giovedì 29 gennaio 2015

Aula didattica globale "Gianna StellaBotte" (Fg), venerdì 26 dicembre 2014.Natale Aureo: Solstinizi



 FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429
Prefettura di Foggia
 


 NATALE AUREO: 
 I SOLSTINIZI

Siamo al centro verso le 9:30.
È bello come è stata allestita la sala, gli angeli che volano sopra le nostre teste portandoci messaggi di vita, tanta gente seduta in terra che mi da un senso di natura e di unione...

 Siamo tanti.. vicini, emozionati, curiosi, desiderosi di scoprire quello che ci aspetta. Questo è natale ed è bello perché è inedito, è bello perché è vero. Per la prima volta in un giorno che dovrebbe essere sacro, respiro sacralità. Lacrime, risa, dolore, gioia... Tutto c'è, in maniera libera e a servizio della vita, di ognuno di noi e del globale massimo. Perché mentre ci stiamo per noi, costruiamo per il globale massimo. Anche attraverso le creative iniziative che ci sono per raccogliere fondi per la costruzione della masseria.




Prima di iniziare i riti di solstinizio ci sono delle comunicazioni e Silvio e Michela hanno uno scambio così profondo che innescano in ognuno sentimenti forti. Finalmente sentono di aver spezzato l' incantesimo che li teneva legati ad un amore contaminato dalle loro famiglie di origine. È stato bello e importante per me che hanno condiviso questa vittoria con noi e con i loro tre figli. Io personalmente ho pianto osservando quello che era un vero spettacolo di vita! Altro che film...  

È stato bello anche sentire Mariano così onesto da esprimere sì la gioia per loro, anche perché adesso potranno aiutare tante coppie a fare lo stesso, ma anche un po' di invidia per non avere ricevuto l'accompagnamento nella sua coppia con Giovanna. Ed è stato bello sentirlo perché anche io ho provato un po' di invidia ma, se non lo avesse detto lui per primo, io mi sarei vergognata di questo sentimento. Dopodiché Mariano ha invitato Silvio e Michela a trasmetterci la loro gioia, inventandosi qualcosa nell' arco della giornata, che ci facesse sentire la gioia di questa esperienza. 

Iniziano i riti.
 


Il primo è Cristiano, che subito è stato bravo a liberarsi, lasciando morire una parte passando anche dall' umiliazione e dando spazio ad una nuova parte che gli ha fatto conquistare il suo nome per intero, adesso non sarà più Cristian, ma Cristiano! In lui c' era anche lo spettacolo dell' ignoto, perché essendo lui il primo ha potuto vivere ogni cosa che arrivava, con sorpresa, affidandosi

Dopo è stata la volta di Flavio, anche lui è stato bravo perché si è concesso di esplodere un po', rompendo dei pezzi che non gli servono più per poter ricostruire un Flavio più vivo che sente e si sente di più... Infatti la canzone che gli hanno dedicato è stata "Vivere la vita" di Mannarino
E qui voglio fare i complimenti alle organizzatrici perché era proprio la canzone calzante per Flavio!

Il pranzo è stato bello e buono proprio perché non aveva niente di eccezionale che ricordasse i soliti pranzi natalizi. Sono molto contenta che adesso al centro è tutto vegetariano e ho sentito che anche la cucina è stata importante nel tutto, per contribuire ad un messaggio che ci vogliamo dare. Di dare valore alle relazioni, e alle cose che nutrono più in profondità anziché cercare di riempirci di cose esterne che in realtà ci portano fuori da noi.


Alla ripresa, Michela ha fatto una sorta di performance, aiutata da Paride, che ha portato Silvio e Gioele ad esprimere quella gioia che tanto si meritano, ma che tanto faticano ad incarnare.. La cosa bella è che anche stavolta Michela è stata generosa nel creare, non solo per loro, ma per tutti, coinvolgendo  persone del "pubblico" ad esprimere loro stessi la loro gioia! È stato un momento molto allegro e leggero dove anche Mariano ha usato il corpo come trasmettitore di gioia
I solstinizi sono ripartiti con Gioele... È stato ammirevole negli impegni di grande valore che si è preso ed è stato bellissimo assistere al suo risveglio. Davvero  è stato l' esempio concreto del come si possa passare dalle tenebre alla luce.
In più un ringraziamento speciale a Gioele che ci ha deliziato con le sue "Gioccolate" facendoci anche divertire con i suoi "sketch"! 


Adesso tocca a me, Giada. Il mio solstinizio è iniziato con le parole di Silvio che mi hanno aperto la strada, per poi finire con un abbraccio molteplice, fatto di tante mani e di tanti visi che mi hanno fatto sentire il
Calore e la vicinanza di una famiglia mai avuta prima. Ogni fase del solstinizio per me è stata bella e di grande valore, sono state veramente brave Valentina, Barbara, Francesca e Grazia che hanno curato tutto nel dettaglio donandoci uno spazio solo nostro nel quale poterci esprimere come volevamo per quello che ci serviva! 

