Solo un pensiero su Greencare qui. Una cosa che dico spesso è che le persone con gravi condizioni si fidano degli animali molto più di quanto non facciano con gli esseri umani - ovviamente perché sono stati così gravemente delusi o abusati dagli esseri umani nel loro passato. Ottengono grande conforto dalla cura degli animali, e sono fisicamente molto liberi con loro - come in effetti sono la maggior parte delle persone. Questo può essere un precursore molto utile per ritornare a confidare nell'uomo per parlare e iniziare ad esplorare la loro esperienza terapeutica. Ricordo bene una giovane donna muta e profondamente depressa e ostile in un TC che è venuta in vita, esprimeva quasi una radiosità interiore, quando era con gli animali - ma tornata al suo mutismo impenetrabile negli incontri comunitari. Ma col tempo, passo dopo passo, ad esempio, parlando con lei quando era con gli animali, era in grado di impegnarsi nella terapia. Ma questo processo - di creare del contatto fisico rassicurante con gli esseri umani - sembra essere molto efficace per creare un corto circuito con la necessità di relazionarsi con gli animali, sviluppando molto rapidamente un livello inquietante di fiducia tra le persone.

Così, infine, qualche parola di ringraziamento per coloro che hanno reso questa straordinaria esperienza possibile. Tutto è iniziato con Enzo Bellomo, il cardiologo italiano che ho incontrato a Londra un paio di anni fa, quando stavo parlando ad un evento di James Naylor Foundation. Dopo un po’, è venuto a vedere ciò che siamo fino al nostro progetto Greencare e TC in Slough, e mi presentò a Mariano Loiacono in un piccolo seminario che io ho organizzato presso il Royal College of Psychiatrists. Quando poi mi hanno invitato alla Settimana intensiva, c’erano sette giorni di spazio bianco nel mio diario - in cui non sapevo cosa avrei fatto, ma sapevo che non avrei potuto fare niente altro. Per questo allo spazio bianco - che si è rivelato essere un'oasi di nutrimento nel mio super impegnato programma simbolico-razionale - devo dare tutti i miei più sentiti ringraziamenti al Dr. Mariano Loiacono e alla sua sorprendente squadra presso la Fondazione Nuova Specie ONLUS.

Dr. Rex Haigh,
tradotto da Annarita Mazzilli

martedì 9 settembre 2014

San Giovanni Rotondo (FG), venerdì 25 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE RACCONTATA DALLO PSICHIATRA LONDINESE DR. REX HAIGH, esponente al Royal College of Psychiatrists.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia



PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE. SCRITTO DELLO PSICHIATRA LONDINESE REX HAIGH, ESPONENTE DEL ROYAL COLLEGE OF PSYCHIATRISTS. 
 
"Richiudendo il dolore nella pancia".
(Closing the wound in the belly). 



Ho soltanto due paia di pantaloncini con me e fortunatamente si sono asciugati questa mattinata!

All’ordine del giorno oggi ci sono le “revisioni”, chiamate anche bilanci; ciò significa che si ascoltano tutti i partecipanti raccontare la propria esperienza della Settimana intensiva. Ero stato avvertito che questa era una parte importante dell’intero processo, prioritario rispetto ai pasti, all’ora in cui si va al letto e a tutto il resto. Nei giorni precedenti, abbiamo appreso e questo [apprendere] non si è concluso… prima delle 4:00 di sabato mattina. Per fortuna l’aereo che mi riporta a casa non decolla prima delle 16:35!

Come di consuetudine qui, si festeggia innanzitutto ogni persona che ha dato una mano nell’organizzazione e nella conduzione dei Gruppi. Molte persone sono state portate in trionfo per la stanza sulle spalle di vigorosi giovani, uomini e donne, con in sottofondo una musica drammatica accompagnata da un applauso sonoro, concludendo infine con una vera e profonda adulazione del “maestro” stesso. E’ stato poi il nostro turno – degli altri ospiti inglesi e di me stesso –: siamo stati ringraziati per la nostra partecipazione. E’ stato inoltre visionato un video imbarazzante, con me, dell’incidente avvenuto l’ultima notte in piscina. In ogni caso ho sentito una calorosa e genuina riconoscenza; ho espresso quanto sentissi di aver ricevuto un regalo da poter portare a casa, in Inghilterra, e da cercare di far crescere lì.

Dopo aver guardato il video davvero potente di un’orchestra che suonava l’Inno alla gioia in una piazza italiana, c’è stato lasciato qualche minuto per organizzare le attività. Mariano ha spiegato quanto il suo ritiro e la sua definitiva morte [salto discendente] si stiano avvicinando; le attività hanno bisogno di essere sostenute al di là di questi. Ha chiarito il fatto che il Metodo alla Salute non è più legato alla sua persona, ma alla gente coinvolta nelle numerose attività locali e regionali tanto quanto l’organizzazione  centrale [della F. N. S.]; essa cambierà e si svilupperà in base alle persone e alla loro visione.