Dopo è stata la volta di Barbara che mi ha emozionato col suo pianto nella fase "PUF", liberando quella bambina triste vogliosa di cambiare. È stato bello sentire tutti i suoi passaggi che si sono conclusi con con degli impegni di grande valore, non solo per se stessa ma per tutta l' umanità! 


La serata è continuata in grande allegria, con la lotteria prima e il gioco della "LumOca" dopo.
La lotteria è stata divertentissima perché gli organizzatori hanno messo dei premi anche buffi e particolari. 
È stato dato modo a tante persone di vincere qualcosa visto che c' erano una venticinquina di premi, e alla fine  il primo premio è toccato a....me!! (un weekend di formazione  con Mariano, comprensivo di vitto e alloggio). 

Sono stata felicissima sia per il premio e sia perché l' ho percepito come un segno che la vita mi ha voluto dare, come se mi stesse dicendo che gli impegni che mi sono presa per quest' anno sono quelli giusti che mi porteranno  a crescere e creare; è come se anche la mia mamma avesse voluto darmi la sua benedizione e il suo aiuto. Visto che il numero che ha vinto è stato il 32, che io avevo scelto in quanto fosse l' età che aveva mia madre quando è morta. 

Questo è stato per me il Natale più bello ed arricchente che abbia trascorso fino ad ora. Per questo ringrazio Mariano!! E ringrazio gli organizzatori e ringrazio tutti i presenti con i quali ho sentito armonia e unione.


Giada

sabato 24 gennaio 2015

Barletta (BT), domenica 14 dicembre 2014. COSTITUZIONE DELL'ASSOCIAZIONE ALLA SALUTE BAT.

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E' NATA UNA NUOVA ASSOCIAZIONE:
L'ASS.NE ALLA SALUTE BAT!




Domenica 14 dicembre è nata l'Associazione alla Salute BAT! Dopo lunga gestazione e tentavi falliti l'Associazione alla Salute BAT prende corpo e forma legale.

I futuri associati si sono così riuniti a Barletta per eleggere le cariche amministrative nella forma di Presidente dell'Associazione, Vice, Segretario, Tesoriere e Consiglieri.

Gentilmente ospitati da Gaia, Gabriella e Giuseppe, i partecipanti al Gruppo alla Salute della BAT si sono riuniti nella seconda domenica di dicembre per compiere il primo passo burocratico per la nascita dell'Associazione alla Salute BAT.

La prepazione dei documenti è stata affida a Marina che, con l'aiuto di suo padre Pietro, ha preparato una bozza dello statuto e dell'atto costitutivo della nascente associazione.
L'Associazione alla Salute della BAT nascerà come Associazione di Promozione Sociale.

Si è dunque proceduto all'elezione delle cariche del comitato. Si è scelto di affidare questi compiti alle cinque donne che hanno portato avanti il progetto dei gruppi in terra di BAT, nelle persone di Gina, Livia, Gabriella, Marina e Nadia.


Marina e Gina hanno chiesto che fossero affidate loro le cariche di Consigliere per motivi di natura personale.

Gabriella ha proposto Nadia come presidente per le sue capacità, la sua giovane età, la mancanza di impegno lavorativo e per tutto l'impegno profuso nel progetto fin dall'inizio.
Anche Cosimo, pur non fisicamente presente, per procura attraverso Gina ha designato Nadia come Presidente. Tutti d'accordo: Nadia, Presidente.

A coaudiuvare Nadia, nel ruolo di vice presidente: Livia e per la carica di Segretario/Tesoriere: Gabriella.

Nel suo primo discorso, il neo-Presidente ha ringraziato per la fiducia di cui è stata investita e ha focalizzato l'attenzione sul problema del disagio diffuso e la necessità di aiutarsi e aiutare coloro che, pur vivendo una condizione di disagio, non ne hanno ancora consapevolezza. Ha sottolineato poi l'importanza di credere in questo Progetto come eredità per coloro che verranno, bambini in particolare.

Nadia, poi, ha mostrato in anteprima il logo dell'Associazione alla Salute BAT.


L'unione del femminile, simboleggiato dagli occhi lungimiranti e del maschile, rappresentato del neonato all'interno della chioccia è espresso dalla calla che la nostra lumaca stringe tra le fauci.
La scia che si lascia dietro indica che la nostra lumaca avanza decisa e senza fretta nonostante le precedenti esperienze fallimentari che ha dovuto affrontare nel suo cammino.

Nadia ha sottolineato l'importanza dei bambini all'interno del gruppo che possono dare un loro contributo, magari attraverso i loro disegni. Infatti il logo dell'Associazione alla Salute è frutto dello scambio tra Nadia e sua figlia Martina.


Dopo aver ascoltato alcuni degli stati quiete dei presenti, si è passati alla compilazione e lettura dei documenti legali con i dati di ciascuno dei futuri associati. 


Terminate le faccende burocratiche, arriva il momento di pranzare con le prelibatezze portate da alcuni dei partecipanti.

Dopo il caffè, tutti riuniti per ascolarsi e chicchierare fino alla chiusura della serata.

Antonio

domenica 18 gennaio 2015

Troia (FG), giovedì 15 gennaio 2015. AVVISO DI CHIUSURA. Lettera di Mariano Loiacono.

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AVVISO DI CHIUSURA.
"ANCORA POCHI MESI DI VITA".
LETTERA DI MARIANO LOIACONO.



Carissimi, 

sento di inviarvi una ultima lettera con la quale intendo chiudere definitivamente una mia antica modalità di stare con voi e di vivere le relazioni per me significative, all’interno del Progetto Nuova Specie.


L’ultimo V.I.R.U.S.

Come sapete, il 21 gennaio p.v. parto per un impegnativo V.I.R.U.S. (Viaggi Itineranti Regionali per Unire e Seminare) che mi porterà in quattro regioni: Marche, Romagna, Lombardia, Veneto. Lo faccio volentieri e col piacere di incontrare tante persone e situazioni nella speranza di dare il mio contributo per “Unire” gli opposti, presenti nei territori che visiterò, e “Seminare” desideri di crescita e di Progetto Nuova Specie.

Sento però che questo sarà l’ultimo mio V.I.R.U.S.  che si è reso necessario per i conflitti e opposizioni presenti in alcuni territori, per i quali non ho intravisto altre soluzioni se non la mia scesa in campo.

Ovviamente, ci sono ancora (e ci saranno) situazioni conflittuali che ancora non sono definite e messe in dinamica, e situazioni nuove che ancora non decollano pienamente. È tempo, però, che i V.I.R.U.S. vengano fatti da coloro che, tra di voi, si sentono e vengono riconosciuti come più cresciuti e capaci di fare gruppo di lavoro per sé e per gli altri. Meglio adesso, che ci sono ancora, che farlo in mia assenza per necessità emergenti.

Un corso per manifestarmi

Dal 28 aprile al 3 maggio, condurrò un corso dal titolo L’albero della conoscenza globale, durante il quale manifesterò il senso della mia esistenza nel laboratorio terrestre. La mia “mission”, secondo me, è quella che sono nato per ampliare l’albero della conoscenza embriogenetico, espresso dalle tre epistemologie parziali (mitico-religiosa, filosofica, scientifica), e mettere a punto e incarnare l’albero della conoscenza globale in maniera consapevole e attiva.

In questi lunghi 50 anni di ricerca, collateralmente alla messa a punto di un sapere globale, sono nate tante opportunità di crescita anche per molti di voi. Elenco brevemente i vari organi dell’Albero della Vita di nuova specie, che abbiamo costruito insieme:
  • Il Metodo alla Salute che, dopo la chiusura del Centro di Medicina Sociale di Foggia, è sperimentabile nei Mas.Tr.O. (Metodo alla salute Trattamento Ordinario) e nelle settimane intensive organizzate dalla Fondazione Nuova Specie. Da pochi mesi è attivo il “Mas.Tr.O.” di Ancona e, si spera, verranno attivati il “Mas.Tr.O.” di Bari e il “Mas.Tr.O.”  di Milano. Il “Mas.Tr.O.” di Foggia, dopo un prezioso lavoro di rappresentare la fiammella pilota in seguito alla chiusura del Centro, si è trasformato in Casa Madre, integrata con le esigenze e attività del “Mas.Tr.O.” . Da un anno è attivo il Ce.Di.T. (Centro Diffusione Transnazionale) che è impegnato prevalentemente nell’innestare il Metodo alla Salute a Londra. L’intero settore, da alcuni mesi, è operativamente affidato dalla Fondazione alla Cooperativa Anemos. 
  • Le Associazioni alla Salute Regionali che, a breve, verranno riunite in tre dipartimenti: “Di.No., Di.Ce., Di.Su.”. Questa rete, che ormai copre quasi tutte le Regioni, è preziosa per le sue iniziative territoriali (Gruppi alla Salute, supervisioni, iniziative progettuali) e rappresenta il corpo vivo storico della Fondazione, la quale si propone di accrescerne solidità teorico-prassica attraverso corsi di formazione e finanziamenti progettuali. 
  • Le Conv.Inte (Convivenze Intensive), per intanto, rappresentate dal Progetto Rainbow, rivolto a tutti, e dal Progetto La Finestra di Babich, rivolto a sole donne. In febbraio inizierà la prima sperimentazione di convivenza per soli maschi. Sono ipotizzabili anche sperimentazioni per famiglie con figli, per coppie, ecc.. 
  • Il Centro “Documentazione - Formazione - Ricerca” impegnato: nella raccolta-tutela di memoria storica audio-video-fotografica; nella pubblicazione di atti integrali, opuscoli, volumetti, saggi, video, artisticità varie; nella programmazione di attività formative per conto della Fondazione Nuova Specie; nelle varie ricerche che adottano l’Epistemologia Globale e il Quadrimensionalismo. All’interno del settore formativo e di ricerca sono già operanti  anche questi TRE LABORATORI: il G.E.I.P.E.G. (Genitori Educatori Insegnanti per un Progetto Evolutivo Globale”), attivo da alcuni anni in ambito scolastico e in fase di crescita e di ridefinizione; l’Insieme Femminile-Maschile che, dopo una sperimentazione pluriannuale legata alle donne, è partito recentemente come gruppo  di ricerca per maschi e donne che si confronteranno in occasione della Festa annuale dell’Insieme Femminile-Maschile; la Ricerca dei “Me.Me. (Mediatori Metastorici) attiva essenzialmente in ambito letterario-artistico (fiabe, brani sapienziali, canzoni, poemi, film, cartoni, rappresentazioni teatrali, ecc.) e in ambito biografico (Racconto globale della mia vita). C’è stata qualche piccola sperimentazione di “know how rispetto a dinamiche vive e a fenomeni vivi più complessi. 
  • Il settore Comunicazione e Risorse finanziarie: il primo già operante da anni attraverso la rivista "Limax" (da alcuni mesi sospesa anche nella forma online), il Sito, il Blog, la Pagina Facebook della Fondazione Nuova Specie; il secondo recentemente ridefinito per la raccolta fondi e la definizione del sistema cardio-circolatorio dell’intero Progetto Nuova Specie. 
  • Iniziative neonate in attesa di continuità, affidabilità, propositività progettuale: La G.A.G. (Gruppo Artistico Globale) che potrebbe sviluppare la “RealTea”, o intreccio avanzato tra Teatro e Realtà, abbozzata anni fa; la Fon Glob-Eco nata dopo il recente corso sull’Economia Globale; il gruppo di lavoro su “I dieci comandamenti del Monte cavo Ysteron, nato dopo il recente corso sulla Gravidanza. 
  • Il settore locali e strutture della Fondazione Nuova Specie che, dopo una impegnativa progettazione e autorizzazione istituzionale, sta per avviare la fase realizzativa dei lavori già progettati e autorizzati.