Diverse persone, molte delle quali presenti qui, stanno aiutando nei loro vari ruoli la Fondazione Nuova Specie ONLUS che è stata fondata tre anni fa e ha lo scopo di coordinare e promuovere lo sviluppo del Metodo alla Salute (www.nuovaspecie.com). I tempi sono duri specialmente con la crisi economica. Mariano ha supporto molto la Fondazione con i suoi soldi, e tutte le persone che ha individuato come “staff” lavorano per niente. Hanno avuto qualche sopporto del governo in passato, ma questo è scomparso con la recessione. Fanno un po’ di soldi vendendo libri… ma perderanno la loro base e il loro spazio a Foggia l’anno prossimo. Quindi stanno raccogliendo fondi, sperando di [ristrutturare] una masseria e il terreno vicino, nel quale si svolgeranno le Settimane intensive. Un architetto ha preparato un progetto per le attività di gruppo all’aperto e all’interno, dedicando spazio ad una costruzione in cui si mangerà e [un altro in cui] si faranno le attività; questa è una delle principali speranze per il futuro.

Di fatto i bilanci sono iniziati con un architetto che ha descritto eloquentemente il modo in cui ciò che ci circonda ci influenza, in particolare il ciclo delle stagioni. Sebbene fossi alquanto apprezzando il suo discorso, questa persona è stata fermamente rimproverata-spronata da Mariano a parlare partendo dalle sue emozioni, dal cuore, anziché dalla razionalità e quindi dalla testa. Si sono succedute altre persone, sedute sulle sedie di fronte al Gruppo, accompagnate sempre da un ammasso casuale di sostenitori. A volte qualche sostenitore diventava aggressivo, persino fisicamente violento con i partecipanti tenuti tuttavia al sicuro e fisicamente protetti da terzi; con altri Mariano ha dovuto lavorare duro per generare passione ed energia, spendendo ad esempio molto tempo con un giovane ragazzo che ha spinto ad urlargli “vaffanculo”.

Dimmi di andare "a fanculo"!

Lo schema di quello che accadeva era difficile da capire al momento; ho fatto difficoltà a comprendere quanto l’atteggiamento di qualche persone oppositiva sembrasse inutilmente severa, ma parlandone direttamente con Mariano il giorno successivo ho capito meglio alcune cose. Tale particolare maniera – interpretata da un sensibile sguardo inglese come brutale e spietata – è utilizzata deliberatamente in un contesto di relazione a lungo termine con le famiglie e proviene da una valutazione scaltra e perspicace rispetto a ciò che serve alle famiglie stesse e possono prendere (questo è largamente [avvalso e] riconosciuto dai partecipanti). Tutto ciò è rivestito e mescolato con un impertinente umorismo italiano, che spesso e volentieri lascia da una parte gli interpreti persi e senza parole, dall’altra me completamente al buio.

Tutto ciò ha anche a che fare con la struttura della Settimana e l’intera giornata del venerdì serve a “richiudere – con cura e spirito – il dolore nella pancia”, che potrebbe essersi aperta durante la Settimana.  E’ importante che tutti abbiano l’opportunità di sedersi sulla sedia ardente, che è parte del processo di valutazione del percorso di ognuno e serve ad accertarsi che nessuno se ne vada senza aver espresso le proprie emozioni. E’ una parte importante del ritmo della Settimana, insieme al continuo crescendo dal rito del mercoledì mattina, all’espressione deliberata di rabbia ed emozioni negative nei Ring del giovedì, fino a completare [la dinamica] nei bilanci del venerdì.


Mattina
Pomeriggio
Sera
Domenica
9:00-17:00
Visita al Parco nazionale del Gargano e mare
 18:00-20:30
Introduzione
(Accoglienza)
Lunedì
9:30-13:30
Dinamiche
15:30-19:30
Dinamiche
20:30-00:30
Festa di compleanno
Martedì
9:30-13:30
Dinamiche
15:30-19:30
Dinamiche
Musica e canto intorno al piano dell'albergo
Mercoledì
9:30-13:30
Rito
15:30-1930
Teoria
Musica, canto e piano
Giovedì
9:30-13:30
Ring
15:30-19:30
Ring
21:00-00:30
Festa ultima notte
Venerdì
9:30-13:30
Bilanci
15:30-00:25
Bilanci
Sabato
10:00-13:00
Debriefing con Mariano e l'équipe
1635 BRI-LGW

Dr. Rex Haigh
tradotto da Cindy Recchia

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sabato 6 settembre 2014

San Giovanni Rotondo (FG), giovedì 24 luglio 2014. PRIMA SETTIMANA INTENSIVA INTERNAZIONALE RACCONTATA DALLO PSICHIATRA LONDINESE DR. REX HAIGH, esponente del Royal College of Psychiatrists di Londra.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS 
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia




PRIMA SETTIMANA
INTENSIVA INTERNAZIONALE.
SCRITTO DELLO PSICHIATRA LONDINESE REX HAIGH, ESPONENTE DEL ROYAL COLLEGE OF PSYCHIATRISTS. 
 