Questi vari organi e laboratori - che per tanti di voi hanno rappresentato la serra in cui soggiornare, riconoscersi  e crescere -  da tempo sono rappresentati e gestiti soprattutto da voi che, con affetto e amorevole dedizione, state provvedendo a diffonderli nei vostri territori e a fare qualificata discendenza.

Di questo ne sono molto contento e voglio ringraziare chi da anni si adopera in tal senso.
È per questo che sento maturo una mia definizione conclusiva.

Il 5 maggio

Per domenica 3 maggio, giorno di  conclusione del corso “L’albero della conoscenza globale”, fisso il termine in cui si conclude il tipo di presenza che mi ha caratterizzato finora nelle iniziative su riferite e che, in questi ultimi anni, ho cercato progressivamente di abbandonare facendo crescere altri referenti.

Lunedì 4 maggio mi riposo. Il 5 maggio intendo iniziare in maniera nuova questa ultima parte della mia vita, assicurando la mia presenza all’interno del Progetto Nuova Specie nel seguente modo:
  1. ancora per un po’, fare l’accoglienza e i bilanci delle settimane intensive per poi ritirarmi definitivamente affidandole totalmente a voi; 
  2. continuare i corsi di formazione e “Vita Docet per i vari settori di ricerca; 
  3. supervisioni mirate per i vari organi del Progetto Nuova Specie.

Da oggi e fino alla conclusione del corso suddetto, mi rendo disponibile a dare una ultima spinta di crescita e di semina  in quelle situazioni e iniziative che si stanno definendo e stanno superando significativi conflitti.

Il 5 maggio intendo morire definitivamente all’albero della vita (le varie iniziative del Progetto Nuova Specie) che passeranno completamente a chi sente il piacere e l’importanza di questa inedita avventura e rivoluzione. Tra alcuni giorni compio 67 anni e, come nel papiro egiziano, faccio parte di quegli uccelli che guardano in direzione opposta a quelli che rappresentano le fasi precedenti della vita. Spero di avere ancora abbastanza tempo di vita in questo laboratorio terrestre, ma non è una cosa che posso decidere o programmare io. Come i Capi dei Nativi delle Terre Danzanti, sento che è giunto il tempo di prepararmi alla dipartita dall’esistenza e allontanarmi dal popolo di nuova specie per ritornare in solitudine all’In.Di.Co.

Nel periodo che mi separa dal mio partire, voglio provare seriamente a:
  • trasmettere meglio l’albero della conoscenza globale, che ho compreso, e favorire la formazione di un “insieme con l’albero della vita di nuova specie; 
  • approfondire alcuni spunti e pubblicazioni che stanno aspettando da anni, perché vincolato e impedito dagli  impegni pressanti richiesti dall’albero della vita di nuova specie; 
  • alla luce dell’albero della conoscenza globale, mia vera e fondamentale identità, fare ulteriore strada nell' approfondimento dell’In.Di.Co. (Infinito Dinamico Complesso) attraverso i vari fenomeni vivi che lo incarnano; 
  • aprire nuovi fronti di scambio-confronto-collaborazione con entità e situazioni esterne al Progetto Nuova Specie per lievitarne la loro trasmutazione e crescita globale.

Il mio impegno

Sono consapevole che questo periodo sarà un difficile Wendepunkt (Punto di svolta) per tutti, me per primo. Dopo tanti anni, si sono create delle relazioni stabili, di diverso grado e intensità,  che faremo difficoltà ad abbandonare e rimettere in movimento e fluidità.

Per questo, intento prendere con determinazione l’impegno a mantenere queste decisioni, vivendomi in positivo questa mia definitiva distinzione, necessaria per far crescere ulteriormente l’albero della conoscenza globale e farlo diventare strada maestra per voi, per la vostra crescita e per la crescita delle iniziative che rappresentate e delle quali siete significativi referenti.

Il vostro impegno

Penso di aver seminato bene e credo in ognuno di voi che intenderà impegnarsi per questa fase fetogenetica, nella modalità e ruolo che intenderà scegliere.

La mia assenza, rispetto alle modalità a cui eravate abituati, può-deve spingervi a sentirmi “da accanto, dentro”, approfondendo la tanta teoria già accumulata e quella che provvederò a procacciare nel mio filone di Ricerca. Ci sono a disposizione molti atti, video, file audio attraverso i quali potete ritornare sulla memoria storica e “studiare” il know how delle dinamiche e strategie relazionali che vi stimolano e convincono.

Sono convinto che, in questo anno di inizio della Fetogenesi della Gravidanza terrestre e cosmica, ci attendono avventure forti, scommesse difficili, risultati inattesi, degni di spiriti creatori e di Vitonauti trascendenti in mission nella storia.

Facciamoci coraggio e osiamo, perché le mete prospettate sono alla nostra portata e ci daranno degno onore e prospera discendenza.

Troia, 15-01-15

giovedì 15 gennaio 2015

Aula didattica globale "Gianna Stellabotte" (FG), mercoledì 24 dicembre 2014. NATALE AUREO. SALOTTO LETTERARIO GLOBALE SUI "LIBRI DELL'ODISSEA".

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NATALE AUREO 2014.
PRIMO POMERIGGIO:
SALOTTO LETTERARIO GLOBALE.
I Libri dell'Odissea.




Il tempo di festeggiare il Natale Aureo inizia il pomeriggio della vigilia con un grande e-vento: il Commento globale all’Odissea. Un momento atteso in cui Mariano ha saputo regalarci un concreto e meraviglioso esempio di quello che significa effettuare la Ricerca dei Me.Me. (Mediatori Metastorici). Tale ricerca implica sondare profondamente aree di conoscenza e memoria storica per trovare il fondo comune che esprime il viaggio della vita, le strutture di trasmissione del sapere che appartengono ad una cultura, un gruppo, un periodo, un ecosistema...

I Me.Me. sono ovunque. Credo che la loro ricerca sia importante per aiutarci a riconoscere un fondo comune dell’esistenza che le divisioni prodotte dalla Storia e dalle sue versioni più maschili hanno cancellato o escluso. 




Un terreno di ricerca che in parte è stato già sondato in questi anni è sicuramente quello della letteratura e della mitologia. La teoria sulla vita che scaturisce dalle fiabe e dai miti, come abbiamo già riscontrato nel corso di numerosi Pomeriggi Letterari Globali, risponde infatti al tentativo di portare alla luce e decodificare i nuclei profondi che sono qui espressi in modo metaforico. Nuclei che ritornano a noi e che possono illuminare poi la nostra prassi e il nostro cammino.

In questo senso, l’Odissea di Omero è una vera e propria biblioteca di Me.Me. Il viaggio di Ulisse ha affascinato per secoli gli esseri umani proprio perché consente ad ognuno di noi di riconoscersi e ritrovarsi nelle sue varie tappe. Il commento di Mariano che cercherò di riportare in sintesi, è stato così l’occasione per rendere omaggio ad un grande antenato della nostra cultura e soprattutto un modo per aggiungere un nuovo tassello alla teoria globale che coltiviamo.   




Cos’è la mitologia? Non è solo una spiegazione sull’origine delle cose ma anche il racconto di come la Storia s’incarni nella Metastoria. Di come, l’In.Di.Co., rappresentato dagli Dei, intervenga con le sue varie sfaccettature e sfumature nella Storia degli uomini modificandola e facendola procedere. E’ un’ipotesi di creazione che nasce proprio dalla relazione tra due entità: gli uomini (storia – maschile – neonato) e gli dei (Metastoria – femminile – madre).

Nella mitologia greca ed in particolare in quella omerica ci sono due importanti concetti che fanno da sfondo e offrono un’importante chiave interpretativa. Il concetto di Hybris e quello di Nemesis.
Il primo significa “esagerazione” e si riferisce al senso di rabbia, prevaricazione, furore. Il secondo è il nome della dea della vendetta e della giustizia. Implica la perdita ed il doloroso tornare in equilibro dopo un episodio disarmonico. 
 


Hybris [ὕβϱις] e Nemesis [νέμεσις] sono strettamente collegate. Vivere di Hybris significa focalizzarsi  su una parte sola e perdere il senso del tutto. Ogni esperienza psicotica crea una disarmonia che poi va corretta. Più si vive di Hybris e più quindi la Nemesis sarà lunga e travagliata. Più ci siamo allontanati dall’intero e più per tornarci dovremo spogliarci delle soluzioni e le pesanti strutture che ci siamo creati.