"I ring".




Non so cosa gli altri ospiti dell'albergo abbiano pensato di noi – gironzolanti nell'atrio, al bar e in piscina - a braccetto, accoccolati o che casualmente ci avviciniamo per scambiarsi qualche bacio – e che raramente ci incrociavamo nei corridoi senza volutamente toccarci. Tutto con estrema naturalezza. Probabilmente saremmo stati visti dagli altri come esseri provenienti da un altro pianeta!



Se tutto ciò accadesse a Londra sono sicuro che ci caccerebbero all’istante o chiamerebbero la polizia e le nostre mail verrebbero poste sotto controllo...

I gruppi di oggi sono stati caratterizzati dai conflitti familiari ed in particolare dal dare voce a tutte quelle cose che non si è mai stati capaci di dire prima. Questo è “Il Ring” - e l'analogia con la boxe o il wrestling è sembrata essere piuttosto apprezzata da quelli che ne hanno già fatto esperienza. Dopo aver chiuso alcune questioni rimaste aperte dal giorno precedente, tutto era pronto per l’inizio. E’ stato Mariano a condurre, seduto su di una sedia alta, di fronte al tappeto. Chiama le famiglie (almeno due ma talvolta anche quattro o cinque membri) che andranno a sedersi sul tappeto, ai suoi piedi e chiama anche diverse altre persone che ritiene possano essere di sostegno. I membri della famiglia si siedono l'uno di fronte all'altro, all'angolo blu e all'angolo rosso, per così dire; il resto del ring è occupato dai “sostenitori” seduti o sdraiati sul tappeto, in una calorosa stretta attorno alla famiglia.



La maggior parte delle famiglie rimane sul ring più o meno per mezz'ora, anche se è capitato un caso durato oltre due ore – facendo fare ritardo a noi tutti per la cena. La sequenza è di solito la stessa:
 
  1. Un componente della famiglia è invitato a dire, ad uno o a più membri della famiglia stessa, tutto ciò che non è mai stato capace di dire. Tutto questo grazie al supporto, anche fisico, di coloro che lo circondano.
  2. Mariano commenta e teorizza, credo nello stile della “terapia familiare strutturale”, dando, talvolta, suggerimenti estremamente provocatori (ad esempio: “voi tre dovreste fare un’associazione e poi suicidarvi tutti”).
  3. Gli altri membri della famiglia hanno modo di replicare – preferibilmente con le emozioni piuttosto che con la razionalità – ancora usufruendo di tutto il supporto di cui hanno bisogno.
  4. Mariano interviene ancora.
  5. Coloro che sono intorno e che vogliono intervenire sono invitati a farlo, anche questa volta utilizzando le emozioni piuttosto che la “testa” (è interessante notare come, il più delle volte, a fare questo siano più bravi loro che la famiglia al centro del ring). 
  6. Mariano trae alcune conclusioni e solitamente suggerisce di provare a fare dei semplici cambiamenti strutturali (ad esempio prendersi un po’ di tempo, lasciare casa, parlare e scambiare di più su quello che è il proprio vissuto).

Questa fase è stata meno intervallata dalla musica, dal ballo e dall’alleggerimento in generale, rispetto agli altri giorni.

Oggi non c’è stato molto tempo libero - non siamo riusciti ad andare a cena prima delle 20:30 e la festa dell’ultima notte, che si è tenuta in giardino, è iniziata alle 21:30.



La festa, priva di bevande alcoliche, è stata così spontaneamente “selvaggia”, energica: danze incredibilmente scatenate, rap bands improvvisate, celebrazione della "Prima Settimana intensiva internazionale" gustando una torta enorme e un balletto sapientemente coreografato da Annarita da Londra, con le dodici migliori ballerine del gruppo. E’ finita, in barba alla disapprovazione dei gestori dell’albergo, con una scommessa su chi sarebbe stato il prossimo ad essere buttato in piscina. Credevo di essere riuscito a scansarmela in quanto uno del personale alberghiero era venuto fuori a vietarcelo ma purtroppo, alla fine, ha permesso che fosse scelta un’ultima vittima e indovinate un po’ chi poteva essere! Tuttavia, così com’ero con i vestiti zuppi e sgocciolanti, ho avuto la capacità di esigere una certa vendetta abbracciando forte chiunque riuscissi ad acchiappare!

Dr. Rex Haigh,
 tradotto da Cristian Ceglie