 


In questo senso, l’Iliade rappresenta l’Hybris e l’Odissea la Nemesis.
Nel primo poema epico di Omero a prevalere è infatti l’aspetto bellico, centrale in tutta l’opera e capace di condizionare univocamente la vita dei protagonisti.
Nel secondo, Ulisse affronta il viaggio di ritorno ad Itaca perdendo pezzo dopo pezzo tutto quello che lo aveva accompagnato sino a quel momento per giungere infine ad una rinnovata e più autentica armonia.




Vent’anni dura il viaggio di Odisseo. Dieci anni di guerra sotto le mura di Troia e dieci anni per mare affrontando una prova dopo l’altra. E’ la storia della sua trasformazione dall’essere il Re astuto e guerriero che tutti ricordiamo per lo stratagemma del cavallo all’essere un Regnante pacifico che si è ricongiunto con la propria terra. 


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E’ molto bello il parallelismo tra Mosè e Ulisse che Mariano propone. Il primo arriva a chiamare il suo popolo dopo aver lavorato su se stesso e aver scoperto in qualche modo le proprie radici. Il secondo parte già da un popolo, una famiglia e una patria ma perde tutto proprio perché prima deve lavorare su se stesso e solo successivamente li ritrova.




La guerra, in questa caso rappresentata dall’Iliade, potrebbe anche essere un modo per allontanarsi da uno stato quiete buono ma statico che ci siamo ritrovati ad avere ma che non sentiamo profondamente come nostro.

Il mare è la meiosi che ci riduce per poter ritornare rinnovati al nostro ontologico.  


L’Odissea si presta dunque a molteplici interpretazioni e può essere messa a fuoco con diverse lenti. Secondo il Quadrangolare, la Guerra di Troia è l’angolo  α, la nostalgia di casa è l’angolo β, il viaggio di ritorno è il percorso β – γ mentre l’arrivo è a Itaca è l’angolo π. Allo stesso modo, la Guerra di Troia può essere vista come l’apice del viaggio disagico, punto di distanza e distinzione massima da Itaca (prima fase del crossingover). Per tornarvi è necessario dunque invertire il flusso e partire per un viaggio nostalgico che implica il riattraversare tutti i codici.

 
 
Mariano, infatti, associa le prime due tappe al codice simbolico. Questo può essere inteso come gli schemi e i valori da cui proveniamo che condizionano la nostra azione. Nella terra dei Ciconi, Ulisse e  i suoi, appena salpati da Troia, replicano il comportamento che hanno acquisito nei lunghi dieci anni di guerra. Si danno quindi al saccheggio e alla rapina e riproducono mitoticamente lo schema a cui erano abituati. Un inizio di angolo β e femminile è tuttavia riscontrabile nell’incontro e scambio pacifico e proficuo che Ulisse fa con Marone, un sacerdote di Apollo, che dona all’eroe dodici anfore di vino che si riveleranno poi fondamentali per superare il ciclope Polifemo.

 

La seconda prova da affrontare nell’ambito del codice simbolico è quella del virtuale rappresentato dall'isola dei Lotofagi, mangiatori del loto che fa perdere la memoria e quindi il senso del viaggio. Qui il rischio è di addormentarsi e sentirsi virtualmente ad Itaca quando in realtà si è altrove. Proprio Ulisse saprà richiamare i compagni alla realtà e riprendere il viaggio.


L’attraversamento del codice analogico inizia nella terra di Polifemo. Ulisse, come ricorderete, riesce a spuntarla con la sua proverbiale astuzia in casa d’altri ovvero nella caverna del celebre Ciclope ma è ancora troppo pieno di sé e poco umile. Invece che sfruttare l’assenza del pericoloso inquilino per fare rifornimento e ripartire alla svelta, Ulisse si perde in ragionamenti frutto più del suo senso di onnipotenza che del globale massimo del viaggio. Il tempo perso fa sì che avvenga l’incontro con Polifemo e che questi, per quanto sconfitto e accecato, riesca comunque a mangiare alcuni uomini dell’equipaggio e soprattutto a indurre il padre Poseidone a rendere un inferno il viaggio di ritorno di Ulisse.

 

Nella terra dei Lestrigoni il fallimento dell’eroe è evidente. Qui viene umiliato e ridimensionato dai Giganti cannibali che fanno a pezzi e divorano numerosi compagni di Ulisse. Da questo territorio, in cui ha subito pesantemente l’analogico altrui, riesce a scappare conservando una sola nave.


Il viaggio, sempre più meiotico, lo porta ad attraversare anche il codice bio-organico prima passando da Circe dove vive l’innamoramento e la beata staticità che può trasformarci in maiali e poi nell’Ade dove ha la possibilità di chiudere cerchi che erano rimasti aperti. Proprio affrontare i fantasmi e la morte rappresentati dalla madre e i suoi vecchi compagni, fa ricontattare ad Ulisse una parte profonda di sé e lo spinge a ripartire con più determinazione.


Le successive prove che lo attendo servono infine a verificare il proprio codice ontologico dopo aver attraversato gli altri tre. Affrontare un esterno serve in questo caso per valutare le proprie competenze. Ulisse supera quindi il canto ammaliante delle Sirene grazie alle funi che lo tengono legato all’albero maestro e alla cera che i compagni hanno messo nelle orecchie. Le Sirene ci colpiscono proprio nei nostri punti più deboli e senza l’umiltà di affidarsi a degli accompagnatori è impossibile resistervi. 


Il passaggio tra Scilla e Cariddi costringe il nostro eroe ad affrontare la paura della scelta. Il vortice che risucchia le navi o il mostro che divora tanti naviganti quante sono le sue teste (sei)? In ogni caso, tale transizione implica la perdita. Perdita che ancora una volta si rivela necessaria per mantenere la rotta verso Itaca.


L’ultima prova è quella di saper resistere alla soddisfazione immediata dei bisogni per tutelare un globale massimo più ampio. In questo caso, i compagni di Ulisse, nonostante le raccomandazioni del loro capitano, uccidono e mangiano le vacche sacre del Dio Sole. Metafora di un maschile che vuole tutto e subito senza aspettare, saranno puniti da una forte Nemesis rappresentata da una violenta tempesta che vedrà come unico naufrago superstite proprio Ulisse.

 

L’eroe giunge infine da Calipso. Ormai ha perso tutti e tutto. Esausto e rimasto solo, rimane nell’isola di Ogigia tra le braccia di Calipso per ben sette anni. Qui Ulisse vive probabilmente il senso di fallimento e pensa di non tornare più a Itaca. La vita, prima di darci nuove opportunità, ci umilia e ci toglie tutto.

Tuttavia, è proprio ad Ogigia che inizia a emergere in lui la vera nostalgia. Ulisse scopre che nonostante l’amore di Calipso c’è qualcosa che ancora non lo soddisfa e nasce il progetto di tornare ad Itaca che l’eroe riconosce questa volta in modo più autentico, liberato dalle vecchie scorie che l’avevano spinto in mare per anni per espiare la sua Hybris. 


L’intervento degli dei ed in particolare di Atena, che rappresenta la vera regista metastorica, è provvidenziale. Ulisse riparte, affronta ancora vento e tempeste e prima di giungere ad Itaca passa per l’Isola dei Feaci dove viene accolto e nutrito.   


La tappa nella terra dei Feaci è l’opportunità di raccontare il vissuto del proprio viaggio e quindi di fare l’albero della conoscenza. L’eroe può quindi fare teoria su quello che gli è successo e prepararsi al ritorno in patria accompagnato dai Feaci che si rivelano una vera e propria IV^ dimensione.     


Nel frattempo, mentre Ulisse era alle prese con le sue peripezie, anche il figlio Telemaco, accompagnato da Atena, era partito alla ricerca del padre stanco della presenza invasiva dei Proci che insidiavano sua madre e il suo regno. Il giovane ha così l’occasione di avvicinarsi alla figura del padre ricostruendone la memoria Storica e innamorandosene gradualmente. 


I due si ritrovano proprio ad Itaca dove Ulisse giunge travestito da mendicante. Qui inizia finalmente la fase del "cross" e dell’"over", dove Ulisse progressivamente si rivela a coloro che gli erano rimasti fedeli. Il primo a riconoscerlo è infatti il vecchio cane Argo, quindi Telemaco, il servitore Eumeo e la nutrice Euriclea. Ulisse non può rivelarsi subito a Penelope ma deve prima trovare degli alleati e creare degli antefatti. 


Quando ci allontaniamo a lungo da parti nostre, ci vuole tempo per riprendercele ed estirpare l’erbaccia che è cresciuta nel nostro territorio abbandonato in questo caso incarnata nei Proci.   


Per riconquistare il nostro territorio ad essere determinante non è il ruolo ma la nostra specificità. E’ così che Ulisse può finalmente uscire allo scoperto imbracciando e tendendo l’arco che nessuno riusciva a tendere nella gara indetta per assegnare un marito a Penelope. Ulisse, Telemaco e gli altri riescono così a vendicarsi dei Proci e ne fanno una carneficina.


Gli ultimi a riconoscere Ulisse sono proprio, in ordine, sua moglie Penelope, suo padre Laerte e la sua isola Itaca. Penelope e Laerte chiedono addirittura una prova, un ricordo che solo Ulisse aveva condiviso con loro e che dimostrasse quindi la sua identità. Itaca, prima di riconoscerlo come Re portatore di pace, rischia di essere dilaniata da una guerra civile scatenata dai familiari dei Proci e dei compagni di Ulisse che non sono più tornati. Anche in questo caso è determinante l’intervento di Atena, metafora dell’In.Di.Co. (Infinito Dinamico Complesso) che interviene a completare l’opera dell’Eroe là dove questo non può arrivare. 

 
Proprio il finale rivela come i rapporti più forti e profondi che noi vorremmo come più semplici e da cui ci aspettiamo in primis di essere riconosciuti sono in realtà gli ultimi a cui approdiamo. 

Così si conclude un viaggio meraviglioso che anche mentre scrivevo rievocava tanti parti mie e mi faceva immaginare Ulisse con il mio volto. Il suo viaggio è durato venti anni e nella versione omerica è presentato secondo una scansione rigidamente embriogenetica: 10 anni per allontanarsi e 10 anni per tornare. Non sarebbe possibile immaginare per le nostre vite un ciclo più armonico, breve e continuo? Una Ilissea??


Grazie Mariano anche per questa ennesima e profonda intuizione.

Grazie anche per aver proposto Cindy e il sottoscritto come coordinamento per la Ricerca dei Me.Me. Per chi ha vissuto i miti e le fiabe come ancora di salvezza e surrogati di un viaggio che non avveniva nella vita ma solo nella fantasia, sentire che oggi proprio loro possono accompagnarci e aiutarci a riconoscere le tappe del nostro viaggio reale, è liberatorio e risanante.  

Martino

lunedì 12 gennaio 2015

Sasso di Castalda (PZ), sabato 20 dicembre 2014. ULTIMO GRUPPO ALLA SALUTE PRIMA DELLA PAUSA DI NATALE.

FONDAZIONE NUOVA SPECIE ONLUS
Registro Persone giuridiche n. 429 
Prefettura di Foggia
 

 



FACCIAMO FESTA
AL GRUPPO ALLA SALUTE
PRIMA DELLA PAUSA NATALIZIA. 




Nell’accogliente stanzetta del Palazzo De Luca ci siamo ritrovati per festeggiare la Laurea di Simona e… a sorpresa, il compleanno di Tonino. Quando sono arrivata, c’era Giuseppina, Giuseppe e Simona, la quale era gioiosa e comunicava tanta allegria. Era felicissima  per la sua Laurea, conseguita con il massimo dei voti ed anche con la lode.

Simona ha raccontato il momento in cui ha discusso la tesi e ci ha comunicato che era molto soddisfatta di come si era posta e di come aveva relazionato. Faceva solo un po’ fatica a riconoscersi il valore del suo percorso di studi nonostante tante difficoltà, e per cominciare a farlo gli abbiamo chiesto di dire ad alta voce  a chiunque le avesse fatto gli auguri… “Mi sono laureata con 110 e lode”.
La sua è stata una meta raggiunta con molta fatica e tanti sacrifici.  Si è sentita molto appoggiata dal suo ragazzo, Daniele, il quale ha sempre creduto in lei, anche nei momenti più difficili. 

Qualche minuto dopo l’inizio del nostro incontro, si sono uniti al gruppo Teresa, Peppino e Michele, rientrati da qualche giorno dalla Settimana intensiva di Foggia. Successivamente hanno incrementato il gruppo: Raffaele, Sandra, Tonino, Andrea e la piccola Alice.

Dopo le comunicazioni di servizio, siamo passati alla fase dei pensieri. Ci siamo sciolti con dei pensieri musicali che ci hanno permesso di entrare nel vivo dei festeggiamenti… questo è anche l’ultimo Gruppo alla Salute prima della pausa natalizia e c’è proprio voglia di congedarci in leggerezza!


Entrambi i festeggiati hanno fatto un ingresso trionfale tra sorrisi e applausi. Hanno ricevuto i fiori e  un cappello da laureandi che hanno indossato per tutta la durata della festa. Mentre Giuseppe M. lo ha posto sul capo di Simona, Raffaele lo ha posto sul capo di Tonino.

Ad un certo punto, c’è stata la sorpresa: è arrivata la torta dei VITONAUTI, un pensiero realizzato da Antonella.


Ognuno di noi ha espresso il proprio pensiero… poesie, dediche e regali.

Ognuno ha dedicato sia a Tonino che a Simona una parte di sé, parte del proprio tempo e del proprio sentire.

Giuseppe, ha dedicato a Tonino la poesia indiana sul TEMPO, augurandogli e augurandosi di avere tempo per la Vita e Giuseppina gli ha regalato del TEMPO da passare con suo figlio Andrea in relax in una località termale... per ritrovarsi e per festeggiarsi come padre e figlio in “viaggio”.


E’ stato molto bello vedere il coinvolgimento di Andrea nel festeggiare il suo papà e di quanta intesa c’è tra tutti i componenti della famiglia.

Il pensiero più emozionante e coinvolgente è stato quello di Raffaele, il quale ha espresso tutta la sua gratitudine a Tonino, suo fratello maggiore, per essergli stato sempre vicino e non essersi spaventato nei momenti più difficili che lui ha attraversato. In questo nuovo TEMPO possono incontrarsi, riconoscersi e scambiarsi alla pari su tante parti ma soprattutto quelle più leggere e festose, libere dai tanti pesi della loro storia di origine.


Anche Rosa ed Ivan hanno dato valore alla festa di Simona con la loro presenza. 

Sia Tonino che Simona hanno assaporato il senso della festa con modalità più profonde di quelle tradizionali, hanno sentito la festa nel loro cuore ed hanno condiviso questa sensazione con tutti noi.

 
Tra baci, abbracci e sorrisi abbiamo mangiato l’ottima torta!

Assunta Falvella